La ex caserma Rossani (Foto Elga Montani)
La ex caserma Rossani (Foto Elga Montani)
Territorio

Teatro, biblioteca, palestra sociale. Viaggio nell'Ex Caserma Rossani Occupata

Bariviva ha intervistato il collettivo che anima i locali in via Petroni dopo la polemica nata da un loro post contro la Lega

Un teatro, una sala concerti, una biblioteca e tanto altro si racchiude all'interno della struttura della ex Caserma Rossani, occupata ormai da più di 4 anni. Chiusa nel 1990, divenuta di proprietà comunale nel 2008, per anni è stata al centro di diatribe politiche legate al suo possibile utilizzo, essendo una superfice di circa 8 ettari che si estende tra via Giulio Petroni e via Benedetto Croce. Una parte di essa è ora il Parco Gargasole e l'attuale amministrazione comunale ha provveduto all'apertura dell'Urban Center restaurando uno degli immobili. Ma la gran parte di quella che un tempo era una caserma è oggi animata da un gruppo di ragazzi che hanno deciso di occupare questi spazi e ridarli alla città di Bari. Oltre a quanto elencato all'inizio c'è una sala per fare danza, uno skate park, una ciclofficina in cui si insegna il lavoro, una sala relax, e l'idea di mettere su una sala prove. La loro azione è, però, da sempre sotto la lente della politica cittadina, e solo pochi giorni fa sono finiti in polemica con alcuni esponenti locali della Lega a causa di un post sulla loro pagina Facebook. Abbiamo voluto parlare con i ragazzi che animano il Collettivo Ex Caserma Rossani Occupata per capire chi sono, cosa fanno e cosa hanno da dire.
24 fotoEx Caserma Rossani OccupataElga Montani
Ex Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma RossaniEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma Rossani OccupataEx Caserma RossaniEx Caserma RossaniEx Caserma RossaniEx Caserma RossaniEx Caserma RossaniEx Caserma Rossani
Prima di tutto vorremmo che ci spiegaste chi siete e cos'è la Ex Caserma Rossani Occupata

Storicamente la caserma nasce dallo sgombero di villa Roth e dall'unione di più anime che si sono relazionate per proseguire questa pratica dell'occupazione. Abbiamo occupato questo posto nel febbraio di 4 anni fa. La caserma è un luogo di socialità e aggregazione, non un locale, piuttosto un luogo di aggregazione politica e culturale, oltre ad essere la sede di un collettivo politico che sta cercando di creare un luogo in cui discutere dei problemi della città e non solo. È un centro sociale (considerando l'aggregazione anche sportiva avendo una palestra popolare, teatro, danza, sala concerti, skatepark e altro), ma come sede del collettivo politico ha lo scopo di fare politica in città, dire la propria lontano dalle dinamiche dei partiti in cui non ci riconosciamo. Da soli prendiamo voce attraverso le nostre pratiche, partendo dal microcosmo città quartiere fino alle problematiche macro. Siamo persone di varie età, di varie nazionalità, inter-genere e piano piano a piccoli passi cerchiamo di creare un punto fisso politico in città, siamo una presa di posizione dal basso, ci dedichiamo alla pratica politica quotidiana senza delegare, non votiamo. C'è un'assemblea di gestione aperta a tutti coloro che vogliono proporre iniziative e un'assemblea politica che si domanda e si interroga sui problemi, cerca di intervenire a volte sotto il profilo teorico, a volte pratico in base al livello che riusciamo ad esprimere.

Ma a che titolo occupate questo spazio?

Per quanto possa sembrare difficile, in realtà è molto semplice rispondere. Noi non ci siamo alzati la mattina e abbiamo deciso di occupare questo posto, noi partiamo dal presupposto che mancano spazi di aggregazione, mancano luoghi di confronto, agorà politiche. Il nostro collettivo magari perché più sensibile rispetto ad altri, ma non perché siamo più bravi ma per affinità forse, abbiamo deciso di aprire un luogo, e abbiamo deciso questo luogo perché è un posto che per 25-30 anni è stato oggetto di speculazione politica nei mesi precedenti le elezioni e rimasto poi in abbandono. Riteniamo che tutto ciò che sia sul suolo italico appartenga a chi quel suolo lo attraversa, a prescindere dalla nazionalità, dalla cittadinanza e da altro. In questo senso abbiamo deciso di puntare i piedi e ci siamo presi questo luogo, e abbiamo avuto una grande risposta. Siamo entrati e abbiamo occupato questi luoghi per permettere a tante cose che prima non potevano avere espressione di esprimersi. Una presa di coscienza politica, ma anche pratica, rispetto alle mancanze di questa città dal punto di vista culturale, sportivo e di aggregazione. Basta fare un giro per la città e vedere che certe cose sono solo per chi se le può permettere, o per chi comunque può muoversi in auto. Noi siamo alle spalle di quartieri popolari che hanno bisogno di una cosa come questa, abbiamo un teatro in cui si può entrare gratis tanto per fare un esempio, la palestra popolare in cui chiediamo un contributo libero e offriamo lezioni di boxe professionali. Così scavalchiamo anche le barriere economiche.

Negli ultimi giorni siete finiti in una bagarre mediatica a causa di un post da voi pubblicato sulla vostra pagina Facebook, che terminava in modo molto forte con lo slogan "Odio alla Lega". Questa vostra uscita siete sicuri sia stata così felice? Vi sembra giusto rivolgervi contro chi non condividete con questi toni? Se anche il concetto che stavate esponendo potrebbe essere ritenuto giusto, non si finisce per avere torto utilizzando questo modo per comunicare?

Prima di tutto è necessario analizzare il pulpito, c'è chi sull'odio ci fa la campagna politica ed è diverso dall'odio espresso da soggetti che si autodifendono, senza avere le stesse possibilità di dire la propria. Una frase famosa dice "Per chi ha fame rubare il pane non è reato". Io posso parlare di reato in senso generico, ma la parola reato rapportata a chi ha fame perde completamente di significato. Siamo convinti che le parole siano importanti, abbiamo in quel post riportato dei fatti di Pisa in cui la polizia puntualmente arrivava e con atteggiamento violento prendeva chiunque capitasse tra ambulanti ed altro. All'ennesimo arrivo della polizia c'è stata una spinta nei confronti di una donna anziana e la polizia scappa. Abbiamo dato rilevanza al principio che nel momento in cui lo stato ha il potere mediatico di veicolare il suo messaggio, nel caso specifico aumentare la percezione di insicurezza e la paura verso gli immigrati, con dati falsi, viene legittimato il razzismo anche da parte del cittadino. E in questo noi prendiamo una posizione opposta contro questo sciacallaggio. Odio la Lega lo rivendichiamo perché sono un partito che nasce prima avendocela con i meridionali, ora con gli immigrati domani ce l'avranno con gli alieni, senza alcuna coerenza e parlando sempre di legalità. Ma parlare di legalità è strumentale, vista la storia dei partiti e del loro stesso partito. Veramente l'ambulante che vende le borse è il problema dell'Italia? Noi attraverso la pagina prendiamo le distanze da certi atteggiamenti. Non possiamo pensare che soggetti politici che sono emblema del trasformismo elettorale basino la propria campagna elettorale sull'attacco ai più deboli, ergendosi a baluardo della legalità. Inoltre, la Lega usa un linguaggio violento, loro ci hanno definiti tossicodipendenti, magari lo siamo, ma se anche lo fossimo non saremmo una categoria da risocializzare? C'è una volontà di creare distinzione tra le persone per metterle le une contro le altre. Troppo spesso si parla ad esempio di invasione di migranti, ma in realtà i dati dell'UNHCR dicono tutt'altro, o quando si parla di stupri fatti da neri sembra che tutti gli stupri siano fatti da extracomunitari, quando la maggior parte avviene tra le pareti di casa. Questa è narrazione tossica, così distolgo l'attenzione dai problemi veri.

Cosa rispondete a chi direbbe in merito a quanto avete detto, specialmente al discorso dei dati, che i dati sono parziali e sull'immigrazione considerano solo i rifugiati e non considerano la massa degli irregolari? Il problema non è forse che spesso non si ha la voglia o la capacità di interpretarli certi dati?

Negli ultimi 5 anni ci sono stati diversi programmi tv che spingevano su un certo tipo di narrazione, i 20-25 anni di berlusconismo hanno modificato il modo di parlare alla gente. Attraverso false informazioni si manipolano le menti, e si fa credere anche l'incredibile, anche cose che sono lontane dalle tue convinzioni. Per questo motivo luoghi come la caserma sono fondamentali, qui ci sono soggetti di diverse nazionalità e correnti politiche che discutono e si confrontano risocializzando il problema. Per questo crediamo che il nostro compito sia anche questo, e usiamo la nostra pagina Facebook per esprimere questo tipo di concetti. I dati sono una cosa, ma andrebbero esorcizzati attraverso la socializzazione e il confronto. Con questi luoghi ci creiamo degli anticorpi politici e sociali a questo tipo di dinamiche.
Ex caserma RossaniEx caserma RossaniEx caserma RossaniEx caserma Rossani
Il problema forse è far venire le persone qui, molte persone non entrerebbero mai in un luogo come questo. Come pensate di poter arrivare alle persone?

Io credo che sia un falso mito quello del popolo che non si pone quesiti, molto spesso è abituato alle definizioni facili. Noi non abbiamo Mediaset tra le mani, ma proviamo attraverso il nostro agire quotidiano a far insinuare dei dubbi. E posso dire che la risposta c'è, qui c'è gente che viene dal Cara e fa palestra con le persone del quartiere cosa che può sembrare impossibile. Il lavoro è difficile e lungo, i fenomeni umani sono molto complicati, ma è anche vero che fondamentale è puntare sulle nuove generazioni. Ci sono masse di studenti che escono non formati da scuola superiore ed università, senza senso critico. Anche lì si può intervenire, ma siamo un piccolo collettivo e per quello abbiamo bisogno di un mezzo mediatico come la nostra pagina per far uscire un dibattito. Possiamo trovare dinamiche sociali per cui il nero sotto casa mia è una bravissima persona, ma io ce l'ho con tutti gli altri neri di cui parla Salvini. Queste sono dinamiche popolari i cui sguazzano certi politici che sono solo l'espressione di una politica che nasce 20 anni fa. Ci hanno abituato e a volte non c'è la capacità di andare oltre. Se fai una ricerca su Google per sapere quanti sono gli immigrati in Italia, le prime fonti che escono sono non affidabili, è necessario saper fare anche ricerca. Troppo spesso l'informazione che si trova non è obiettiva. Ci sono quotidiani online che fanno 80 mila visualizzazioni su Facebook, stanno ovunque perché conosciuti e arrivano ovunque, è normale che vengano considerati dal pubblico. Per lo stesso motivo con i nostri 12 mila mi piace sulla nostra pagina cerchiamo di dare un punto di vista differente anche a chi utilizza solo i social per informarsi. Grazie alla diatriba mediatica sollevata contro di noi dalla Lega siamo contenti che qualcuno abbia potuto leggere i dati dell'UNHCR, sapevamo prima o poi di dover cadere in una cosa simile. Purtroppo, dobbiamo anche ricordare che siamo arrivati a questo punto in cui siamo anche a causa della responsabilità della sinistra (ricordiamo il daspo urbano a matrice PD). Ci sono forze politiche che si alternano, in un continuum. Sul discorso immigrazione è necessario comprendere come sia un fenomeno che esiste da sempre, e che è necessario aprire i confini e che ci siano soggetti che possono vivere la propria vita dovunque vogliano. Credere che si possa sconfiggere l'immigrazione con la repressione, con il razzismo, con i CIE è un falso storico evidente a chiunque voglia vedere davvero il fenomeno.

Bernie Sanders definisce di destra il ritenere che i confini debbano essere aperti, portando con l'immigrazione "selvaggia" a rimpolpare i poveri e gli sfruttati. Che ne dite?

Il problema è che il confine è una delimitazione di un potere nazionale che si basa su un potere economico, in un sistema capitalista si possono anche aprire tutti i confini, ma non farai altro che muovere masse di sfruttati. Bisognerebbe andare oltre il capitalismo, ci sono realtà che ci dicono che è possibile farlo, come il Chapas o i Naxaliti. Se si eliminassero i presupposti dell'immigrazione in molti vorrebbero rimanere a casa. Ma se accogliamo qualcuno lo dobbiamo davvero accogliere, non creare una massa di persone che viene poi arruolata dalla delinquenza, esattamente come i soggetti deboli dei nostri quartieri.

Volete dire qualcosa in conclusione a chi vi ha attaccato?

Noi veniamo definiti abusivi che a scopo di lucro occupano questo posto. In realtà siamo l'unica opposizione di piazza sociale. Qui dentro noi non abbiamo sponsor, andiamo avanti con i contributi volontari delle persone, che hanno voglia di darci un contributo, perché credono in quel che facciamo. Nulla avviene per reddito nostro, tutto va a finanziare iniziative politiche e culturali. Invitiamo gli esponenti della Lega a vedere sulla nostra pagina Facebook tutti i benefit che abbiamo fatto per la Mezzaluna Rossa, le associazioni per i diritti degli animali, associazioni per i diritti dei carcerati, ecc… Sono tutte provate, così potrebbe vedere che non c'è lucro, non è colpa di chi fa aggregazione o volontariato se le attività sono taglieggiate dal fisco.
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