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Accordo Assocalciatori-Lega pro, la Serie C chiede la cassa integrazione

La terza serie professionistica auspica l'ammortizzatore sociale per stipendi sotto i 50mila euro

Lega pro, Associazione italiana calciatori e Associazione italiana allenatori di calcio hanno trovato un accordo per chiedere al Parlamento e al Governo l'accesso alla cassa integrazione a beneficio dei calciatori della terza serie professionistica che guadagnano meno di 50mila euro.

A comunicarlo è la stessa Lega pro in una nota.

Nel tardo pomeriggio del 7 aprile, si è tenuta in call conference una nuova riunione del tavolo permanente sull'emergenza COVID-19 tra Lega Pro, AIC e AIAC.

Dalla riunione è emersa la chiara consapevolezza di tutte le parti dell'aggravarsi dello situazione economico-finanziaria che lo stato d'emergenza sta comportando. In particolare si è riflettuto sulla specificità delle problematiche sanitarie, economiche e gestionali che il mondo Serie C sarà costretto ad affrontare.

Si è ribadito il comune obiettivo e la disponibilità di tutte le componenti di salvare il sistema nell'immediato, ma anche e soprattutto in un'ottica di medio-lungo periodo dove, come si evince dallo studio d'impatto presentato da Lega Pro, i danni cagionati dalla crisi COVID-19 emergeranno in maniera più evidente.

Le parti si sono concentrate nell'analizzare la situazione dei tesserati che percepiscono un reddito inferiore ai 5mila euro annui ed hanno assunto il comune impegno, valutata la specificità della serie C, di tutelare in particolar modo tali fasce di tesserati che la crisi ha colpito maggiormente, consci della sensibilità che per tale situazione hanno anche la Federazione e le altre componenti del sistema.

Per tali ragioni hanno convenuto di lanciare un accorato appello al Governo ed al Parlamento affinchè si riesca in tempi rapidi ad intervenire in due direzioni: da un lato attraverso la concessione dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali anche per i tesserati sotto i 50.000 euro di reddito annuo, strumento assolutamente necessario ed indifferibile in questo momento, e dall'altro attraverso l'introduzione di strumenti ad hoc che consentano ai club di sopperire alla carenza di liquidità ed ai danni cagionati dal maledetto virus.

E' altresì emerso che la realtà che vivono i club ed i tesserati di Lega Pro consentirà comunque di trovare la migliore soluzione per tentare di risolvere le differenti problematiche delle singole realtà, ferma restando la necessità di un continuo coordinamento tra Lega, Società e Associazioni di categoria al fine di fornire il necessario supporto per preservare il sistema.

Il proficuo e costante lavoro del tavolo continuerà quindi con riunioni tra le parti al fine di avere un continuo confronto per verificare lo stato dell'arte ed essere di sostegno ai club ed ai tesserati.

DICHIARAZIONE DI FRANCESCO GHIRELLI, PRESIDENTE LEGA PRO

La tragedia che il maledetto virus ci sta provocando doveva e deve essere affrontata insieme, per questo l'unita' con l'Aic e l'Aiac è un fatto di straordinario valore. Interrompe una deriva che rischiava di far apparire il calcio incapace di trovarsi unito anche quando la casa crolla inesorabilmente. La consapevolezza di una crisi inedita e della specificità della Serie C ci ha consentito un comune sentire: salvare il sistema e rappresentare insieme alla Autorità di governo, ad iniziare dal ministro Vincenzo Spadafora, l'urgenza degli interventi che ci consentano di rimediare i danni. Non abbiamo molto tempo, dobbiamo nell'immediato avere "un po' di benzina", acquisire subito e poter utilizzare gli ammortizzatori sociali. Con Aic ed Aiac c'è l'impegno di tutelare le fasce deboli e più esposte degli atleti e dei tecnici. Si lavora sul territorio, è la scelta migliore. Questo ci impone la profondità della crisi. In ogni club la conoscenza dei problemi è più profonda e più diretta, si conoscono . Il tavolo di coordinamento resta in piedi, è come se avessimo dato vita ad un Comitato di crisi. Grazie Renzo, Grazie Damiano, ringraziando voi ringrazio tutti i partecipanti al comitato di crisi. Oggi, siamo, tutti, un po' più credibili e i grandi sacrifici possiamo soffrirli, ma con la consapevolezza che ci proviamo insieme.
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