Una discarica
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Cronaca

Trovate 20mila tonnellate di rifiuti di troppo, sequestro alla Recuperi Pugliesi a Bari

La misura cautelare è scaturita a seguito di indagini tese a reprimere fenomeni di illecita gestione dell'immondizia

È continua l'azione di controllo dei carabinieri del comando per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica per contrastare il fenomeno delle violazioni in materia ambientale presso i principali stabilimenti industriali operanti nella provincia di Bari.

A Modugno, nell'ambito di una mirata attività d'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, i carabinieri del N.O.E. di Bari hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo nei confronti della società Recuperi Pugliesi s.r.l., azienda che si occupa del recupero rifiuti pericolosi e non pericolosi. La misura cautelare è scaturita a seguito di indagini tese a reprimere fenomeni di illecita gestione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata dei comuni dell'area metropolitana barese e dello stesso capoluogo.

Nel corso delle attività ispettive condotte dal N.O.E. di Bari, su delega della locale Procura, a partire dal mese di febbraio 2021, è emerso che l'azienda, che si estende su una superficie di circa 46 mila mq e che occupa circa 160 maestranze, a fronte di un limite di stoccaggio pari a circa 6 mila tonnellate di rifiuti, aveva realizzato un deposito di rifiuti, disseminati lungo l'intera area aziendale pari a circa 26 mila tonnellate, costituiti essenzialmente da sovvalli provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.

Il provvedimento cautelare si è reso necessario, come evidenziato dai carabinieri nel verbale di ispezione dei luoghi e ripreso dal GIP nel contesto del decreto di sequestro preventivo, in quanto "in caso di eventuale incendio, la combustione di una tale mole di rifiuti sprigionerebbe nell'aria una quantità di diossina tale da mettere in serio pericolo la popolazione dell'intero circondario e non solo".

Gestione illecita di rifiuti, deposito incontrollato e inosservanza delle prescrizioni previste dall'atto autorizzativo sono i reati contestati al legale rappresentante della società.
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