Martirio di San Simonino da Trento. <span>Foto Giovanni Gasparro </span>
Martirio di San Simonino da Trento. Foto Giovanni Gasparro
Cronaca

Il pittore Giovanni Gasparro assolto dall'accusa di istigazione a delinquere per motivi razziali

La Procura della Repubblica di Bari aveva chiesto 6 mesi di reclusione

Il Tribunale di Bari ha assolto il pittore Giovanni Gasparro, nativo di Adelfia, dall'accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa. L'accusa gli era piovuta addosso per via di alcuni post Facebook di risposta a commenti sul suo dipinto "Martirio di San Simonino da Trento".

Un quadro ispirato ad un fanciullo che nel 1475 era misteriosamente scomparso e poi era stato trovato senza vita. Di quell'atroce delitto furono poi accusati 15 ebrei, che lo avrebbero torturato sino alla morte. Per il pittore, ormai celebre in tutta Europa per le sue tele a tema sacro che richiamano uno stile rinascimentale con intuizioni e chiavi di lettura modernissime, la Procura della Repubblica aveva chiesto sei mesi di reclusione perché l'artista via social avrebbe «propagandato e divulgato idee fondate sull'odio antisemita, atte ad influenzare le opinioni di un più vasto pubblico, scatenando e suscitando reazioni e commenti di cui vari dal chiaro contenuto antisemita di numerosi followers».
Difeso dall'avvocato Salvatore D'Aloiso, Gasparro ha visto così accolte le sue istanze.





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