sopralluogo teatro piccinni
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Eventi e cultura

Umberto Orsini e Franco Branciaroli al Piccinni con un'opera di Neil Simon

Dal 4 all'8 marzo va in scena "I ragazzi irresistibili"

C'è un momento, a teatro, in cui la risata si incrina e diventa qualcos'altro: memoria, rimpianto, perfino vertigine. È in quello spazio sottile che si colloca I ragazzi irresistibili di Neil Simon, oggi affidato a due colonne della scena italiana come Umberto Orsini e Franco Branciaroli, diretti da Massimo Popolizio.
Lo spettacolo - in esclusiva regionale per la stagione del Comune di Bari, nel circuito Puglia Culture - approda dal 4 all'8 marzo al Teatro Piccinni, trasformando la commedia di Simon in qualcosa di più di un congegno comico perfetto: un duello, un testamento, un gioco al massacro tra due attori che sembrano specchiarsi l'uno nell'altro. Le repliche sono in programma il 4 e 5 marzo alle 19.30, il 6 marzo alle 21, il 7 marzo alle 20 e l'8 marzo alle 18.00: cinque occasioni per assistere a uno degli incontri più alti del teatro contemporaneo.

Teatro No Limits - In occasione della recita del 4 marzo, il Comune di Bari con Puglia Culture ha attivato Teatro No Limits, promosso dal Centro Diego Fabbri di Forlì con il Comune di Bari, per garantire l'accesso agli spettatori non vedenti e ipovedenti tramite audiodescrizione dal vivo con cuffie wireless.
In occasione di "Dentro La Scena - I Ragazzi Irresistibili", venerdì 6 marzo alle ore 11:00, invece, il Teatro Piccinni apre le sue porte a studenti, docenti e spettatori curiosi per un nuovo appuntamento del percorso di formazione del pubblico inserito nella rassegna "Bari - Umano Collettivo - Stagione Teatrale 2025/26 Per le scuole". Un incontro speciale per approfondire temi, linguaggi e retroscena dello spettacolo, in dialogo diretto con artisti e protagonisti della scena contemporanea.

La trama è nota: due anziani divi del varietà, separati da undici anni di rancori e incomprensioni, sono chiamati a riunirsi per una sera celebrativa. Ma ciò che accade in scena non è una semplice rimpatriata. È un campo di battaglia disseminato di pause, silenzi, colpi bassi e improvvisi lampi di grazia.
Branciaroli abita il palcoscenico con un'energia febbrile, scomposta, quasi anarchica: ogni pausa è un agguato, ogni cambio di tono una provocazione. Orsini risponde sottraendo, piegando il corpo e la voce in un lavoro di cesello che rende il suo personaggio fragile e insieme indomabile. Se uno attacca, l'altro resiste. Se uno deride, l'altro incassa. E in questo continuo scambio si consuma un duello che potrebbe andare avanti all'infinito.

Popolizio orchestra il confronto con intelligenza e misura, lasciando che la macchina comica di Simon funzioni - le battute scoppiano puntuali, gli equivoci si rincorrono - ma insinuando sotto la superficie un'eco più profonda. Non è azzardato cogliere, come già osservato da alcuni critici, una vibrazione che avvicina il testo a certe atmosfere di Samuel Beckett o di Anton Cechov: il tempo che consuma, l'arte che sopravvive al corpo, l'orgoglio che si confonde con la paura dell'oblio.
Il teatro dentro il teatro - I ragazzi irresistibili è anche un omaggio al mestiere dell'attore, alle sue manie, alle sue miserie, alla sua irriducibile grandezza. La scena (di Maurizio Balò) diventa un luogo della memoria: camerini, salotti, prove televisive sono spazi concreti ma anche mentali, attraversati da fantasmi e rivalità mai sopite.
Accanto ai due protagonisti si muove un cast affiatato - Flavio Francucci, Sara Zoia, Giorgio Sales, Emanuela Saccardi - che sostiene il ritmo senza mai oscurare il centro magnetico del confronto. Perché tutto, inevitabilmente, torna lì: a quei due "ragazzi" che non hanno mai smesso di esserlo davvero.
Un classico che parla al presente - Scritto nel 1972 e ispirato alla celebre coppia del vaudeville americano, il testo di Simon è diventato un classico anche grazie alla versione cinematografica del 1975 diretta da Herbert Ross con Walter Matthau e George Burns. Ma in questa edizione italiana il cuore batte altrove: nel sottile cortocircuito tra biografia e finzione.

Orsini e Branciaroli non interpretano soltanto due vecchie glorie del palcoscenico: sembrano interrogare se stessi, la propria storia, il senso di una vita trascorsa sotto i riflettori. La risata allora si fa specchio. E lo spettatore ride - ride molto - ma avverte sotto la comicità una vena malinconica, un pathos che riguarda tutti: chi resta, chi ricorda, chi teme di non essere più chiamato in scena.
Per informazioni e dettagli: https://www.pugliaculture.it/evento/i-ragazzi-irresistibili-2/
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