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A Bari un progetto per l'inclusione dei bambini rom, sinti e caminanti

L'iniziativa proseguirà fino al prossimo anno. Ospite della manifestazione l'artista di strada Miloud Oukili

Si è svolto ieri, nel Centro servizi per le Famiglie di Japigia, l'evento "PON Inclusione - Progetto Nazionale per l'inclusione e l'integrazione dei bambini e delle bambine rom, sinti, caminanti", organizzato per riflettere sui risultati e sulle prospettive future del progetto nazionale finalizzato a mettere in pratica azioni e interventi per l'inclusione e l'integrazione dei minori rom, sinti e caminanti nella città di Bari. Il progetto, coordinato dall'assessorato comunale al Welfare e gestito dalla fondazione Giovanni Paolo II onlus in ATI con la cooperativa Il Nuovo Fantarca, proseguirà fino al prossimo anno. Nel pomeriggio, dopo il pranzo sociale, l'esibizione di Miloud Oukili, eclettico artista di strada franco-algerino da anni impegnato nel recupero di ragazzi in condizioni di disagio in vari paesi d'Europa.

«Il progetto RSC prevede un lavoro centrato su due ambiti di vita dei bambini e degli adolescenti, la scuola e il campo. Solo dall'incontro e dall'ascolto può nascere l'inclusione autentica», dice l'assessore al Welfare Francesca Bottalico. Obiettivi sono la promozione dei processi di inclusione, la costruzione di una rete di collaborazione a livello locale e tra le città aderenti al progetto e il sostegno alla diffusione di buone prassi di lavoro e di saperi, valorizzando le esperienze locali già attivate sul territorio. Nel corso delle iniziative realizzate, sono stati toccati diversi contesti di vita, dalla relazione con la scuola e gli uffici scolastici all'accesso ai servizi socio‐sanitari, dal supporto nel completamento di pratiche legali alla ricerca di lavoro e di strumenti per l'accesso ad alloggi.

Gli interventi mirano al rafforzamento dell'autonomia delle famiglie rom, sinti e caminanti, migliorandone le competenze e le conoscenze in un'ottica sia di carattere formativo sia di supporto logistico. Tre operatori nell'equipe che monitora la presenza dei bambini e ne sostiene la partecipazione alla vita scolastica. Altrettanti operatori sono impegnati a rilevare le necessità della comunità individuando soluzioni e indirizzandoli verso i servizi territoriali competenti. Due i mediatori interculturali che lavorano per mettere in contatto le due comunità (rom e non).

Nei campi di Santa Teresa e Santa Candida sono presenti complessivamente 65 unità abitative, all'interno delle quali vivono altrettanti nuclei familiari. Sono 59 i minorenni e 154 adulti. I minori del Campo di Santa Teresa coinvolti nel progetto sono 14, mentre sono 12 quelli del campo di Santa Candida.

Importanti gli interventi socio-sanitari: è stata stipulata una convenzione con "Medici con il camper onlus" per intervenire periodicamente all'interno del campo per completare il percorso vaccinale sui. Per quanto riguarda l'orientamento al lavoro e professionale, sono state portate avanti delle attività di supporto agli adulti attraverso corsi professionali, formazione e la redazione del proprio bilancio di competenze e del curriculum vitae.

In estate sono stati effettuati dei laboratori tenuti in collaborazione con i Centri servizi per le Famiglie di Japigia e Carbonara, delle attività di accompagnamento all'iscrizione scolastica e di sostegno, oltre che laboratori multimediali e ludico creativi volti a promuovere la socializzazione e la crescita personale. Tra i risultati positivi si riscontra la disponibilità degli adulti delle famiglie target, come anche in parte delle famiglie non coinvolte nel progetto, nel partecipare attivamente al progetto, l'avvio di percorsi sempre più efficaci di integrazione scolastica ed extrascolastica per i minori mentre un elemento di criticità resta quello afferente alla necessità, per i campi, di interventi di supporto e manutenzione costante.
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