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Scuola e Lavoro

Appalti pulizie nelle scuole, è sciopero nazionale

L'astensione dal lavoro prevista domani 21 gennaio, i sindacati: «Ancora non ci sono soluzioni per tutti»

È previsto per domani, martedì 21 gennaio a Roma, lo sciopero nazionale appalti pulizie scuole.

Da qualche giorno è scaduto il termine per la presentazione delle domande on-line per la procedura selettiva che porterà all'immissione in ruolo dal 1° marzo 2020 delle lavoratrici e dei lavoratori oggi occupati negli appalti di pulizie delle scuole statali. Ancora non si conoscono i numeri precisi di quanti hanno presentato la domanda, degli idonei e di quanti saranno coinvolti nell'assunzione e in quale modalità – se full time o part time. Poco più di 16mila sono le persone dichiarate dalle società che lavorano oggi in appalto, circa 11.200 i posti a disposizione che potrebbero aumentare, se parte delle assunzioni saranno, come previsto dal Decreto Scuola, con contratto a part time. Se non ci saranno concreti interventi entro i prossimi 2 mesi, a rischiare il posto di lavoro saranno probabilmente oltre 4mila persone. La possibilità di internalizzare il servizio di pulizia era positiva per i sindacati, fino a quando non si è concretizzato un processo che, di fatto, esclude migliaia di addetti, peggiorando le loro condizioni.

«Senza lavoro o con l'orario dimezzato e salari più bassi, sono queste le prospettive per molti lavoratori - afferma Cinzia Bernardini segretaria nazionale della Filcams Cgil - nonostante le azioni messe in campo in questi mesi dalle Organizzazioni Sindacali, con mobilitazioni, scioperi e incontri, abbiano portato a dei risultati, come alcune modifiche e integrazioni apportate al Decreto Scuola, siamo ancora lontani dall'individuazione di una soluzione per tutti».

Cgil, Cisl e Uil Confederali hanno reiterato la richiesta di attivazione di un Tavolo interministeriale per affrontare complessivamente la vertenza: «Un intervento non più rinviabile - prosegue Bernardini - visto che le imprese hanno da tempo avviato le procedure di licenziamento collettivo che, dopo l'incontro al Ministero del Lavoro previsto per il 23 gennaio prossimo, rischiano di diventare effettive. Il Governo, il Miur, il MLPS e le stesse imprese devono assumersi la responsabilità di trovare le soluzioni necessarie per garantire occupazione e reddito a tutti».
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