A Bari l’Incontro nazionale degli Operatori dell’accoglienza: 120 delegati a confronto
A Bari l’Incontro nazionale degli Operatori dell’accoglienza: 120 delegati a confronto
Attualità

A Bari l’Incontro nazionale degli Operatori dell’accoglienza: 120 delegati a confronto

L’assessora Miglietta: “Regione Puglia dalla parte dei diritti. Rafforziamo i presìdi antitratta 
nei luoghi di sbarco e prima accoglienza”

Si è chiuso oggi alla Biblioteca "la Rossani" di Bari il secondo Incontro nazionale degli Operatori dell'accoglienza. L'evento ha riunito 120 operatrici e operatori provenienti dai 20 sistemi regionali antitratta, impegnati in un confronto su metodologie e buone pratiche per la presa in carico, l'accoglienza e l'orientamento delle vittime o potenziali vittime di tratta.

La tratta di esseri umani rappresenta una forma contemporanea di schiavitù e un crimine transnazionale che sfrutta condizioni di vulnerabilità, povertà e marginalità. Le vittime, spesso ingannate con false promesse di lavoro e migliori condizioni di vita, si ritrovano coinvolte in circuiti di prostituzione, lavoro forzato, accattonaggio, matrimoni forzati o traffico di organi.

Per la sua dimensione internazionale, il fenomeno è monitorato a livello centrale dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Piano Nazionale d'Azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani. Il coordinamento operativo è affidato al Numero Verde Antitratta, che funge da raccordo tra il Governo e i sistemi regionali antitratta, organizzati in reti territoriali a regia regionale in collaborazione con enti del terzo settore che operano localmente.

La Regione Puglia è attivamente impegnata nel contrasto alla tratta sin dal 2006. Dopo l'esperienza del progetto "Le città invisibili", dal 2016 è attivo il progetto "La Puglia non Tratta" (LPNT), finanziato nell'ambito del Programma Unico Nazionale di Emersione, Assistenza e Integrazione Sociale.

Il modello pugliese si fonda su una governance regionale e su una solida collaborazione pubblico-privata tra la Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le migrazioni e Antimafia Sociale e nove enti del terzo settore attivi nelle sei province: la Cooperativa CAPS (Provincia di Bari), la Comunità Oasi2 San Francesco (Provincia BAT e Foggia), la Cooperativa Atuttotenda (Provincia di Lecce), la Cooperativa Medtraining (Foggia), l'APS Mondo Nuovo (Lucera e Provincia di Foggia), l'APS Giraffa (Provincia di Bari), l'Associazione Micaela Onlus (Provincia di Bari e Taranto), Ass. APG23 (Provincia di Bari e Brindisi) e il Consiglio Italiano per i Rifugiati (Provincia di Lecce).

Le attività comprendono unità mobili, sportelli informativi, case rifugio ed équipe multidisciplinari socio-sanitarie e legali. Il sistema coinvolge circa 90 partner territoriali – tra Comuni, Ambiti sociali, Prefetture, Questure, Aziende Sanitarie Locali e Centri per l'impiego – e si sviluppa lungo tre direttrici strategiche: emersione (unità di strada e attività di contatto); protezione (assistenza sanitaria e supporto legale); integrazione (alfabetizzazione, formazione, orientamento e housing sociale).

"Questi due giorni – dichiara l'assessora Silvia Miglietta – hanno rappresentato un momento di confronto importante tra tutti gli attori coinvolti nel contrasto alla tratta e nel sistema dell'accoglienza. Riteniamo determinante continuare a lavorare sull'identificazione precoce del fenomeno e per questo abbiamo recentemente chiesto ai Prefetti pugliesi di autorizzare i nostri nove enti pugliesi antitratta ad essere presenti durante le operazioni di sbarco e di prima accoglienza per consentire una identificazione precoce delle vittime o potenziali vittime".

"La Puglia – prosegue l'assessora – lavora da anni per considerare le vittime di tratta e sfruttamento innanzitutto come persone, e cioè come titolari di diritti umani. Questo è quello che continueremo a fare sia attraverso La Puglia Non Tratta sia con le altre azioni regionali, che si basano sui valori dell'accoglienza, della dignità della vita e del lavoro. Su questo, come Regione, ci vogliamo distinguere. Lo sottolineo proprio mentre in altre piazze d'Italia si organizzano manifestazioni che parlano di remigrazione e che fomentano l'odio nei confronti delle persone straniere. Sono contenta che noi, invece, lavoriamo in una direzione completamente opposta e che soprattutto lo facciamo tutti insieme".

"Eventi come quello di questi giorni – dichiara il dirigente del Dipartimento Pari Opportunità Alessandro Sasso – testimoniano la vitalità del sistema antitratta e del lavoro delle operatrici e degli operatori che confermano quanto la realtà nazionale sia una comunità. Il nuovo Piano Nazionale Antitratta, non a caso, si nutre di approccio bottom-up, apprendendo dall'esperienza pregressa e traendo grande giovamento e innovazione da questo lavoro sul campo. Per stare al passo con un fenomeno in costante mutamento come la tratta è necessaria la circolarità delle informazioni tra il livello centrale e quelli regionali e locali e il Dipartimento è in costante ascolto nel suo ruolo di coordinamento nazionale".

"La capacità dei progetti antitratta di fare comunità è straordinaria – afferma il responsabile del Numero Verde nazionale Gianfranco Della Valle – comunità di professionisti che operano quotidianamente per tutelare i diritti di persone che hanno visto profondamente ridotti i loro. Non è banale pensare che prendersi cura degli operatori produce riflessi positivi anche sulle prassi operative dei nostri interventi. Questa esperienza a Bari conferma una grande partecipazione di operatrici e operatori da tutta Italia e la grande attenzione del sistema nazionale e regionale pugliese che ringrazio".
  • Diritti umani
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