Canale Valenzano
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Attualità

Legambiente Bari si oppone alla localizzazione del nuovo Centro di Raccolta Rifiuti presso il Canale Valenzano

«Una scelta che ignora lo sviluppo futuro dell’area e minaccia un'area naturalistica e residenziale»

Il Circolo Legambiente Eudaimonia Bari APS, da sempre impegnato nella tutela attiva del patrimonio ambientale e paesaggistico del nostro territorio, interviene con fermezza nel dibattito pubblico su una decisione di fondamentale importanza per la comunità e per l'equilibrio ecologico locale. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sui gravi rischi associati alla proposta di realizzare il nuovo Centro Comunale di Raccolta (CCR) in un'area tanto delicata quanto quella adiacente al Canale Valenzano.

«Esprimiamo la nostra più netta e motivata opposizione a questo progetto - dichiarano - la cui localizzazione minaccia di compromettere in modo irreversibile un'area a forte vocazione naturalistica e di ledere la qualità della vita dei residenti del quartiere annesso. Le ragioni del nostro dissenso non sono ideologiche, ma si fondano su solide argomentazioni di natura ambientale e sociale. Una pianificazione territoriale responsabile non può considerare la valutazione degli impatti ambientali e sociali come un mero passaggio burocratico, ma deve porla al centro di ogni scelta strategica».

«Nel caso specifico della localizzazione del CCR presso il Canale Valenzano, i rischi identificati superano in modo evidente i potenziali benefici, configurando una decisione dannosa e inopportuna:
  • Rischio Inquinamento: La natura stessa di un centro di raccolta, anche se ben gestito, comporta la concreta minaccia di emissioni di odori molesti e il potenziale rilascio di percolato nel suolo e nelle acque, con conseguenze dirette sull'equilibrio dell'habitat fluviale.
  • Disturbo alla Fauna: L'aumento del traffico veicolare, il rumore e la presenza costante di attività operative rappresentano un fattore di disturbo per la fauna locale, che potrebbe alterare gli equilibri ecologici di un corridoio naturalistico di importanza cruciale.
  • Degrado Paesaggistico e Visivo: L'inserimento di una struttura industriale in un contesto rinaturalizzato causerebbe un inevitabile degrado visivo e paesaggistico, svalutando un'area che dovrebbe essere protetta e valorizzata per la sua funzione ecologica e sociale.
Questi impatti non si limitano a danneggiare l'ambiente, ma si traducono in una lesione specifica e diretta per i residenti, che vedrebbero compromessa la propria qualità della vita e il diritto a vivere in un ambiente salubre. Un quadro così critico solleva seri interrogativi sulla conformità del progetto rispetto al quadro normativo vigente, concepito proprio per prevenire simili scenari», continuano.

«La legislazione ambientale non è un ostacolo allo sviluppo - aggiungono -ma una garanzia fondamentale a tutela della salute pubblica e del bene comune. Siamo consapevoli che, per la natura di Centro di Raccolta, il progetto potrebbe non essere soggetto a una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) obbligatoria. Tuttavia, questo non concede all'amministrazione alcuna "zona franca" normativa. Al contrario, impone un'attenzione ancora maggiore su altri vincoli cogenti, come ad esempio la DGR Puglia n. 130, delibera regionale che individua esplicitamente le aree non idonee per impianti di gestione rifiuti. La definizione include le "zone naturalistiche vicine a centri abitati o corsi d'acqua", una descrizione che corrisponde perfettamente alla localizzazione proposta. Inoltre, anche qualora non fosse richiesta una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), l'area, per la sua vicinanza a un corso d'acqua, è quasi certamente soggetta a vincoli specifici che impongono restrizioni severe a nuove edificazioni e attività potenzialmente inquinanti».

«Pur condividendo l'obiettivo generale di una gestione più sostenibile dei rifiuti, la scelta di questa specifica localizzazione contraddice palesemente i principi di precauzione e tutela sanciti da queste norme. Il Circolo Legambiente Eudaimonia Bari APS non si oppone per principio alla realizzazione di Centri Comunali di Raccolta, al contrario, ne riconosciamo il ruolo strategico, come previsto anche dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) della Puglia, per migliorare la raccolta differenziata e contrastare l'abbandono illecito di rifiuti. Il nostro approccio non è ostativo, ma costruttivo».

«Il punto non è il "se", ma il "dove". La nostra osservazione è rivolta esclusivamente alla scelta di una localizzazione palesemente inidonea, che sacrifica un patrimonio naturalistico e la salute dei cittadini in nome di un obiettivo che potrebbe essere raggiunto altrove. La vera sostenibilità, infatti, non può essere perseguita a discapito di ecosistemi vulnerabili e del benessere delle comunità. La vera sfida per un'amministrazione lungimirante non è imporre una soluzione sbagliata, ma avere il coraggio di rimetterla in discussione e costruire, insieme alla comunità, un'alternativa realmente sostenibile. È questo che ora chiediamo. Questo comunicato rappresenta un atto di responsabilità civica volto a prevenire un errore dalle conseguenze potenzialmente permanenti. Alla luce di queste inconfutabili criticità, rivolgiamo un appello diretto all'Amministrazione Comunale, chiedendo due azioni immediate e trasparenti:
  • Sospensione Immediata: Interrompere con effetto immediato l'iter autorizzativo relativo alla localizzazione attuale per consentire un riesame completo e approfondito del progetto.
  • Dialogo e Alternative: Aprire un tavolo di confronto pubblico che coinvolga comitati di quartiere, residenti e associazioni ambientaliste per l'individuazione di siti alternativi e realmente idonei, che non compromettano aree di pregio naturalistico e residenziale.
Il Circolo continuerà a vigilare con la massima attenzione sull'evoluzione della vicenda.», così concludono.
  • Rifiuti
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