
Scuola e Lavoro
“Ripartire dal Lavoro”, i sindacati confederali si riuniscono a Bari per una giornata di mobilitazione
Cgil, Cisl e Uil si riuniscono nello spazio 7 della Fiera del Levante. Trecento delegati presenti, nel rispetto delle misure anti-Covid
Bari - venerdì 18 settembre 2020
12.05
Trecento delegate e delegati, nel rispetto delle misure di sicurezza anti Covid, hanno oggi partecipato all'iniziativa promossa da Cgil Cisl Uil di Puglia nell'ambito della giornata di mobilitazione nazionale unitaria "Ripartire dal lavoro".
Nello Spazio 7 della Fiera del Levante di Bari il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, che ha tenuto la relazione di apertura, ha ricordato come «Ripartire dal Lavoro significa disegnare un nuovo paradigma di sviluppo, centrato sulla qualità del lavoro, sul buon lavoro, per un nuovo welfare, per estendere i diritti, per dare risposte alle emergenze ambientali. Utilizzare la fase così drammatica vissuta per costruire una nuova idea di società, più giusta, più equa, più sostenibile. Abbiamo il dovere di non disperdere le risorse europee in interventi improduttivi. L'Unione ci ha raccomandato di utilizzare le risorse concentrandole verso gli obiettivi della transizione ecologica e digitale. Ci lascia quindi perplessi la modalità con cui sta procedendo il Governo sul Recovery Plan. Avere 550 progetti significa significa non avere una strategia. E ci preoccupa rispetto agli interventi che interesseranno il Mezzogiorno e la nostra Regione: dalle infrastrutture immateriali e materiali agli interventi di bonifica delle aree industriali e decarbonizazione delle produzioni. Così come affrontare le fragilità sociali che la pandemia ha accentuato».
Il segretario generale della Uil Puglia, Franco Busto, che ha coordinato i lavori dell'iniziativa, ha ricordato come "il momento storico che stiamo vivendo ci pone di fronte a una possibile svolta epocale, con una disponibilità di risorse mai vista nella storia recente del Paese, un'occasione unica per la Puglia e per il Mezzogiorno che non possiamo lasciarci sfuggire a cuor leggero. La nostra mobilitazione nasce proprio per lanciare questo messaggio, forte e chiaro: i fondi che arriveranno dall'Europa si trasformino in opportunità, in misure concrete per migliorare la sanità, per tutelare il lavoro e per creare nuova e sana occupazione, per attirare nuovi investimenti e nuove realtà produttive al Sud, per l'innovazione e il rilancio di un territorio che ambisce a diventare locomotiva economica del Paese. E, in un progetto di tale portata, è fondamentale che il mondo del lavoro, quindi anche il sindacato, sia costantemente coinvolto».
Nel corso dei lavori anche gli interventi di lavoratori della sanità privata impegnata nella vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro, così come degli alimentaristi, e ancora dell'industria, del commercio, della scuola, e un pensionato in rappresentanza di quella fascia d'età di cittadini più colpiti dall'emergenza virus.
A concludere l'iniziativa la segretaria confederale della Cisl nazionale, Daniela Fumarola: «Questi ultimi sono stati mesi tragici, i più duri della Repubblica. Mesi in cui la coesione sociale ed economica del Paese ha vacillato. Chi l'ha salvata, chi ha salvato il Paese oggi è qui! La forza unificante del lavoro! Il sacrificio di medici, infermieri e operatori sanitari nelle corsie di ospedale, che hanno salvato vite rischiando la propria. Lo sforzo delle lavoratrici e i lavoratori negli uffici pubblici, che hanno reso possibile l'erogazione dei servizi essenziali. E ancora: le donne e uomini che nelle fabbriche, sui campi, nei cantieri hanno assicurato la produzione e l'approvvigionamento di beni indispensabili per la sopravvivenza di tutti. I lavoratori hanno portato fuori il Paese dal baratro E ancora una volta le persone del lavoro ci porteranno fuori da questa crisi. Il lavoro va messo al centro della rinascita di questo paese. Un lavoro sicuro, degno, ben formato e contrattualizzato».
Nello Spazio 7 della Fiera del Levante di Bari il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, che ha tenuto la relazione di apertura, ha ricordato come «Ripartire dal Lavoro significa disegnare un nuovo paradigma di sviluppo, centrato sulla qualità del lavoro, sul buon lavoro, per un nuovo welfare, per estendere i diritti, per dare risposte alle emergenze ambientali. Utilizzare la fase così drammatica vissuta per costruire una nuova idea di società, più giusta, più equa, più sostenibile. Abbiamo il dovere di non disperdere le risorse europee in interventi improduttivi. L'Unione ci ha raccomandato di utilizzare le risorse concentrandole verso gli obiettivi della transizione ecologica e digitale. Ci lascia quindi perplessi la modalità con cui sta procedendo il Governo sul Recovery Plan. Avere 550 progetti significa significa non avere una strategia. E ci preoccupa rispetto agli interventi che interesseranno il Mezzogiorno e la nostra Regione: dalle infrastrutture immateriali e materiali agli interventi di bonifica delle aree industriali e decarbonizazione delle produzioni. Così come affrontare le fragilità sociali che la pandemia ha accentuato».
Il segretario generale della Uil Puglia, Franco Busto, che ha coordinato i lavori dell'iniziativa, ha ricordato come "il momento storico che stiamo vivendo ci pone di fronte a una possibile svolta epocale, con una disponibilità di risorse mai vista nella storia recente del Paese, un'occasione unica per la Puglia e per il Mezzogiorno che non possiamo lasciarci sfuggire a cuor leggero. La nostra mobilitazione nasce proprio per lanciare questo messaggio, forte e chiaro: i fondi che arriveranno dall'Europa si trasformino in opportunità, in misure concrete per migliorare la sanità, per tutelare il lavoro e per creare nuova e sana occupazione, per attirare nuovi investimenti e nuove realtà produttive al Sud, per l'innovazione e il rilancio di un territorio che ambisce a diventare locomotiva economica del Paese. E, in un progetto di tale portata, è fondamentale che il mondo del lavoro, quindi anche il sindacato, sia costantemente coinvolto».
Nel corso dei lavori anche gli interventi di lavoratori della sanità privata impegnata nella vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro, così come degli alimentaristi, e ancora dell'industria, del commercio, della scuola, e un pensionato in rappresentanza di quella fascia d'età di cittadini più colpiti dall'emergenza virus.
A concludere l'iniziativa la segretaria confederale della Cisl nazionale, Daniela Fumarola: «Questi ultimi sono stati mesi tragici, i più duri della Repubblica. Mesi in cui la coesione sociale ed economica del Paese ha vacillato. Chi l'ha salvata, chi ha salvato il Paese oggi è qui! La forza unificante del lavoro! Il sacrificio di medici, infermieri e operatori sanitari nelle corsie di ospedale, che hanno salvato vite rischiando la propria. Lo sforzo delle lavoratrici e i lavoratori negli uffici pubblici, che hanno reso possibile l'erogazione dei servizi essenziali. E ancora: le donne e uomini che nelle fabbriche, sui campi, nei cantieri hanno assicurato la produzione e l'approvvigionamento di beni indispensabili per la sopravvivenza di tutti. I lavoratori hanno portato fuori il Paese dal baratro E ancora una volta le persone del lavoro ci porteranno fuori da questa crisi. Il lavoro va messo al centro della rinascita di questo paese. Un lavoro sicuro, degno, ben formato e contrattualizzato».


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