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Scuola e Lavoro

Ex OM a Bari, il progetto Selektica fermo al palo. Uil: «Pronti a un sit-in permanente»

La burocrazia ferma il piano di reindustrializzazione, l'azienda stanca delle attese e i dipendenti di nuovo sull'orlo del baratro

Dopo lo sblocco della mobilità in deroga che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai 140 operai ex Om, giunge ora una nuova brutta notizia. La burocrazia sta bloccando il progetto di Selektica che starebbe pensando di ritirarsi e non portare a termine la reindustrializzazione del sito.

Sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe Dalena patron di Selektica, ha dichiarato: «Questi tempi di attesa rischiano di rendere obsoleto un progetto che quando è stato presentato era all'avanguardia. Sto cercando di difendere il progetto Selektica, ma spero che azioni esterne non facciano sì che questa fiamma che mi anima si debba spegnere».

Gli stessi sindacati si dichiarano disposti a mettere in campo tutte quanto sia necessario per far sì che il progetto non rimanga solo sulla carta. «Ora che la politica, contravvenendo ai luoghi comuni, cominciava a dare risposte concrete, come nel caso della proroga della mobilità in deroga, ci pensa la burocrazia, con i suoi interpreti, a frenare i processi, senza preoccuparsi delle angosce e delle decennali sofferenze di oltre cento lavoratori ex Om e delle loro famiglie - sottolinea Franco Busto di Uil Puglia - Siamo stanchi: chi deve assumersi le proprie responsabilità, peraltro facendo nient'altro che il proprio dovere, lo faccia, altrimenti daremo vita alle iniziative necessarie, tra le quali non escludiamo una mobilitazione dei lavoratori e un sit-in permanente sotto la sede degli uffici tecnici della Regione Puglia in via Gentile».

«Selektica - aggiunge Busto - ha presentato regolare richiesta di autorizzazioni ambientali (al momento al vaglio degli uffici competenti) che ci auguriamo venga approvata nei tempi previsti dalla legge, addirittura si parla di corsi di formazione per la nuova tipologia di impiego… non comprendiamo perché un protocollo ampiamente condiviso dal presidente regionale, da gran parte delle compagini politiche (almeno a parole) e dalle forze sindacali, sul quale hanno lavorato con grande costanza e concretezza sia la Task Force regionale Lavoro che l'Ager, sia ancora immobilizzato negli uffici del dipartimento, impantanato sulla scrivania di qualche dirigente».

Alle parole di Busto fa eco Cgil che sottolinea: "Siamo pronti alla mobilitazione per gli lavoratori ex OM. Partiamo dai punti certi senza voler aprire polemiche pretestuose. Una vertenza annosa che sta vedendo al luce dopo lunghi anni grazie anche al lavoro prezioso della task force e di Leo Caroli che ha lavorato sempre per trovare una soluzione. Non sono ammesse a questo punto della vertenza ritardi di chicchessia. Se qualcuno ha elementi che ostacolano il rapido avvio dell'attività imprenditoriale li metta subito sul tavolo. Intanto proseguiamo il confronto e al tavolo del 7 luglio prossimo porremo con molta forza il tema della cassa in deroga e verificheremo la presenza di ostacoli di qualsiasi natura sapendo che a nessuno sarà permesso giocare con la pelle dei lavoratori che hanno già sofferto per troppi anni e che sono stati vittime di vari tentativi di speculazione»

«Il mio sesto senso me lo diceva da tempo - scrive amaramente su Facebook uno degli operai - Mentre la politica organizza teatrini per le prossime elezioni regionali, noi lavoratori OM rischiamo di perdere l' ennesima occasione di lavoro. Un giorno ne darete conto se avete una coscienza»

«Siamo molto rammaricati dalle dichiarazioni di Selectika - aggiungono in un altro gruppo di lavoratori - Vogliamo sapere cosa succede negli uffici regionali, perché tutto questo tempo? Tutta questa burocrazia inutile rischia di far andare via un altra società con imprenditori seri».
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