Questura di Bari
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Cronaca

Assalto ad un blindato carico di sigarette, tre arresti tra Andria e Bari

Il fatto risale al gennaio 2023, quando un furgone che trasportava sigarette fu agganciato da un'auto a Mola di Bari

Strada statale 16, territorio comunale di Mola di Bari: un furgone blindato della società Pmd Transport con un prezioso carico di sigarette assaltato, una banda di pericolosi banditi in fuga con un bottino ingente di tabacchi. Quasi due anni dopo, la Polizia di Stato ha dato una decisa e decisiva svolta all'attività di indagine.

Gli investigatori delle Questure di Bari e Barletta-Andria-Trani, ieri, hanno arrestato tre persone: Luca Papapicco, di 46 anni, e Michele Piscitelli, di 44 anni, di Bari, Roberto Lorusso, di 26 anni di Andria. Ai tre è stata notificata un'ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, su richiesta dei pubblici ministeri antimafia Iolanda Daniela Chimienti e Federico Perrone Capano per sequestro di persona a scopo di rapina e porto abusivo di armi da sparo.

I fatti avvennero a Mola di Bari. Lì, il 31 gennaio 2023, un Fiat Ducato Maxi della Pmd Transport che operava per la Logista Italia fu "agganciato" da una Mercedes su cui viaggiavano tre persone incappucciate e armate. L'assalto avvenne sulla strada statale 16 Adriatica. Poi, il solito copione: i malviventi, dopo aver costretto il conducente del furgone ad uscire allo svincolo per Mola, sarebbero saliti sul blindato minacciandolo con un fucile per farlo dirigere in una zona di campagna.

Qui, infatti, indisturbati, avrebbero derubato le sigarette presenti sul furgone. Gli arresti sono stati il frutto di un'indagine complessa, avviata a Mola dopo l'assalto. A gestirla sono stati i numeri uno della Squadra Mobile della Questura di Bari, il primo dirigente Filippo Portoghese, e Barletta-Andria-Trani, il commissario capo Gianluca Gentiluomo. Il loro lavoro ha chiesto pazienza e abilità, oltre alla capacità di prevenire le mosse di un avversario rimasto nell'ombra per quasi due anni.

Gli investigatori, dopo avere ascoltato il camionista, hanno avviato l'inchiesta sondando i ripetitori telefonici e visionando le telecamere presenti in tutto il tratto di strada percorso quella mattina. Non solo: durante le indagini, inoltre, gli inquirenti si sono avvalsi di intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno consentito di raccogliere numerose prove, poi diventati «indizi di colpevolezza», nei confronti degli indagati che prima di colpire avrebbero anche effettuato un sopralluogo.

Un lavoro molto complesso che ha richiesto un'attività di coordinamento della Procura Distrettuale barese, poiché le prove a carico dei tre erano contenute in distinti procedimenti penali, nell'ambito dei quali la Squadra Mobile stava conducendo due attività. Per i tre si sono aperte le porte dei penitenziari di Bari e Trani.
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