nella giornata internazionale contro lomofobia scoperto il murale dedicato ai moti di Stonewall
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Attualità

Giornata mondiale contro l'omofobia, a Bari un murale celebra i moti di Stonewall

L'opera è stata realizzata da Mario Nardulli insieme ai volontari e agli alunni del liceo “Rosa Luxemburg”

In occasione della Giornata mondiale internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia, che si celebra oggi, mercoledì 17 maggio, l'amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni componenti il tavolo LGBTQIA+ del Comune di Bari, ha presentato il murale dedicato alla memoria dei personaggi e dei valori che hanno cambiato la storia dei diritti delle persone LGBTQIA+ sul muro ovest della stazione di Bari Centrale.

L'idea è stata promossa e sostenuta dal Tavolo LGBTQIA+ del Comune di Bari, curata da Pigment Workroom e realizzata dall'artista Mario Nardulli insieme ai volontari del Tavolo LGBTQIA+ e agli alunni e alunne della 5° B del Liceo artistico audiovisivo - multimediale "Rosa Luxemburg" di Acquaviva delle Fonti, nell'ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro con Pigment Workroom.

L'opera, che ha visto il supporto scientifico del Festival delle Donne e dei saperi di Genere e del Centro interdipartimentale di studi sulle Culture di genere (CISCUG) dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, nella figura del dottor Giorgio Borrelli, e con la supervisione della coordinatrice del centro, la professoressa Francesca Romana Recchia Luciani, ha ottenuto il supporto di Grandi Stazioni e RFI che hanno messo a disposizione gli spazi dove l'opera è stata realizzata e più volte fornito supporti logistici e operativi durante l'esecuzione del murale.

L'opera, lunga 150 metri, nasce dall'idea delle associazioni del tavolo comunale di ricordare e celebrare i 50 anni dei Moti di Stonewall, attraverso la raffigurazione di alcune immagini delle manifestazioni, delle persone coinvolte politicamente e socialmente nelle lotte per i diritti LGBTQIA+ a livello locale, nazionale e internazionale, e di reinterpretarle in forma artistica.

La localizzazione, scelta dalle associazioni, favorisce visione e apprezzamento dell'opera e del suo messaggio da parte di un pubblico ampio e variegato per età, target e provenienza quale può essere quello dei viaggiatori a bordo dei treni in ingresso nello scalo ferroviario barese.

L'opera segue un racconto per immagini che parte dalla riproduzione della Progress Pride Flag, la bandiera con i tradizionali colori arcobaleno della comunità, a cui è aggiunto un triangolo composto da una striscia nera (per commemorare le persone morte di AIDS), una marrone (colore simbolo delle comunità afro-discendenti) e tre strisce azzurro-rosa-bianco (che riprendono la bandiera dell'orgoglio transgender). La scelta della Progress Pride Flag intende rimarcare la prospettiva "intersezionale" del progetto: la comunità LGBTQIA+ non si batte solo per vedere riconosciuti i propri diritti, ma per una società in cui sia superato ogni tipo di discriminazione e venga garantito un accesso equo al benessere e alla cura delle persone. All'estremo opposto del muro, la raffigurazione di uno striscione sorretto dai giovani studenti partecipanti alla manifestazione di New York del Gay Liberation Front negli anni '70, che svela il titolo dell'opera: "We are everywhere".

«Voglio ringraziare tutte le associazioni del tavolo LGBTQIA+ del Comune di Bari per aver donato alla città quest'opera e i suoi significati - commenta il sindaco di Bari Antonio Decaro -. Purtroppo le cronache ci insegnano che non bisogna mai smettere di parlare, di sensibilizzare la cittadinanza e di lottare affinché nessuna discriminazione né cultura discriminatoria trovino terreno fertile. Per questo il lavoro delle associazioni sul territorio è fondamentale, per continuare a discutere di diritti, ancora in gran parte negati per le persone LGBTQIA+ in tanti frangenti della vita quotidiana, e a lottare per far sì che questi diritti vengano riconosciuti. Nella giornata internazionale contro l'omofobia, l'omolesbobitransfobia, la bifobia e la transfobia ricordiamo i moti di Stonewall che più di cinquantanni fa, con il sacrificio di tanti, hanno aperto la strada alle libertà che purtroppo ancora oggi incontrano ostacoli, pregiudizi e discriminazioni, che tutti insieme siamo impegnati a contrastare».

«Il murale è una rappresentazione corale del movimento per i diritti LGBTQIA+: una grande manifestazione che riporta i volti, i colori e gli slogan che hanno fatto la storia delle rivendicazioni omosessuali, transessuali e femministe - dichiarano i rappresentanti delle associazioni aderenti al tavolo comunale -. Questa simbologia vuole celebrare la storia del movimento LGBTQIA+, fatto da tantissimi pezzi differenti, provenienti dai più disparati contesti e che hanno dedicato la propria vita ai più diversi aspetti di questa lotta. Restituiamo la strutturalità, la collettività dietro i famosi Pride. A conclusione, il titolo dell'opera (che è riportato ben evidente al suo interno) è "We are everywhere" ovvero "Noi siamo ovunque", a ribadire che il movimento LGBTQIA+ non può essere relegato a un momento estemporaneo o a un gruppo ristretto di persone, ma riguarda tutt*, in ogni spazio della società. Grazie alla sua collocazione e tenendo conto del linguaggio universale che l'arte rappresenta, il murale costituirà un'opera stabile e duratura col quale trasmetteremo un messaggio figurativo che raggiungerà un'ampia e variegata platea di soggetti, ispirando sentimenti di fratellanza, uguaglianza, solidarietà, amicizia e fiducia nei confronti della comunità LGBTQIA+».
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