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La Puglia è "malata" di gioco d'azzardo. Oltre 4 miliardi spesi all'anno

Il rapporto della Fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici. Comune capofila è Casamassima

La Puglia è regione "malata" di gioco d'azzardo, con il suo poco edificante 14mo posto nella classifica nazionale e una spesa totale di ben 4 miliardi l'anno, solo tenendo in considerazione i giochi legali. Lo dice il rapporto della Fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici, che quest'anno compie 25 anni. Sono circa 450 famiglie che l'ente caritatevole di monsignor Alberto D'Urso ha ascoltato e sostenuto nel 2018, raccogliendo 6 denunce. Preoccupano i numeri legati a fallimenti ed esecuzioni immobiliari per debiti contratti con il gioco d'azzardo: nel distretto giudiziario di Bari si passa dai 4228 del 2017 ai 5179 del 2018.

In provincia di Bari il comune che spende di più in gioco d'azzardo, vale a dire Casamassima, con un rapporto spesa/abitante di 4mila euro. Un dato che, però, potrebbe essere falsato dalla presenza del grande parco commerciale nel paese alle porte di Bari, dove ci sono due sale slot a servizio di un'area molto più vasta rispetto al solo territorio di Casamassima. Nella classifica seguono Sammichele, Lecce, Trani e Putignano, mentre Bari si attesta sui 1.700 euro/abitante.

La Fondazione San Nicola e Santi Medici in una nota per il suo venticinquennale spiega: «La decisione di costituzione come parte civile nei processi per usura si è rivelata in tutti i casi provvidenziale. Essa è in linea con le finalità della Fondazione che ha come fine non solo la solidarietà, l'educazione e la promozione della legalità. È appena giunto a conclusione un lungo processo penale per usura ed estorsione, in Cassazione che ha visto condanne definitive per usura. I procedimenti penali risultano ancora molto lunghi e si rivelano molto articolati. Nella esperienza della Fondazione si sono visti 'sfilare' alcuni personaggi della malavita organizzata: alcuni risultano condannati in prima e seconda istanza e per altri le indagini sono ancora in corso. Dallo stato di questi processi e dal loro percorso processuale, riportato con fedeltà e continuità, è possibile ricavare uno spaccato preciso dell'esperienza malavitosa che naviga nel mondo dell'estorsione e dell'usura. Chi denuncia ha bisogno di non sentirsi abbandonato prima, durante e dopo il processo, sia sul piano personale che familiare e aziendale. Il sostegno morale, familiare ed economico della Fondazione a queste persone, soprattutto quando in situazioni concrete è stata constatata la presenza di personaggi della malavita organizzata, è ed è stato sempre di grande aiuto».
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