Bambini Rom
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Servizi sociali

Comunità Rom, focus a Bari su inclusione scolastica e socio-sanitaria dei minori

Sessanta i bambi i ragazzini coinvolti in questa prima fase, Bottalico: «Percorso delicato e complesso»

Decimo incontro del tavolo interistituzionale per la realizzazione del PAL - Piano di azione locale, approvato dalla giunta comunale a novembre dello scorso anno in osservanza della comunicazione della Commissione europea n.173/2011 "Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020" e coerentemente con la strategia nazionale d'inclusione delle stesse comunità sul territorio comunale. Un piano integrato e capillare per l'inclusione nel tessuto sociale della popolazione Rom, Sinti e Caminanti articolato su quattro assi portanti - istruzione, lavoro, salute e abitazione - con l'obiettivo di promuoverne concretamente la parità di trattamento e l'inclusione economica e sociale. All'attuazione del piano, accanto al Comune di Bari, lavorano associazioni di volontariato, laico e cattolico, del privato-sociale, referenti delle principali comunità Rom e diverse istituzioni, tra cui ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ASL Bari, Tribunale dei minori, Provveditorato, Consolato della Romania e scuole.

Nella riunione l'attenzione è stata focalizzata sui temi dell'integrazione scolastica, la prevenzione socio-sanitaria e la formazione degli operatori coinvolti. Diversi sono stati gli argomenti affrontati, a partire dalla verifica dell'andamento scolastico dei bambini coinvolti in questi mesi grazie alla sinergia tra le diverse istituzioni, che ha permesso, nella maggior parte dei casi, un esito positivo della frequenza scolastica con la partecipazione diretta delle famiglie rom, spesso lontane dalle istituzioni tradizionali.

In questa prima fase i minori coinvolti sono circa 60, tra neonati, bambini e bambine in età pre scolare (3-5 anni) e scolare (6-14 anni), provenienti in particolare dalle comunità baresi di Santa Candida e Santa Teresa. Anche i percorsi di prevenzione socio-sanitaria e vaccinale avviati con il supporto dell'Asl e con il coinvolgimento di educatori e medici volontari, nel corso dei quali si sono tenuti diversi incontri di monitoraggio delle condizioni socio-sanitarie dei più piccoli, hanno dato buoni risultati.

«Si tratta di un percorso delicato e complesso - osserva Francesca Bottalico - per il successo del quale è fondamentale non perdere il contatto e la fiducia delle comunità familiari coinvolte. Per questa ragione contiamo, anche durante la pausa estiva, di continuare a lavorare presso i campi insediati nel territorio comunale grazie all'avvio di un progetto sperimentale in rete con le principali città Italiane, finanziato dal Ministero, che prevede l'impiego di operatori qualificati nei campi e nelle scuole. In questo ulteriore passaggio testo a consolidare buone prassi per l'integrazione, in particolare in ambito scolastico, saremo affiancati dall'Università di Bologna che ha scelto Bari come realtà sperimentale alla luce dei buoni risultati raggiunti nell'ambito del progetto nazionale di inclusione e scolastica dei minori rom. Siamo inoltre in procinto di sottoscrivere un protocollo, "Road", che coordinerà il lavoro delle unità di strada, pubbliche e private, che saranno impegnate a monitorare le condizioni di vita e di salute nei campi rom e a mappare le condizioni di bisogno sul territorio cittadino».
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