valerio di cesare
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Calcio

Di Cesare fa 100 presenze con il Bari: «Grande soddisfazione. Con Paparesta il momento più duro»

Il capitano: «A inizio stagione ce l'avevo con la stampa, le critiche erano esagerate. Salire in B per me sarebbe vincere una scommessa»

A Bisceglie domenica scorsa la presenza numero 100 per Valerio Di Cesare con la maglia del Bari, condita dalla rete dello 0-3 definitivo, la decima in biancorosso. Un traguardo importante, raggiunto nella sua doppia esperienza barese, pre e post fallimento. Un'ulteriore tappa nella carriera del capitano biancorosso, che a 36 anni è sceso in serie D per aiutare il Bari a risalire fra i professionisti. «Fa piacere questa centesima presenza, traguardo raggiunto in meno di tre anni - commenta il difensore romano parlando in sala stampa. Bari è la squadra dove ho giocato di più, è normale che ci tenga particolarmente. Non penso al futuro: punto a fare bene quest'anno, vogliamo raggiungere l'obiettivo. Sarà difficile ma ce lo abbiamo bene in testa. La partita col Novara il mio primo anno a Bari è stato il momento meno bello, con Paparesta vennero a mancare i soldi e la società dovette vendere a gennaio i calciatori migliori. Ci credevo molto nella serie A quell'anno. Il più bello? Deve ancora arrivare. Ringrazio i miei compagni per i messaggi, siamo un bel gruppo. La cena l'ho pagata tre settimane fa».

Per lui una carriera da giramondo, in alcune delle piazze più importanti d'Italia: «Ho bei ricordi di tutte le squadre dove sono stato, soprattutto di Torino e Parma dove ho vinto. A Brescia, Vicenza e Mantova anche sono stato molto bene». Ora, però, si pensa solo a far bene in questa stagione, cruciale per Di Cesare e per tutto il Bari calcio: «Il mio obiettivo è il 26 aprile; questa sarà la stagione più dura. La promozione in B sarebbe come vincere una scommessa, perché scendere in serie D non è stato facile per me. Sarebbe la conferma di aver fatto la scelta giusta».

A inizio stagione un episodio un po' controverso vide protagonista Di Cesare, che dopo l'esordio in casa della Sicula Leonzio chiese a tutto l'ambiente di non eccedere con le critiche: «La mia fu un'arrabbiatura, volevo difendere l'allenatore e la squadra perché erano esagerate le critiche - continua. Forse ho sbagliato i modi ma per me sembrava giusto. Ce l'avevo con la stampa, mi sembravano eccessive tutte quelle critiche a inizio campionato».

Poi l'esonero di Cornacchini e l'arrivo di Vivarini che ha ridato spinta alla squadra, anche se il ritardo dalla vetta è considerevole e la strada è ancora lunga: «Dobbiamo fare molto di più, questa squadra ha me, Antenucci, Scavone, Frattali e altra gente con tanta esperienza che può aiutare i più giovani - dice Di Cesare. Entriamo in campo per vincere ogni partita e fare il massimo. Mancano sei partite da a Natale e dobbiamo fare il massimo per vincerle tutte. Dopo la partita di Francavilla non è successo nulla, anche prima entravamo in campo per vincere ma purtroppo succedeva meno. Non dobbiamo guardare la Reggina; stanno facendo un grande campionato, complimenti a loro. A noi mancano un paio di punti con la Vibonese ma dobbiamo continuare così, seguendo le indicazioni del mister che ci porterà lontano. Nell'arco di un campionato ci possono stare momenti di flessione. Con Vibonese e Avellino abbiamo sbagliato a non fare le cose chiesteci dal mister. Con le sue indicazioni sbaglieremo poco, poi l'errore individuale ci può sempre essere».

A Bisceglie il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-1-2, anche se per Di Cesare non sembra essere cambiato molto: «Anche quando giocavamo a 3 il mister ci faceva difendere a tutti gli effetti 4, quindi per noi cambia relativamente perché Costa si spostava sempre più avanti». Prossimo ostacolo la Paganese, già affrontata nel primo turno di coppa Italia serie C: «Era calcio d'agosto, il precedente conta relativamente. Troveremo un'altra squadra domenica prossima», conclude Di Cesare.




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