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Scuola e Lavoro

Puglia, tavolo per l'avvio delle lezioni. ANP: "Ritorno in classe al 100% ma occorrono regole chiare"

L'associazione nazionale presidi: "No alla scelta delle famiglie, sì alle regole fissate dalle scuole con il rispetto dell'obbligo di frequenza per il contingente che sarà scelto per la presenza"

Vaccinazione dei docenti e degli alunni di età 12/18 anni, questi ultimi in una percentuale complessiva almeno del 60%: a questa condizione potrà essere superato all'interno delle scuole l'obbligo del distanziamento con la distanza di almeno 1 metro fra le rime buccali. Al tavolo regionale di questa mattina la Regione Puglia ha condiviso questa indicazione proveniente dal CTS, che consentirà, COVID permettendo, l'auspicata ripresa delle lezioni in presenza per il 100% degli alunni. Tutti i presenti, USR, Regione, organizzazioni sindacali, associazioni, hanno condiviso questo auspicio.

"Per parte nostra – si legge in una nota dell'ANP Puglia - entrando nel merito, abbiamo sottolineato la necessità di avere concretezza e regole chiare e abbiamo ribadito le nostre richieste (molte delle quali condivise anche dalle altre sigle sindacali) basate sulla necessità di intervenire su alcuni importanti aspetti problematici, anche per evitare errori commessi in passato".

L'associazione nazionale presidi della Puglia chiede che la Regione segua strettamente le disposizioni nazionali in materia di contrasto alla pandemia, visto che esse sono concordate attraverso la cabina di regia con le regioni stesse e che, per di più, il Presidente Emiliano riveste il ruolo di vicepresidente della Conferenza Stato-Regioni. Se vi saranno situazioni di maggiore rischio localizzato sui nostri territori, si chiede che la Regione usi i suoi poteri discrezionali più restrittivi solo laddove necessari, d'intesa con i sindaci, e non indiscriminatamente sul tutto il territorio regionale come avvenuto in passato.
In caso di aumento del rischio di contagio che rendesse impossibile avere la presenza a scuola del 100% degli alunni, secondo l'associazione va definito un range accettabile di percentuale in presenza (p.es. dal 50% all'80%) e lasciata alle scuole la fissazione - al suo interno - del limite tollerabile di presenza in sicurezza e soprattutto la determinazione delle regole: no alla scelta delle famiglie, sì alle regole fissate dalle scuole con il rispetto dell'obbligo di frequenza (previsto dal nostro ordinamento scolastico) per il contingente che sarà scelto per la presenza, eventualmente attuando la rotazione periodica dei diversi contingenti tra presenza e DAD.

"Chiediamo – prosegue la nota - che siano fissate regole chiare per la gestione degli alunni in tema di vaccinazione: abbiamo ricordato al tavolo come sia molto difficile conoscere, a livello di singola scuola, non diciamo l'elenco (cosa che evidentemente confligge con la privacy, a meno di disposizioni derogatorie attuate nell'occasione) ma almeno la percentuale degli alunni vaccinati. Chiediamo che vi sia chiarezza sull'uso obbligatorio delle mascherine, in particolare perché tale utilizzo - se attuato durante tutto l'arco temporale della mattinata di lezione - sembrerebbe (dalle indicazioni provenienti dal CTS) sostitutivo del distanziamento di 1 metro e, quindi, in condizioni di rischio basso, risolutivo rispetto alla possibilità di far frequentare il 100% degli alunni".

L'ANP Puglia chiede che nella gestione dei casi di COVID che dovessero manifestarsi nelle scuole sia chiarito il ruolo rispettivo di ASL e scuole e sia definita e realizzata l'effettiva comunicazione e interlocuzione tra loro; è stata chiesta una tempestiva messa in opera del supplemento di organico di personale (c.d. "organico COVID"), da utilizzare fin dai primi giorni di lezione.
Sulla questione dei trasporti è stato chiesto che le organizzazioni sindacali abbiano la possibilità di interloquire con i tavoli prefettizi che furono istituiti alla fine dell'anno scorso e che sono "fermi" a deliberazioni forse non più attuali: a tal riguardo, abbiamo ribadito la nostra ferma contrarietà ai doppi turni in ingresso e la richiesta di individuare misure flessibili e concertate di volta in volta con gli enti locali e le scuole, per evitare soluzioni centralizzate non modulate sulle reali esigenze del contesto territoriale.
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