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Cronaca
Omicidio Magellano, fermato il presunto assassino: è Maurizio Pastore
L'omicidio con dieci coltellate è stato commesso sabato scorso nel quartiere Carrassi
Bari - giovedì 22 gennaio 2026
22.26
C'è un fermo di indiziato di delitto per l'omicidio di Amleto Magellano, il 39enne barese accoltellato sabato scorso in via Montegrappa, nel rione Carrassi di Bari. I Carabinieri, infatti, hanno eseguito il provvedimento cautelare disposto dalla Procura della Repubblica di Bari nei confronti del 42enne barese Maurizio Pastore.
Gli investigatori della Compagnia di Bari San Paolo, coordinati dal pubblico ministero Maria Cristina De Tommasi, ci hanno messo solo cinque giorni per risolvere il caso e assicurare alla giustizia il presunto omicida, nativo di Roma e che si trovava in regime di detenzione domiciliare. Il fermo arriva al termine di una serrata attività investigativa avviata dopo l'aggressione e che ha visto impegnati anche i militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo di Bari.
A consentire di identificare il presunto autore del delitto è stata la dichiarazione di un testimone oculare minorenne, un giovane di 13 anni, che ha riferito di avere visto l'assassino afferrare da dietro la vittima prima di accoltellarlo mortalmente all'addome e al torace. Il delitto si è verificato nella tarda serata di sabato, in una strada abitualmente frequentata e densamente popolata. Secondo quanto ricostruito finora, Magellano sarebbe stato aggredito al termine di una lite in strada.
L'uomo è stato colpito con un'arma da taglio, riportando numerose ferite, alcune delle quali molto gravi. I soccorsi sono stati immediati: sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118, che ha potato la vittima d'urgenza al pronto soccorso del Policlinico di Bari. Nonostante gli sforzi dei medici, Magellano è deceduto dopo il ricovero a causa delle lesioni riportate. Via Montegrappa era stata temporaneamente chiusa al traffico per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi.
Gli investigatori, sin da subito, hanno avviato l'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e poi ascoltato le testimonianze di persone che hanno assistito, anche solo parzialmente, alla scena o a momenti immediatamente precedenti all'aggressione. Il fermo del 42enne, arrivato questa sera, è maturato proprio grazie a questi primi accertamenti, combinati con verifiche su movimenti e frequentazioni della vittima e del suo presunto aggressore.
L'uomo, 42 anni e noto alle forze dell'ordine, è stato trasferito nel carcere di Bari con l'accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà, mentre proseguono gli accertamenti per definire con precisione il quadro indiziario. Restano ora da chiarire il movente dell'omicidio e i rapporti tra la vittima e il fermato.
Gli investigatori della Compagnia di Bari San Paolo, coordinati dal pubblico ministero Maria Cristina De Tommasi, ci hanno messo solo cinque giorni per risolvere il caso e assicurare alla giustizia il presunto omicida, nativo di Roma e che si trovava in regime di detenzione domiciliare. Il fermo arriva al termine di una serrata attività investigativa avviata dopo l'aggressione e che ha visto impegnati anche i militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo di Bari.
A consentire di identificare il presunto autore del delitto è stata la dichiarazione di un testimone oculare minorenne, un giovane di 13 anni, che ha riferito di avere visto l'assassino afferrare da dietro la vittima prima di accoltellarlo mortalmente all'addome e al torace. Il delitto si è verificato nella tarda serata di sabato, in una strada abitualmente frequentata e densamente popolata. Secondo quanto ricostruito finora, Magellano sarebbe stato aggredito al termine di una lite in strada.
L'uomo è stato colpito con un'arma da taglio, riportando numerose ferite, alcune delle quali molto gravi. I soccorsi sono stati immediati: sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118, che ha potato la vittima d'urgenza al pronto soccorso del Policlinico di Bari. Nonostante gli sforzi dei medici, Magellano è deceduto dopo il ricovero a causa delle lesioni riportate. Via Montegrappa era stata temporaneamente chiusa al traffico per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi.
Gli investigatori, sin da subito, hanno avviato l'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e poi ascoltato le testimonianze di persone che hanno assistito, anche solo parzialmente, alla scena o a momenti immediatamente precedenti all'aggressione. Il fermo del 42enne, arrivato questa sera, è maturato proprio grazie a questi primi accertamenti, combinati con verifiche su movimenti e frequentazioni della vittima e del suo presunto aggressore.
L'uomo, 42 anni e noto alle forze dell'ordine, è stato trasferito nel carcere di Bari con l'accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà, mentre proseguono gli accertamenti per definire con precisione il quadro indiziario. Restano ora da chiarire il movente dell'omicidio e i rapporti tra la vittima e il fermato.
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