
Calcio
SSC Bari, in un clima di contestazione serrata parlano Marino e Rastelli
Le prime parole del direttore generale e dell'allenatore in una conferenza stampa disertata da pochi media
Bari - giovedì 9 luglio 2026
12.20
Prima conferenza stampa barese per Pierpaolo Marino e Massimo Rastelli, rispettivamente direttore generale e tecnico della SSC Bari. Commovente il ricordo di tutta ka sala stampa, sollecitato da Marino, di Igor Protti.
In un clima surreale, di contestazione serrata e permanente alla famiglia De Laurentiis ed alla multiproprietà che rappresentano, queste sono state le loro parole.
PIERPAOLO MARINO
«Sono davvero grato per essere venuti in questo momento. La domanda che mi hanno fatto in tanti è "direttore, com'è che ha scelto di andare a Bari?". È la sfida più dura e più bella della mia carriera. Ho esperienza per capire al volo la situazione, dopo averne vissute di qualunque sorta (mi hanno anche arrestato il presidente durante il calciomercato e a Bergamo arrivai durante il calcioscommesse, ma abbiamo gettato le basi per Atalanta di oggi). Vengo a Bari e trovo ambiente più freddo della mia carriera: questa è la sfida più importante della mia carriera. Vorrei riconciliare la gente col calcio e portare il club nelle categorie che gli competono (anche europei, non sono pazzo). Io vedo il film prima che venga girato, io devo solo gettare le fondamenta ed i risultati se li godrà chi verrà dopo di me. Ho scelto sempre piazze bene, in 45 anni ne ho fatte poche per questo motivo. Vengo per fare calcio, creare sostenibilità e risultati. Conosco la passione dei baresi per il calcio, venire qui da avversario era peggio che andare da dentista. Il Bari sarà un palazzo di cristallo e noi avremo piacere quando verranno a guardare dentro. Il valore sarà la scalata del Bari. Mi ha chiamato Luigi De Laurentiis subito, era triste, io ho dovuto approfondire tutti gli aspetti ed ecco perchè la mia ufficialità è arrivata tardi. Avevo contatti con squadre di categorie superiori, ma non sono nemmeno andato a parlare perchè non ritenevo ci fossero i presupposti. Ho scelto questa sfida e l'ho scelta per vincerla».
«Non voglio fare proclami ma aono venuto qui per vincere. Ho avuto rassicurazioni dalla proprietà per un budget congruo. Ora abbiamo 6 o 7 elementi, inizieremo il ritiro con un gruppo e lo finiremo con altri. Io penso che negli ultimi giorni di mercato ci sono molte opportunità, ho preso Di Natale in quel periodo. Nell'ultima settimana di mercato ho fatto squadra a Bergamo durante calciomercato. Non mi piacciono i toni da smargiasso, sono uno che si è fatto dal nulla e dopo la morte di mio padre ho avuto vento a favore. La spinta ce l'ho dal cielo».
«Parlerò al posto del presidente? Fin quando parlo io,mi piacerebbe parlare da solo. Fare da scudo? Le responsabilità sono mie e non mi spaventa metterci la faccia. Voglio smentire i pessimisti, non sono qui per l'ingaggio. Quando non ci saranno i presupposti per fare ciò che dico io, saluto. Sono una persona mite ed umile, non sono venuto per fare voce grossa e cercherò di incidere».
«Rifondazione obbligata, perchè sono sotto contratto 16 calciatori, di cui 7 o 8 calciatori potrebbero restare e qualcuno chiederà di andarsene. Cosa cerchiamo? Tutti i ruoli per un campionato difficilissimo. Per vincerlo dobbiamo dominare, fare gol, altrimenti ti aggrediranno perchè ci vedono come la piazza da battere. Progetto è vincere e fare ciò che ho fatto prima.
Ho visto alcune partite, anche a posteriori, della stagione passata. Secondo me c'è stata una wrrata quotidianità che ha portato giocatore a rendere meno del loro standard. I problemi di poca motivazione e cambi tecnici hanno contribuito. C'è un virus che non mi piace, ho visto giocatori molto demotivati e tecnici sotto i loro standard, rendendo 40 o 50».
«Vendita non la faccio io, la decide la proprietà. Inchiesta? Ho studiato la situazione attraverso il comunicato della società e,esperienza pregressa di carriera, mi fa pensare che ci sia inesistenza delle accuse. Con perizie giurate è impossibile dimostrare il contrario. Ho piena fiducia nell'autorità giudiziaria e si farà luce. Il Bari fallirà? Lo escludo fermamente, sarei stato un folle a calarmi in uno scenario del genere. Si risolverà tutto in una archiviazione».
«Ci sono 7 o 8 calciatori della Primavera che verranno in ritiro per essere valutati. Man mano che il mercato andrà avanti, faremo scelte se tenerli o meno. Vorrei essere chiaro su chi c'era: nello spogliatoio mi sembra ci fosse il virus della rassegnazione ed io coi virus tendenzialmente tendo a disinfestare tutto.
Il mio ruolo è di responsabile area tecnica e mi coadiuverà un direttore sportivo che nominerò a breve. Dove non ci sarò io nelle trattative, ci sarà lui.
Vorrei trovare quella valvolina per riaccendere la passione, questa la sfida più intrigante. Stavo per venire a Bari con Vincenzo Matarrese, dopo la promozione del Pescara. Eravamo d'accordo anche con Franco Janich, ma a Pescara mi trattavano come un figlio e dovetti fare telefonata per dire no per riconoscenza verso Scibilia».
«Rastelli lo conosco da tempo. Se un allenatore cade in basso, io cerco quel profilo. Lui non lo dice ma lui ha vinto campionati da primo in classifica. E poi ha modalità di gioco che premiano in questa categoria, dove per vincere devi offendere.
Ad Udine ho portato Spalletti cha veniva da due retrocessioni, proprietà era contro e poi oggi sappiamo di chi parliamo».
MASSIMO RASTELLI
«Siamo professionisti e siamo abituati alle pressioni,operando in contesti spesso non favorevoli. Possiamo affrontare questa sfida. Grazie al dg per questa bellissima opportunità. Voglio una squadra ignorante per questa categoria e col coltello tra i denti. Voglio dominare le partite nonostante sia una sfida difficile. Ho già esperienza per capire come intervenire subito per creare mentalità vincente. Fare prestazioni e rendere orgogliosi i tifosi, ma dare».
«Modulo? 4 3 3 non mi dispiace affatto e cercheremo di allestire rosa compatibile. Poi se ci accorgeremo che possiamo cucire un altro vestito, lo faremo. Sibilli? Vorremmo tenerlo, è un calciatore che mi piace tanto».
«Il mio essere stato fermo per un po' non è stata una costrizione, ma una scelta. Aspettavo chiamata importante e quando me l'ha fatta il direttore ho rivissuto sensazioni che non provavo da tempo. Non posso far altro che mettermi al lavoro e cercare di far cambiare idea ai detrattori».
«Accettando questa sfida sono conscio delle difficoltà. Per ricreare spogliatoio vincente, cercherò di entrare in emparia coi calciatori attraverso lavoro quotidiano. Noi allenatori dobbiamo sforzarci di dare quel qualcosa in più ai singoli,in modo che vengano al campo di allenamento con sempre maggiore entusiasmo».
«Costruzione dal basso? Non la escludo, ma dobbiamo prima di tutto far capire alla squadra perchè si fanno certe cose. Importante è condividere modo di pensare».
«Non ho fatto richieste di mercato perchè le ambizioni del dg e della società sono altissime e mi sento tranquillo».
In un clima surreale, di contestazione serrata e permanente alla famiglia De Laurentiis ed alla multiproprietà che rappresentano, queste sono state le loro parole.
PIERPAOLO MARINO
«Sono davvero grato per essere venuti in questo momento. La domanda che mi hanno fatto in tanti è "direttore, com'è che ha scelto di andare a Bari?". È la sfida più dura e più bella della mia carriera. Ho esperienza per capire al volo la situazione, dopo averne vissute di qualunque sorta (mi hanno anche arrestato il presidente durante il calciomercato e a Bergamo arrivai durante il calcioscommesse, ma abbiamo gettato le basi per Atalanta di oggi). Vengo a Bari e trovo ambiente più freddo della mia carriera: questa è la sfida più importante della mia carriera. Vorrei riconciliare la gente col calcio e portare il club nelle categorie che gli competono (anche europei, non sono pazzo). Io vedo il film prima che venga girato, io devo solo gettare le fondamenta ed i risultati se li godrà chi verrà dopo di me. Ho scelto sempre piazze bene, in 45 anni ne ho fatte poche per questo motivo. Vengo per fare calcio, creare sostenibilità e risultati. Conosco la passione dei baresi per il calcio, venire qui da avversario era peggio che andare da dentista. Il Bari sarà un palazzo di cristallo e noi avremo piacere quando verranno a guardare dentro. Il valore sarà la scalata del Bari. Mi ha chiamato Luigi De Laurentiis subito, era triste, io ho dovuto approfondire tutti gli aspetti ed ecco perchè la mia ufficialità è arrivata tardi. Avevo contatti con squadre di categorie superiori, ma non sono nemmeno andato a parlare perchè non ritenevo ci fossero i presupposti. Ho scelto questa sfida e l'ho scelta per vincerla».
«Non voglio fare proclami ma aono venuto qui per vincere. Ho avuto rassicurazioni dalla proprietà per un budget congruo. Ora abbiamo 6 o 7 elementi, inizieremo il ritiro con un gruppo e lo finiremo con altri. Io penso che negli ultimi giorni di mercato ci sono molte opportunità, ho preso Di Natale in quel periodo. Nell'ultima settimana di mercato ho fatto squadra a Bergamo durante calciomercato. Non mi piacciono i toni da smargiasso, sono uno che si è fatto dal nulla e dopo la morte di mio padre ho avuto vento a favore. La spinta ce l'ho dal cielo».
«Parlerò al posto del presidente? Fin quando parlo io,mi piacerebbe parlare da solo. Fare da scudo? Le responsabilità sono mie e non mi spaventa metterci la faccia. Voglio smentire i pessimisti, non sono qui per l'ingaggio. Quando non ci saranno i presupposti per fare ciò che dico io, saluto. Sono una persona mite ed umile, non sono venuto per fare voce grossa e cercherò di incidere».
«Rifondazione obbligata, perchè sono sotto contratto 16 calciatori, di cui 7 o 8 calciatori potrebbero restare e qualcuno chiederà di andarsene. Cosa cerchiamo? Tutti i ruoli per un campionato difficilissimo. Per vincerlo dobbiamo dominare, fare gol, altrimenti ti aggrediranno perchè ci vedono come la piazza da battere. Progetto è vincere e fare ciò che ho fatto prima.
Ho visto alcune partite, anche a posteriori, della stagione passata. Secondo me c'è stata una wrrata quotidianità che ha portato giocatore a rendere meno del loro standard. I problemi di poca motivazione e cambi tecnici hanno contribuito. C'è un virus che non mi piace, ho visto giocatori molto demotivati e tecnici sotto i loro standard, rendendo 40 o 50».
«Vendita non la faccio io, la decide la proprietà. Inchiesta? Ho studiato la situazione attraverso il comunicato della società e,esperienza pregressa di carriera, mi fa pensare che ci sia inesistenza delle accuse. Con perizie giurate è impossibile dimostrare il contrario. Ho piena fiducia nell'autorità giudiziaria e si farà luce. Il Bari fallirà? Lo escludo fermamente, sarei stato un folle a calarmi in uno scenario del genere. Si risolverà tutto in una archiviazione».
«Ci sono 7 o 8 calciatori della Primavera che verranno in ritiro per essere valutati. Man mano che il mercato andrà avanti, faremo scelte se tenerli o meno. Vorrei essere chiaro su chi c'era: nello spogliatoio mi sembra ci fosse il virus della rassegnazione ed io coi virus tendenzialmente tendo a disinfestare tutto.
Il mio ruolo è di responsabile area tecnica e mi coadiuverà un direttore sportivo che nominerò a breve. Dove non ci sarò io nelle trattative, ci sarà lui.
Vorrei trovare quella valvolina per riaccendere la passione, questa la sfida più intrigante. Stavo per venire a Bari con Vincenzo Matarrese, dopo la promozione del Pescara. Eravamo d'accordo anche con Franco Janich, ma a Pescara mi trattavano come un figlio e dovetti fare telefonata per dire no per riconoscenza verso Scibilia».
«Rastelli lo conosco da tempo. Se un allenatore cade in basso, io cerco quel profilo. Lui non lo dice ma lui ha vinto campionati da primo in classifica. E poi ha modalità di gioco che premiano in questa categoria, dove per vincere devi offendere.
Ad Udine ho portato Spalletti cha veniva da due retrocessioni, proprietà era contro e poi oggi sappiamo di chi parliamo».
MASSIMO RASTELLI
«Siamo professionisti e siamo abituati alle pressioni,operando in contesti spesso non favorevoli. Possiamo affrontare questa sfida. Grazie al dg per questa bellissima opportunità. Voglio una squadra ignorante per questa categoria e col coltello tra i denti. Voglio dominare le partite nonostante sia una sfida difficile. Ho già esperienza per capire come intervenire subito per creare mentalità vincente. Fare prestazioni e rendere orgogliosi i tifosi, ma dare».
«Modulo? 4 3 3 non mi dispiace affatto e cercheremo di allestire rosa compatibile. Poi se ci accorgeremo che possiamo cucire un altro vestito, lo faremo. Sibilli? Vorremmo tenerlo, è un calciatore che mi piace tanto».
«Il mio essere stato fermo per un po' non è stata una costrizione, ma una scelta. Aspettavo chiamata importante e quando me l'ha fatta il direttore ho rivissuto sensazioni che non provavo da tempo. Non posso far altro che mettermi al lavoro e cercare di far cambiare idea ai detrattori».
«Accettando questa sfida sono conscio delle difficoltà. Per ricreare spogliatoio vincente, cercherò di entrare in emparia coi calciatori attraverso lavoro quotidiano. Noi allenatori dobbiamo sforzarci di dare quel qualcosa in più ai singoli,in modo che vengano al campo di allenamento con sempre maggiore entusiasmo».
«Costruzione dal basso? Non la escludo, ma dobbiamo prima di tutto far capire alla squadra perchè si fanno certe cose. Importante è condividere modo di pensare».
«Non ho fatto richieste di mercato perchè le ambizioni del dg e della società sono altissime e mi sento tranquillo».
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