
Cronaca
Mafia e politica a Bari, 23 condanne: c’è anche Tommy Parisi
Il processo celebrato con rito abbreviato per gli imputati accusati anche per reati di droga, armi e tentato omicidio. Tra loro anche Eugenio e Giovanni Palermiti
Bari - venerdì 22 maggio 2026
9.21
La giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Bari, Chiara Maglio, ha condannato a pene da uno a 13 anni di reclusione 23 imputati coinvolti nel processo stralcio, celebrato con la formula del giudizio abbreviato, nato dalla maxi inchiesta "Codice interno" sui presunti accordi tra la mafia, la politica e l'imprenditoria.
Gli imputati erano accusati a vario titolo di associazione mafiosa, spaccio di droga, tentato omicidio, detenzione di armi, turbativa d'asta e di estorsione. Questa parte dell'inchiesta, nello specifico, riguardava la criminalità organizzata nel quartiere Japigia. A coordinare l'inchiesta della Squadra Mobile, il pubblico ministero antimafia Fabio Buquicchio. La pena di 13 anni è stata disposta a carico di Antonio Busco, mentre Riccardo Campanale è stato condannato a 11 anni di carcere.
Tra i condannati ci sono anche il capoclan del rione Eugenio Palermiti (3 anni e 6 mesi) e suo figlio Giovanni (9 anni e 3 mesi), ma anche il cantante neomelodico Tommaso Parisi, figlio del boss Savino, condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione. Gli imputati, inoltre, sono stati condannati a risarcire le parti civili, tra cui il Comune di Bari. «Utilizzeremo i soldi dei risarcimenti per degli interventi di antimafia sociale», ha affermato in una nota stampa il sindaco di Bari, Vito Leccese.
Nell'ambito di quest'indagine l'ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri, nel settembre scorso, è stato condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione: è accusato di aver raccolto a pagamento i voti e favorito l'elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso.
Gli imputati erano accusati a vario titolo di associazione mafiosa, spaccio di droga, tentato omicidio, detenzione di armi, turbativa d'asta e di estorsione. Questa parte dell'inchiesta, nello specifico, riguardava la criminalità organizzata nel quartiere Japigia. A coordinare l'inchiesta della Squadra Mobile, il pubblico ministero antimafia Fabio Buquicchio. La pena di 13 anni è stata disposta a carico di Antonio Busco, mentre Riccardo Campanale è stato condannato a 11 anni di carcere.
Tra i condannati ci sono anche il capoclan del rione Eugenio Palermiti (3 anni e 6 mesi) e suo figlio Giovanni (9 anni e 3 mesi), ma anche il cantante neomelodico Tommaso Parisi, figlio del boss Savino, condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione. Gli imputati, inoltre, sono stati condannati a risarcire le parti civili, tra cui il Comune di Bari. «Utilizzeremo i soldi dei risarcimenti per degli interventi di antimafia sociale», ha affermato in una nota stampa il sindaco di Bari, Vito Leccese.
Nell'ambito di quest'indagine l'ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri, nel settembre scorso, è stato condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione: è accusato di aver raccolto a pagamento i voti e favorito l'elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso.



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