presentazione ba29
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Scuola e Lavoro

Ba29, il 25 percento dei tirocini trasformato in contratto. L'appello di Decaro: «Iscrivetevi»

Sono 398 le aziende che hanno fatto richiesta, ma 87 gli stagisti che hanno rinunciato. Termini per la nuova finestra aperti fino al 31 luglio

Numeri incoraggianti per Ba29, la misura finanziata dal Comune di Bari con 2 milioni di euro fino al 2023 per l'attivazione di tirocini formativi, pagati dal Comune per 450 euro al mese, in aziende private per ragazzi fino ai 29 anni, residenti da almeno sei mesi nel territorio di Bari e con un reddito Isee inferiore o pari a 6mila euro su base annua. Si sono già conclusi 61 tirocini, e di questi 15 hanno trovato occupazione nelle aziende, circa il 25 percento.

Dati non eccezionali, quindi, ma percentuali che lasciano ben sperare: al bando sono state ammesse 398 aziende per 976 persone che possono svolgere i tirocini. Alla data attuale sono pervenute al Comune di Bari 435 domande, di cui 413 ammesse. Da queste domande sono stati attivati 196 tirocini, mentre 87 persone hanno rinunciato alla misura in corso d'opera. I termini per la nuova finestra di partecipazione a Ba29 sono aperti fino al 31 luglio, per dare ad altri 500 ragazzi la possibilità di accedere ai tirocini formativi retribuiti.«Purtroppo non tutti partecipano o c'è chi rinuncia - dice il sindaco di Bari Antonio Decaro, presentando i dati in conferenza stampa. Soprattutto ai più giovani raccomando di andare a porta futuro,di informarsi e di iscriversi a Ba29. Abbiamo deciso un anno e mezzo fa di cambiare l'esperienza dei cantieri di cittadinanza, del Red, del Rei e di Garanzia giovani. Ba 29 è uno strumento che permette alle aziende di assumere le persone che hanno formato con il tirocinio pagato dal Comune».

Una scelta, quella di guardare al privato anziché al pubblico per lo svolgimento dei tirocini che, spiega Decaro, permette di superare la fase concorsuale prevista dagli enti statali per rivolgersi così direttamente agli enti datoriali, con un reale matching fra domanda e offerta di lavoro. «Sul reddito di cittadinanza - continua Decaro - mi sono espresso positivamente a nome dei sindaci italiani, perché è una misura che contrasta la povertà. Mi sono però permesso di chiedere al Governo di trasformarlo in un tirocinio formativo, perché farlo con le aziende private dà la possibilità di essere assunti in maniera più diretta».

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i responsabili di due delle aziende aderenti, Brovedani e Autoclub, da cui filtra soddisfazione per la misura Ba29. Miriam Loiacono, Ceo di Autoclub group, spiega: «L'investimento in formazione è un momento fondamentale per l'azienda. Da Porta futuro abbiamo riscontrato un ottimo livello di professionalità, con un effettivo incrocio fra le esigenze aziendali e i curricula, le speranze dei ragazzi. Questi ragazzi venivano da delusioni professionali e da situazioni economiche difficili; gli stagisti che hanno partecipato al progetto avevano tutti una marcia in più e non hanno sprecato l'occasione. Credo che molte volte ci sia uno spreco dello stage, perché l'azienda può sfruttare a costo zero un momento di formazione. L'azienda deve farsi carico del tirocinio, questo è un progetto importante e per tutti è un'occasione che non va sprecata. Di tredici persone ne abbiamo confermate e contrattualizzate sei a tempo indeterminato».

Importante anche la testimonianza dei diretti interessati, i ragazzi che hanno trovato lavoro grazie a Ba29. Nicola Cozzella, 27 anni, neo assunto da Autoclub, lancia l'appello «A mettercela tutta e a far vedere di cosa si è capaci. Non bisogna scoraggiarsi, quando c'è un'occasione bisogna prenderla al volo». La sua collega, Gilda Tanzella, 26 anni, racconta: «Sono scappata da Bari dove c'era lavoro precario e a nero, per andare a Londra. Sono voluta tornare e ho partecipato al Rei e al Red ma è difficile entrare nel mondo del lavoro pubblico. Poi ho partecipato a Ba29 e il giorno stesso del colloquio ho saputo che avrei fatto il tirocinio. Dopo una settimana ho iniziato a lavorare, affiancata da due tutor, che mi hanno spiegato tutto quello che dovevo fare. Ho imparato tanto, mi sono data da fare perché volevo rimanere in azienda».
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