La festa promozione
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Calcio

SSC Bari, la stagione si chiude ad Avellino. Il pagellone dei biancorossi

La sconfitta in casa degli irpini mette fine alla poule scudetto della squadra di Cornacchini. Tutti promossi, o quasi

Va in archivio con una nota di amarezza l'avventura del Bari in Serie D: i biancorossi perdono 1-0 ad Avellino e salutano la poule scudetto. Zero goal segnati e un solo punto guadagnato nelle due partite contro Picerno e Avellino, al termine delle migliori prestazioni offerte dalla banda Cornacchini nel 2019. Arbitraggi iniqui, tanta sfortuna e un pizzico di stanchezza al termine di una stagione logorante hanno fatto sì che il Bari dicesse anzitempo addio alla possibilità di cucirsi sul petto il tricolore dei dilettanti. È mancata la ciliegina sulla torta di un campionato dominato in lungo e in largo, vinto con 11 punti sulla Turris. A metà agosto non c'erano né allenatore né tesserati, mancavano persino gli asciugamani; a maggio ci si ritrova con un campionato vinto, la promozione in Serie C e un futuro tutto da progettare. È tempo di tirare le somme della stagione e ripartire con rinnovato entusiasmo verso il ritorno fra i pro dopo l'inglorioso fallimento dell'estate 2018.

Le pagelle dei biancorossi

Marfella 6,5
: Parate strepitose alternate a qualche svista nelle uscite e sulle palle inattive. Alla fine le prime pesano di più delle seconde, e i punti guadagnati grazie a questo giovane portiere sono certamente più di quelli persi per colpa sua. Seconda promozione consecutiva in Serie C, questo ragazzo ha margini di miglioramento enormi.

Turi 6: Unico barese in maglia Bari. Arriva a metà del girone d'andata e si fa trovare sempre pronto quando Cornacchini gli dà una chance. Centrale difensivo di ruolo, prende confidenza con la posizione di terzino destro in corso d'opera, garantendo buona copertura dietro e una discreta spinta. Capitale da valorizzare.

Aloisi 6: Nella prima metà del girone d'andata le gioca tutte, non sbaglia un colpo, mette in mostra una bella gamba e un destro educato. Poi arrivano gli infortuni e scompare pian piano dai radar. Finisce con un ginocchio a pezzi.

Bianchi 5: Arriva nel mercato di dicembre dal Torino, ma la sua avventura si riduce a poco più di una comparsata. Gettato nella mischia quasi subito da Cornacchini, rivela qualche incertezza in difesa e una propensione offensiva pressoché nulla. Da rivedere.

Di Cesare 7,5: Un gigante in difesa, un cecchino in avanti. Chiude con 7 goal realizzati, una stagione da incorniciare: scende dalla A alla D con la mentalità di un vero professionista e riconquista il cuore di una piazza con cui non si era lasciato benissimo al termine della sua prima avventura in biancorosso. Un giovanotto di 36 anni che sarà colonna del Bari anche in Serie C.

Mattera 6: L'umiltà al potere. Un leader silenzioso, si sacrifica anche quando c'è da giocare a sinistra. Qualche errorino di troppo (come quello sul goal di De Vena ad Avellino) fa scendere la valutazione finale di mezzo voto. La sua rete allo scadere contro la Palmese, però, regala al Bari una delle vittorie più importanti della stagione.

Cacioli 5,5: Se la grinta diventa irruenza allora abbiamo un problema. Spesso per eccesso di voglia finisce per strafare, lasciando una percezione di insicurezza lì nelle retrovie. Come leader morale della squadra, però, si fa apprezzare in diverse circostanze.

Nannini 6,5: Ragazzo schivo, che quando non si allena studia per laurearsi in Scienze motorie. Al primo anno lontano da casa si dimostra un vero stantuffo sulla fascia sinistra; certamente una delle migliori scoperte under della stagione.

Quagliata 6: Arriva nel girone di ritorno e lascia comunque tracce apprezzabili. Si gioca alla pari la maglia da terzino sinistro titolare con Nannini destando buone impressioni. Unica macchia quel rosso in casa della Palmese. È un classe 2000, può crescere ancora tantissimo.

Hamlili 7: Tanto timido fuori dal campo quanto grintoso e leonino nel rettangolo di gioco. Alla fine della stagione una convinzione appare chiara: esiste un Bari con Hamlili e uno senza Hamlili. Il primo molto più brillante del secondo. Corre per due, non molla un colpo, gioca semplice ma sempre preciso. Gli è mancata forse solo un po' di confidenza in più col goal, ma a un mediano non potevamo chiedere anche questo. Ad Avellino finisce addirittura a fare il tornante di destra. Il perno su cui costruire la squadra per la C.

Bolzoni 6 meno: Non avesse avuto il curriculum che ha sarebbe stata una stagione da 7 in pagella. Ma se ti chiami Bolzoni, hai fatto la Champions, hai passato una carriera fra Serie A e Serie B qualcosa in più da te era lecito aspettarsela. Tantissimo lavoro sporco, si vede molto meno in fase di costruzione. Un giudizio che, però, deve tenere conto di un fisico provato dai troppi infortuni gravi patiti in carriera; senza un'adeguata preparazione forse più di così non si poteva fare.

Langella 6,5: Si gioca tutta la stagione in staffetta con Piovanello, si trova ad agire al fianco di due colonne come Bolzoni e Hamlili ma non sfigura mai. Pur essendo un classe 2000 dimostra ottima personalità e doti tecniche che ne tracciano un futuro più che roseo. Poi quel goal a Gela si candida alla palma del più bello della stagione.

Feola 6: Per due mesi è il dodicesimo titolare, il primo cambio di Cornacchini quando c'è bisogno di mettere ordine in mezzo al campo. Poi arrivano gli infortuni e di lui si perdono le tracce. Chiude con la soddisfazione del goal al Roccella nell'ultima di campionato.

Piovanello 6,5: Parte da mezzala sinistra nel 4-3-3 e convince poco. Poi Cornacchini lo sposta a destra sulla linea dei trequartisti e tutto cambia: goal, assist, prestazioni sontuose caratterizzano il suo girone d'andata. Si va via via spegnendo nel 2019, ma le qualità non si discutono. Il suo riscatto dal Padova deve essere la prima mossa di mercato del nuovo Bari.

Floriano 7,5: Chiunque lo abbia visto giocare avrà pensato almeno una volta che un calciatore del genere in Serie D non è legale. Tecnica e velocità con la palla al piede: frotte di terzini gli stanno ancora invano dando la caccia per i vari campi del Girone I. Chiude con 13 reti all'attivo (miglior marcatore insieme a Simeri) e una discreta dose di stanchezza sulle gambe. Un po' di riposo questo folletto italo-tedesco se l'è meritato: in Serie C servirà il miglior Floriano per essere protagonisti.

Neglia 7: Il miglior rendimento in rosa in relazione ai minuti giocati. La regola degli under lo penalizza e non poco, ma lui trova lo stesso il modo di chiudere con 9 goal realizzati, valanghe di assist e un costante senso di sicurezza. Quando la luce si spegne palla a Neglia che qualcosa s'inventa. Chissà se l'anno prossimo avrà più fortuna.

Liguori 6: Di spazio ne ha meno di quanto meriterebbe. Davanti a sé ha un mostro sacro come Floriano e un under più under di lui come Piovanello, quindi il minutaggio inevitabilmente si assottiglia. Si fa però trovare pronto quando serve: quel suo goal di coscia/natica al Castrovillari alla fine pesa come un macigno per la promozione.

Brienza 10: In molti dicono che non abbia dato il contributo che ci si aspettava da lui, ma sbagliano. Brienza ti dà qualcosa in più anche per il semplice fatto di essere lì, ti dà la sicurezza che se proprio le cose vanno male ci può sempre pensare lui con un colpo dei suoi. Mai una polemica, mai un leziosismo inutile, mai un atteggiamento fuori posto. Bari lo ama e lui ama Bari: qualsiasi cosa deciderà di fare, questo ragazzo di 40 anni ha scritto la più bella storia del calcio biancorosso.

Simeri 7,5: Un tipo un po' fumantino, il gallo Simone Simeri. Si prende il titolo di capocannoniere del Bari in condominio con Floriano al termine di una stagione in cui le alzate di cresta hanno controbilanciato un rendimento sul campo sempre molto costante. Quando non c'è stato per via di una coscia capricciosa l'assenza si è notata. Bravo in area, non male di testa, ma la sua specialità è l'attacco della profondità: l'uomo perfetto per dialogare con Brienza e Floriano, il prototipo di attaccante per il gioco verticale di Cornacchini. In Serie C non sarebbe fuori posto.

Iadaresta 6,5: L'uomo giusto al momento giusto. Arriva a gennaio per mettere una freccia in più nella faretra di Cornacchini, e si rivela decisivo. Un pennellone di quasi due metri, laureato in Giurisprudenza, che con umiltà si accontenta di entrare nel secondo tempo per qualche scampolo di partita ed essere decisivo. Nel momento più duro della stagione fa tre goal consecutivi al San Nicola, due dei quali (contro Acireale e Gela) fondamentali per la promozione. Preziosissimo.

Pozzebon 4,5: Parte benino, fa un paio di goal consecutivi. Poi il blackout. E non è che di occasioni al Cristiano Ronaldo biancorosso non ne siano state concesse. Rivederlo ancora a Bari? Difficile.

Cornacchini 8: Ha fatto un capolavoro il mister, ma forse solo in pochi l'hanno apprezzato fino in fondo. Vincere non è mai facile, soprattutto se nelle condizioni in cui si è trovato lui. Ha costruito una squadra dal nulla in pochissimo tempo, con una preparazione arrabattata all'ultimo minuto, con calciatori arrivati in fretta e furia da tutte le parti d'Italia. Ha vinto un campionato che non è mai stato davvero in discussione, e l'ha fatto sempre con umiltà e spirito di servizio, anche quando la piazza mugugnava per un gioco che, sì, non sarà stato scintillante, ma ha portato al risultato che tutti quanti sognavamo 10 mesi fa, dopo il fallimento. Una riconferma strameritata. In Serie C si spera che avrà un po' più di sostegno dalla piazza.
  • ssc bari
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