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Amazon apre in provincia di Bari e cerca personale, ecco come candidarsi

Dopo la conferma del nuovo stabilimento a Bitonto, arriva anche l'annuncio di lavoro. Tutte le informazioni necessarie

Ieri mattina l'annuncio dell'apertura di Amazon a Bitonto, in provincia di Bari, e quasi contestualmente arriva sul sito dedicato dell'azienda alle offerte di lavoro un annuncio di ricerca personale per il nuovo stabilimento di logistica del colosso delle spedizioni, il secondo al sud dopo Napoli.

La ricerca è per la figura di Delivery Station Liaison (DSL) per il Servizio Clienti. Come si legge nell'annuncio: «Il Delivery Station Liaison fornisce un servizio clienti localizzato in sede per consentire un'indagine efficace in tempo reale sulla localizzazione di un pacco e su come Amazon può recapitarlo al cliente il più rapidamente possibile. Inoltre, permette ai clienti di contattare gli esperti locali affinché possano ottenere informazioni più accurate e aggiornate sui loro ordini e su come Amazon sta risolvendo eventuali problemi di consegna. La mansione presuppone un'eccellente capacità di pianificazione e forte inclinazione al raggiungimento degli obiettivi. Sono richieste ottime capacità individuali di analisi e problem-solving al fine di offrire soluzioni tempestive e la puntuale consegna degli ordini. Il Delivery Station Liaison lavorerà sotto una limitata supervisione e guida del Manager, pertanto, quasi tutte le decisioni saranno prese in modo indipendente e richiederanno un alto grado di precisione. Si richiede buona conoscenza della lingua inglese. Preferibile esperienza pregressa nel campo della logistica».

Al momento non è specificato quante sono le figure richieste, ma c'è la possibilità di inviare il proprio curriculum online, sperando di essere poi contattati dall'azienda.

Non si è comunque fatto attendere il commento dei sindacati, che hanno voluto dire la loro per tranquillizzare anche coloro che hanno commentato la notizia con i timori legati al tipo di contratto e di lavoro che Amazon potrà proporre. «Qualsiasi lavoro si crei nella nostra città è il benvenuto perché rappresenta una occasione importante per il territorio - sottolinea Gigia Bucci di Cgil Bari - Non deve trattarsi però di lavoro povero, sottopagato, che calpesta i diritti di chi lo pratica. Quella di cui parliamo non è una realtà che apporta valore tecnologico e innovazione per il territorio. Ovviamente noi anche facendo tesoro dell'esperienza di Piacenza, dove c'è la più grande piattaforma di Amazon, vigileremo affinché siano rispettati gli orari di lavoro, i ritmi e soprattutto i diritti. A questo proposito invito il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, ad avviare sin da subito un confronto che dia anche una prospettiva temporale al lavoro. Questo perché spesso in passato ci siamo trovati a contare gli esercizi commerciali che chiudevano e ipermercati che aprivano e che poi sono entrati in crisi. Mercatone uno ed Auchan sono due esempi lucidi».
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