
Cronaca
Arresti a Japigia, i "ragazzi" di Palermiti in silenzio davanti alla Gip
Ieri sei su sette, rinchiusi in carcere, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Oggi toccherà al leader del gruppo criminale
Bari - venerdì 6 novembre 2026
Si concluderanno quest'oggi, con l'audizione di Eugenio Palermiti, 22 anni (figlio di Gianni e nipote dell'omonimo boss), ammesso che abbia intenzione di parlare, gli interrogatori di garanzia dei sette arrestati nell'inchiesta dell'Antimafia sui rampolli del cartello mafioso di Japigia per i quali è stato disposto il carcere, a Bari.
La scelta comune di Gianmarco Ceglie, 24 anni, Francesco Crudele, 22 anni, Savino Parisi, 30 anni, Michele Luciani, 24 anni, Christian Signorile 24 anni, e di Vito Spiconardo, 23 anni, difesi dagli avvocati Nicola Quaranta e Libio Spadaro, è stata quella di avvalersi della facoltà di non rispondere. I sei indagati hanno ritenuto, almeno in questo periodo, di non rispondere alle domande della giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo pugliese, Valeria Isabella Valenzi.
Oggi, come detto, toccherà a Palermiti junior, detenuto nel carcere di Ancona per la detenzione di due pistole. Le contestazioni, a vario titolo, sono di detenzione e di porto illegale di armi, minacce, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, con l'aggravante del metodo mafioso, oltre ai reati di detenzione di arma da guerra e di ricettazione. Sottoposto a sequestro pure lo scooter Yamaha T-Max usato da uno degli indagati (il proprietario del mezzo ha nominato l'avvocato Andrea Casto).
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero antimafia Fabio Buquicchio e condotte dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Bari ai comandi del primo dirigente Nicola Lelario, hanno ricostruito tre casi. Il primo risale al 9 settembre 2024, quando Palermiti, arrivato con Crudele nella stazione di servizio con punto ristoro Toil di viale Europa, al rione San Paolo, avrebbe estratto una pistola dalla cintola, scarrellandola verso i giovani ai tavoli e provocando il panico.
Il secondo episodio è quello del 24 novembre 2024, quando in occasione del concerto di Gigi D'Alessio, avrebbero minacciato platealmente poliziotti e carabinieri in servizio, pretendendo a loro ed ai loro amici di entrare gratuitamente nel Palaflorio pur essendo sprovvisti di biglietto. Avrebbero sfidato gli operatori a utilizzare anche le armi: «Lo sapete che se ci armiamo noi facciamo noi contro a voi e poi vediamo chi ne ha di più… ne abbiamo più di voi di pistole, facciamo la guerra!».
Il terzo episodio, infine, si riferisce al tentato omicidio di Giovanni Battista Gasparro, in cui rimase ferito Crudele, poi accompagnato al Policlinico e ricoverato in Rianimazione, in coma farmacologico. L'uomo, però, ascoltato, avrebbe dettoo falsamente di essere stato colpito da un proiettile vagante mentre era sotto casa.
La scelta comune di Gianmarco Ceglie, 24 anni, Francesco Crudele, 22 anni, Savino Parisi, 30 anni, Michele Luciani, 24 anni, Christian Signorile 24 anni, e di Vito Spiconardo, 23 anni, difesi dagli avvocati Nicola Quaranta e Libio Spadaro, è stata quella di avvalersi della facoltà di non rispondere. I sei indagati hanno ritenuto, almeno in questo periodo, di non rispondere alle domande della giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo pugliese, Valeria Isabella Valenzi.
Oggi, come detto, toccherà a Palermiti junior, detenuto nel carcere di Ancona per la detenzione di due pistole. Le contestazioni, a vario titolo, sono di detenzione e di porto illegale di armi, minacce, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, con l'aggravante del metodo mafioso, oltre ai reati di detenzione di arma da guerra e di ricettazione. Sottoposto a sequestro pure lo scooter Yamaha T-Max usato da uno degli indagati (il proprietario del mezzo ha nominato l'avvocato Andrea Casto).
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero antimafia Fabio Buquicchio e condotte dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Bari ai comandi del primo dirigente Nicola Lelario, hanno ricostruito tre casi. Il primo risale al 9 settembre 2024, quando Palermiti, arrivato con Crudele nella stazione di servizio con punto ristoro Toil di viale Europa, al rione San Paolo, avrebbe estratto una pistola dalla cintola, scarrellandola verso i giovani ai tavoli e provocando il panico.
Il secondo episodio è quello del 24 novembre 2024, quando in occasione del concerto di Gigi D'Alessio, avrebbero minacciato platealmente poliziotti e carabinieri in servizio, pretendendo a loro ed ai loro amici di entrare gratuitamente nel Palaflorio pur essendo sprovvisti di biglietto. Avrebbero sfidato gli operatori a utilizzare anche le armi: «Lo sapete che se ci armiamo noi facciamo noi contro a voi e poi vediamo chi ne ha di più… ne abbiamo più di voi di pistole, facciamo la guerra!».
Il terzo episodio, infine, si riferisce al tentato omicidio di Giovanni Battista Gasparro, in cui rimase ferito Crudele, poi accompagnato al Policlinico e ricoverato in Rianimazione, in coma farmacologico. L'uomo, però, ascoltato, avrebbe dettoo falsamente di essere stato colpito da un proiettile vagante mentre era sotto casa.



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