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Cronaca
Gdf Bari, truffa sui contributi pubblici: maxi sequestro per un valore di 55 milioni
Coinvolta una società con sede in provincia di Milano
Bari - giovedì 23 aprile 2026
9.42 Comunicato Stampa
I finanzieri del Comando Provinciale di Bari stanno dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica capitolina, avente ad oggetto denaro, beni mobili e immobili, per un valore complessivo di oltre 55 milioni di euro.
I soggetti destinatari del provvedimento cautelare, una società con sede in provincia di Milano, il suo rappresentante e la società controllante residente nei Paesi Bassi, sono ritenuti responsabili, in ipotesi d'accusa, del reato di indebita percezione di erogazione pubbliche per aver beneficiato di risorse non dovute connesse alla produzione di energia elettrica tramite impianti fotovoltaici realizzati in provincia di Caserta.
L'attività esecutiva in corso rappresenta l'epilogo di complesse investigazioni economico-patrimoniali, sviluppate dal Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Bari con il supporto dell'Agenzia dell'Unione Europea EUROJUST e dei canali di cooperazione internazionale, nel corso delle quali è emerso che gli indagati avrebbero prodotto dichiarazioni e documenti falsi al Gestore dei Servizi Energetici (G.S.E. S.p.a.), allo scopo di far risultare la realizzazione e l'entrata in esercizio di tre campi solari di grandi dimensioni in una data antecedente al termine ultimo, previsto dalla normativa di settore, per accedere agli importanti benefici riconosciuti dal c.d. IV Conto Energia (D.M. 5 maggio 2011). Si tratta, segnatamente, di uno dei principali regimi di finanziamento, a carico del bilancio nazionale, per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia che prevedeva, in sintesi, il riconoscimento di una serie di incentivi ottenibili per i venti anni successivi all'installazione dell'impianto.
Tale condotta avrebbe consentito ai responsabili di:
Alla luce di quanto emerso, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di beni, sia in forma diretta che per equivalente, fino a concorrenza di 55.851.713,90 euro, pari all'ammontare del profitto del reato contestato.
Sono iscritte nel registro degli indagati, a vario titolo, quattro persone fisiche e le due società.
Gli esiti dell'attività d'indagine costituiscono un'ulteriore testimonianza del costante impegno profuso dal Corpo nell'azione di contrasto e repressione degli illeciti in materia di spesa pubblica, a tutela del bilancio dello Stato, della legalità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione.
È doveroso, tuttavia, rappresentare che il provvedimento emesso rappresenta una misura cautelare, adottata nella fase delle indagini preliminari e che nei confronti dei soggetti destinatari vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Roma in ottemperanza alle disposizioni del D.lgs. n. 188/2021, ritenendo sussistente l'interesse pubblico all'informazione in considerazione della particolarità e rilevanza sociale degli interessi trattati.
I soggetti destinatari del provvedimento cautelare, una società con sede in provincia di Milano, il suo rappresentante e la società controllante residente nei Paesi Bassi, sono ritenuti responsabili, in ipotesi d'accusa, del reato di indebita percezione di erogazione pubbliche per aver beneficiato di risorse non dovute connesse alla produzione di energia elettrica tramite impianti fotovoltaici realizzati in provincia di Caserta.
L'attività esecutiva in corso rappresenta l'epilogo di complesse investigazioni economico-patrimoniali, sviluppate dal Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Bari con il supporto dell'Agenzia dell'Unione Europea EUROJUST e dei canali di cooperazione internazionale, nel corso delle quali è emerso che gli indagati avrebbero prodotto dichiarazioni e documenti falsi al Gestore dei Servizi Energetici (G.S.E. S.p.a.), allo scopo di far risultare la realizzazione e l'entrata in esercizio di tre campi solari di grandi dimensioni in una data antecedente al termine ultimo, previsto dalla normativa di settore, per accedere agli importanti benefici riconosciuti dal c.d. IV Conto Energia (D.M. 5 maggio 2011). Si tratta, segnatamente, di uno dei principali regimi di finanziamento, a carico del bilancio nazionale, per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia che prevedeva, in sintesi, il riconoscimento di una serie di incentivi ottenibili per i venti anni successivi all'installazione dell'impianto.
Tale condotta avrebbe consentito ai responsabili di:
- acquisire l'accesso diretto a dette agevolazioni pubbliche, evitando di vincolarne la percezione al collocamento utile in graduatorie o a limiti riferiti alle risorse stanziate sul bilancio nazionale;
- ottenere il riconoscimento di una tariffa incentivante per la produzione di energia elettrica superiore a quella spettante in relazione alla data di effettiva entrata in esercizio.
Alla luce di quanto emerso, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di beni, sia in forma diretta che per equivalente, fino a concorrenza di 55.851.713,90 euro, pari all'ammontare del profitto del reato contestato.
Sono iscritte nel registro degli indagati, a vario titolo, quattro persone fisiche e le due società.
Gli esiti dell'attività d'indagine costituiscono un'ulteriore testimonianza del costante impegno profuso dal Corpo nell'azione di contrasto e repressione degli illeciti in materia di spesa pubblica, a tutela del bilancio dello Stato, della legalità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione.
È doveroso, tuttavia, rappresentare che il provvedimento emesso rappresenta una misura cautelare, adottata nella fase delle indagini preliminari e che nei confronti dei soggetti destinatari vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Roma in ottemperanza alle disposizioni del D.lgs. n. 188/2021, ritenendo sussistente l'interesse pubblico all'informazione in considerazione della particolarità e rilevanza sociale degli interessi trattati.
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