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Cronaca
Frode fiscale con fatture false a Bari: sequestrati beni dal valore di 1,3 milioni di euro
Coinvolto un legale rappresentante di una società nel commercio di capi di abbigliamento
Bari - martedì 28 aprile 2026
11.40 Comunicato Stampa
I finanzieri del Comando Provinciale Bari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP del locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica di Bari, di beni e rapporti finanziari fino alla concorrenza della somma di circa 1,3 milioni di euro, nei confronti del legale rappresentante di una società operante all'ingrosso nel commercio di capi di abbigliamento, con sede presso un noto parco commerciale dell'Area metropolitana.
L'operazione costituisce l'epilogo di articolati approfondimenti investigativi, coordinati e diretti dalla Procura barese - eseguiti dai finanzieri della Tenenza di Putignano - che traggono origine da una verifica fiscale. In particolare, durante le attività ispettive sono emersi fondati dubbi relativamente all'utilizzo sistematico di fatture per operazioni inesistenti emesse da alcuni operatori economici, sempre operanti nel settore dell'abbigliamento, annotate nella contabilità della società in verifica.
Le investigazioni avviate per accertare l'effettività delle operazioni commerciali documentate dalle fatture in argomento hanno disvelato la completa fittizietà delle stesse in quanto emesse da soggetti economici, situati principalmente in Campania e Toscana, risultati privi di una sede operativa, di utenze intestate, di beni strumentali e personale dipendente, da qualificare come mere società cd. "cartiere".
All'esito dei complessivi riscontri, l'annotazione delle fatture false utilizzate dalla società verificata nei vari periodi d'imposta controllati ha consentito di sottrarre al fisco redditi imponibili per circa 3,3 milioni di euro ed un'IVA dovuta per oltre 700 mila euro, per un'evasione fiscale complessiva di circa 1,3 milioni di euro.
Gli ulteriori sviluppi di indagine hanno permesso di accertare l'esistenza di una frode fiscale di più ampia portata, con proiezione su tutto il territorio nazionale, perpetrata attraverso la sistematica emissione di false fatture per operazioni inesistenti nel settore dell'abbigliamento da parte di 12 società emittenti, cc.dd. "cartiere", che hanno generato un volume di fatture false di oltre 150 milioni di euro.
L'attività d'indagine complessivamente eseguita ha portato al deferimento all'Autorità Giudiziaria dei legali rappresentanti delle società coinvolte, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false, dichiarazione infedele e omessa dichiarazione, previsti, rispettivamente, dagli artt. 2, 4, 5 e 8 del D.Lgs. n. 74/2000, nonché dell'illecito amministrativo di cui all'art. 25 quinquiesdecies del D.Lgs. n. 231/2001 a carico delle società coinvolte.
Inoltre, è stata richiesta all'Agenzia delle Entrate la cessazione d'ufficio delle partite IVA delle società cartiere coinvolte nella frode al fine di evitare il perpetrarsi delle condotte illecite accertate. Previa autorizzazione della Procura della Repubblica di Bari, sono state inviate circa 200 segnalazioni ai competenti Reparti della Guardia di finanza operanti su tutto il territorio nazionale per l'avvio degli interventi finalizzati al recupero delle imposte evase nei confronti delle imprese che hanno ottenuto i benefici fiscali derivanti dall'utilizzo delle false fatture emesse dalle società cartiere scoperte, quantificati in circa 60 milioni di euro tra imposte dirette ed IVA sottratti all'erario.
Gli esiti dell'attività d'indagine testimoniano, ancora una volta, l'impegno profuso dalla Guardia di finanza, in stretta sinergia con la Procura della Repubblica di Bari, nell'azione di contrasto all'evasione fiscale nelle sue manifestazioni più fraudolente, il cui fine non è solo tutelare l'ordine economico e la stabilità finanziaria, ma garantire, al contempo, la regolarità dei mercati e la competitività delle imprese oneste che possono essere compromesse dalle condotte evasive in argomento.
Si precisa che il procedimento penale pende nella fase di conclusione delle indagini preliminari e, pertanto, le persone indagate non sono state ancora rinviate a giudizio e non possono essere considerate colpevoli fino alla pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.
La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Bari in ottemperanza alle disposizioni del D.Lgs. n. 188/2021, ritenendo sussistente l'interesse pubblico all'informazione con riguardo al contrasto agli illeciti di natura economico-finanziaria.
L'operazione costituisce l'epilogo di articolati approfondimenti investigativi, coordinati e diretti dalla Procura barese - eseguiti dai finanzieri della Tenenza di Putignano - che traggono origine da una verifica fiscale. In particolare, durante le attività ispettive sono emersi fondati dubbi relativamente all'utilizzo sistematico di fatture per operazioni inesistenti emesse da alcuni operatori economici, sempre operanti nel settore dell'abbigliamento, annotate nella contabilità della società in verifica.
Le investigazioni avviate per accertare l'effettività delle operazioni commerciali documentate dalle fatture in argomento hanno disvelato la completa fittizietà delle stesse in quanto emesse da soggetti economici, situati principalmente in Campania e Toscana, risultati privi di una sede operativa, di utenze intestate, di beni strumentali e personale dipendente, da qualificare come mere società cd. "cartiere".
All'esito dei complessivi riscontri, l'annotazione delle fatture false utilizzate dalla società verificata nei vari periodi d'imposta controllati ha consentito di sottrarre al fisco redditi imponibili per circa 3,3 milioni di euro ed un'IVA dovuta per oltre 700 mila euro, per un'evasione fiscale complessiva di circa 1,3 milioni di euro.
Gli ulteriori sviluppi di indagine hanno permesso di accertare l'esistenza di una frode fiscale di più ampia portata, con proiezione su tutto il territorio nazionale, perpetrata attraverso la sistematica emissione di false fatture per operazioni inesistenti nel settore dell'abbigliamento da parte di 12 società emittenti, cc.dd. "cartiere", che hanno generato un volume di fatture false di oltre 150 milioni di euro.
L'attività d'indagine complessivamente eseguita ha portato al deferimento all'Autorità Giudiziaria dei legali rappresentanti delle società coinvolte, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false, dichiarazione infedele e omessa dichiarazione, previsti, rispettivamente, dagli artt. 2, 4, 5 e 8 del D.Lgs. n. 74/2000, nonché dell'illecito amministrativo di cui all'art. 25 quinquiesdecies del D.Lgs. n. 231/2001 a carico delle società coinvolte.
Inoltre, è stata richiesta all'Agenzia delle Entrate la cessazione d'ufficio delle partite IVA delle società cartiere coinvolte nella frode al fine di evitare il perpetrarsi delle condotte illecite accertate. Previa autorizzazione della Procura della Repubblica di Bari, sono state inviate circa 200 segnalazioni ai competenti Reparti della Guardia di finanza operanti su tutto il territorio nazionale per l'avvio degli interventi finalizzati al recupero delle imposte evase nei confronti delle imprese che hanno ottenuto i benefici fiscali derivanti dall'utilizzo delle false fatture emesse dalle società cartiere scoperte, quantificati in circa 60 milioni di euro tra imposte dirette ed IVA sottratti all'erario.
Gli esiti dell'attività d'indagine testimoniano, ancora una volta, l'impegno profuso dalla Guardia di finanza, in stretta sinergia con la Procura della Repubblica di Bari, nell'azione di contrasto all'evasione fiscale nelle sue manifestazioni più fraudolente, il cui fine non è solo tutelare l'ordine economico e la stabilità finanziaria, ma garantire, al contempo, la regolarità dei mercati e la competitività delle imprese oneste che possono essere compromesse dalle condotte evasive in argomento.
Si precisa che il procedimento penale pende nella fase di conclusione delle indagini preliminari e, pertanto, le persone indagate non sono state ancora rinviate a giudizio e non possono essere considerate colpevoli fino alla pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.
La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Bari in ottemperanza alle disposizioni del D.Lgs. n. 188/2021, ritenendo sussistente l'interesse pubblico all'informazione con riguardo al contrasto agli illeciti di natura economico-finanziaria.


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