giancarlo romairone
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Calcio

SSC Bari, Romairone: «Abbiamo margini di crescita enormi. I conti li faremo alla fine»

Il direttore sportivo biancorosso: «Abbiamo tutto, serve continuità. La Ternana è arrivata con 4 punti finti allo scontro diretto. Non evidenziamo cose che non esistono»

Conferenza stampa fiume, quella che ha tenuto stamattina Giancarlo Romairone, direttore sportivo della SSC Bari a due giorni dalla brutta sconfitta interna con la Ternana. Il diesse ha analizzato sia il ko nel big match del San Nicola, sia gli aspetti generali della squadra in questo avvio di stagione: «Abbiamo fatto una brutta prestazione, la squadra aveva grande voglia di fare e ci è riuscita a sprazzi. Lì è venuta fuori la continuità della Ternana, che è stata più lucida e più capace di noi - ha ammesso Romairone. Ci sarà modo con il mister di capire come vuole sfruttare al massimo la sua rosa. Al di là delle prestazioni dei singoli, il mio concetto principale è la squadra; solo la squadra può porre le condizioni favorevoli per i singoli. C'è un lavoro quotidiano da parte di tutti, determinato dalla presenza forza della proprietà e del presidente, che ci trasmette l'obiettivo e la strada da percorrere».

Il diesse continua: «La grande nota positiva è che abbiamo un margine di miglioramento clamoroso, cosa che non credo sarà così per i nostri avversari e non era così per noi nella stagione scorsa. Questo Bari ha un 30/40 percento di miglioramento. Al di là del risultato, della condizione e dell'errore del singolo, questa squadra ha giocatori duttili e tutte le soluzioni possibili. Penso che Marras sia il nostro Falletti; incassiamo questa sconfitta, ci mettiamo l'elmetto in testa e incassiamo. Nella nostra rosa ci sono giocatori forti che sono lontani dalle loro prestazioni migliori; se qualcuno lo perderemo per strada perché non accorcerà i tempi faremo altre valutazioni. Abbiamo margini di crescita anche caratteriale; vedo una squadra con buone personalità ancora in parte inespresse. I concetti di atletismo e condizione fisica vanno di pari passo; i nostri calciatori in tutti i reparti hanno forza atletica e buona personalità, quindi forza e corsa devono rinvigorirsi per far esplodere il carattere della squadra. I nostri sono leader silenziosi, di impatto fisico, di conseguenza quando saremo atleticamente al top potremo sviluppare un certo aspetto caratteriale».Romairone non cerca alibi, e precisa: «Non sono per il concetto "c'è tempo". Mi piace rimarcare il concetto "i conti di fanno alla fine". Tutto quel che succede deve farci riflettere e deve diventare forza per ottenere i risultati. Bisogna stare zitti, correre e sputare l'anima. Il mister prepara i concetti tattici, li sviluppa e magari li cambia a partita in corso. Il problema è che non abbiamo l'allenatore, questo non va sottovalutato. Lo staff ha lavorato bene nell'immediato, la squadra si è compattata subito ma a distanza potrebbero essere capaci tutti. Nel calcio di oggi le società che fanno bene hanno ruoli delineati e sanno dare squadra. In questo momento ci manca il leader assoluto, che soffre a distanza. Lo aspettiamo con ansia ma non è un alibi. Tutto mi preoccupa, voglio analizzare tutto ciò che succede con lo staff dirigenziale. Il concetto non è trovare il colpevole del momento. C'è un percorso di crescita, alcune cose sono evidenti e ci stiamo lavorando. Si potranno trovare dei correttivi, rinforzare un senso di unione fra di noi; anche per questo è un peccato che il mister non sia presente, perché la quotidianità è importante. Quella con la Ternana è stata la terza partita in una settimana, e tutto quello di negativo che poteva succedere è successo. Questa partita ci ha fatto molto male, ma ora dobbiamo nella nostra quotidianità lavorare e sputare l'anima. A Caserta mi aspetto una reazione, a prescindere dalla condizione fisica di tutti. Al nostro interno abbiamo tutto: dobbiamo lavorare sulla continuità».

Sull'atteggiamento tattico generale della squadra, Romairone prosegue: «Ho visto momenti di difficoltà, anche perché il mister vuole segnare un goal più degli altri e questo espone la squadra a diverse situazioni di pericolo. L'aspetto atletico è fondamentale, poi i correttivi tecnici e tattici possono essere sempre fatti, il mister farà le sue analisi lucide. Sul mercato andremo a valutare: siamo in serie C, ci sono 23 giocatori in lista e ho scelto di avere un attaccante in più e un difensore in meno. Tutti i calciatori sono potenzialmente di livello, i difensori saranno sempre tre in campo e dovranno fare la differenza. Se ci saranno delle lacune interverremo; questa non vogliamo che diventi un'annata da archiviare».

Il diesse torna, poi, a chiedere unità all'ambiente: «I conti li facciamo alla fine. Mettiamo da parte tutte le cose giuste che succedono alla Ternana, stiamo zitti, corriamo e lavoriamo. Bisogna accorciare le distanze, ci aspettiamo cose migliori e lavoriamo in questo senso tutti i giorni. Ci vuole mentalità, ma anche pazienza e sostegno: vediamo se al ritorno la Ternana sarà così bella e compatta. Sono arrivati con quattro punti finti, hanno vinto 5-0 tutte le partite, noi a Cava abbiamo giocato in mezzo ai buchi mentre loro hanno giocato sul sintetico della Juve Stabia. Sarebbe bello che il nostro ambiente non aprisse cose che non esistono e facesse contente persone che cercano di indebolirci perché siamo diretti antagonisti. Dobbiamo restare compatti e non fare il gioco di chi fa il proprio interesse. Un gruppo sono tante persone che stanno insieme. Noi stiamo insieme e ci stiamo anche bene. Il concetto di squadra è più ampio: chi fa goal viene abbracciato da tutti, chi fa un errore viene rincuorato da tutti».

Romairone ripercorre le tappe di costruzione di questa squadra: «Non era stato tutto apprezzato quanto fatto l'anno scorso, il cambiamento era già richiesto dall'ambiente. Si credeva che ci fossero influenze da Napoli, che Bari fosse una succursale: il presidente ha voluto rimarcare che Bari e Bari e che ha in mente cose importanti per la società. Mi ha coinvolto e si è tentato di cambiare cose che non erano piaciute. Abbiamo pensato fosse inutile prendere delle figurine, preferendo un allenatore che conosca la categoria e coinvolgendo persone capaci e che conoscano ogni minimo risvolto. Auteri non aveva compromessi con nessuno ma aveva idee ben chiare, poteva far innamorare la tifoseria, che l'anno scorso poteva sostenere la squadra allo stadio. Abbiamo cercato di fare una squadra funzionale, di categoria, con giocatori utili all'allenatore. Abbiamo fatto 11 entrate e 11 uscite, in un'estate in cui nessuno poteva operare sul mercato; un grande punto di forza per la società. Ora è prematura un'analisi o un resoconto; si lavora sui particolari. Abbiamo un'idea di come migliorare. I conti li facciamo alla fine. La Ternana ha avuto la fortuna di cambiare poco, sono stati più pronti di noi. Abbiamo perso una partita giocata a sprazzi, gli episodi ci hanno condannati ma non voglio trovare alibi. Ora si pensa a correre più forti di prima. Noi non molliamo niente, dovranno sentire il nostro fiato sul collo. Vincenti sono i giocatori che capiscono che dare una pacca sulla spalla a chi sta giocando gli dà quel 2% in più per vincere».

In molti sottolineano come in questo Bari la grave mancanza sia la baresità: «Cianci (attaccante del Potenza, ex primavera del Bari, Ndr) l'avrei preso ma si sarebbe dovuto aspettare l'ultimo giorno e lui non ha voluto aspettare. Lascerei perdere la singola situazione; non c'è preclusione per nessuno, tutto ciò che ci può migliorare ben venga. Ci serve accorciare i tempi, una migliore condizione atletica, assimilare al meglio i concetti del mister. Conta che vinca il Bari: tutte queste cose ci sono ma non sono ancora esplose completamente. Chi non sarà all'altezza, chi penserà di giocare tutte le partite sarà oggetto di valutazioni».

Una chiosa sull'emergenza Covid: «È preoccupante ciò che sta accadendo nel mondo. La quotidianità preoccupa; qui siamo attenti, ci sono persone in gamba che fanno tutto per proteggere squadra e staff. La società ha speso tanti soldi per proteggere i ragazzi e le loro famiglie. Facciamo i tamponi ogni due giorni. Finché il mister non diventa negativo dovrò continuare a chiedergli come sta».





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