Sancataldese Bari. <span>Foto Sancataldese calcio</span>
Sancataldese Bari. Foto Sancataldese calcio
Calcio

Sancataldese-Bari, continua la partita delle polemiche. I siciliani: «Solite sceneggiate di vittimismo»

Scala: «Non riceviamo accoglienza né scorta. Cornacchini aggredito». I verdeamaranto» «Esercitano sudditanza psicologica»

Sancataldese-Bari si è conclusa con il risultato di 1-2 in favore dei biancorossi al triplice fischio dell'arbitro sul campo. Continua, invece, la partita delle polemiche e degli attacchi fra le due società: dopo la partita le elusive dichiarazioni del club manager del Bari, Matteo Scala, che ha parlato di «Episodi spiacevoli» accaduti fuori e dentro il campo. Ai microfoni di Radio Bari, stamattina Scala è tornato sull'accaduto, ribadendo che «Non riceviamo rispetto, accoglienza né scorta» e che «Dal punto di vista comportamentale siamo sempre ineccepibili». Il club manager è poi entrato più nello specifico, parlando di «Aggressioni verbali» ai danni di mister Cornacchini. «Se non fossero intervenuti i calciatori sarebbe potuto succedere qualcosa di peggiore. In trasferta spesso sembra una guerra», ha detto ancora Scala.

Nelle scorse ore la replica dei siciliani con un lungo e duro comunicato sulla loro pagina Facebook. «Sancataldese-Bari, una grande festa, una giornata storica, almeno per noi - il preambolo del club verdeamaranto. Meravigliosi i tifosi della curva che hanno unito i Wasteds e il Commando, per una coreografia degna di categorie superiori. Meravigliosa la risposta del pubblico di casa e di tutti gli appassionati siciliani che amano i nostri colori che hanno riempito a tappo la gradinata. Complimenti anche alla sportività dei tifosi baresi presenti allo stadio».

Poi il j'accouse nei confronti degli ospiti: «Peccato, invece, dover smentire qualche "pseudo-dirigente" barese che non ha fatto altro che accusare noi per l'accoglienza e per il trattamento riservato prima e dopo la partita - attaccano. Non so come sono abituati a farsi accogliere, ma la nostra professionalità ha riservato al Bari l'accoglienza calorosa che diamo sempre a tutte le squadre che vengono a giocare la domenica al Valentino Mazzola, sempre all'insegna del rispetto, della cordialità e dell'amicizia. Effettivamente abbiamo dimenticato solo una cosa: il "tappeto rosso", ma lo annoteremo per la prossima volta che ci incontreremo, se è questo che vi abbiamo fatto mancare, Anzi, lo segnaleremo anche alle altre squadre del nostro girone, visto che non è la prima volta che fate queste sceneggiate di vittimismo».

La SSC Bari, da parte sua, ha evitato ieri di fare commenti sulla vicenda, alimentando però il mistero intorno al reale svolgimento dei fatti. La versione offerta dalla Sancataldese parla di lamentele da parte del Bari in merito alla sicurezza: «Arrivare allo stadio e lamentarsi perché non gli abbiamo mandato la scorta dall'hotel in cui alloggiavano sino ad arrivare allo stadio è ridicolo - è il pesante attacco dei siciliani. Forse ci avete scambiato per una filiale della Questura o della Digos. Vorrei ricordarvi che del servizio scorte, non se ne occupa la società ospitante, ma è un servizio offerto dalla Polizia di Stato solo quando loro lo ritengono opportuno. Servizio tra l'altro impeccabile quello svolto dalle Forze dell'ordine a cui rivolgiamo un sentito ringraziamento».

L'accusa della società di San Cataldo, poi, si fa più circostanziata. I siciliani rimproverano al Bari di non essersi saputi adattare al campo di periferia e di aver esercitato pressione psicologica sulla terna arbitrale: «Pretendere spogliatoi climatizzati, o con poltrone "massaggianti", lamentarsi di giocare in uno "stadio da terzo mondo". Forse siete abituati troppo bene o forse dovete resettare qualcosa. Siamo meravigliati di aver visto un atteggiamento di superiorità dei giocatori baresi sin dall'inizio; giocatori che vantano presenze in A o serie B, ma senza educazione ed etica non si va da nessuna parte! Mettersi a tu per tu con l'arbitro, vedere il difensore centrale concedere all'arbitro una plateale e "generosa" spallata sin dal primi minuti, o altri giocatori baresi faccia a faccia a rimproverare duramente il direttore di gara per far capire chi sono loro è imbarazzante per chi veramente ama il calcio. Vedere il loro mister inveire contro il guardalinee e l'arbitro dal primo all'ultimo minuto, con toni alquanto minacciosi, è imbarazzante».

«Vedere qualche "pseudo-dirigente" inveire contro le forze dell'ordine per pretendere fortemente e maleducatamente di entrare negli spogliatoi nel fine partita, solo perché loro sono i dirigenti del bari calcio, è imbarazzante (meno male che un dirigente veramente professionale fosse presente nel loro team e che ha saputo mantenere la situazione, cercando di spiegare ai suoi che stavano sbagliando di grosso, così come si deve fare) - continuano. Se questi personaggi sono abituati ad altre categorie, che vadano solo nelle categorie in cui sono abituati, ma senza inquinare il nostro sano calcio con la prepotenza o solo perché voi siete dirigenti o giocatori del Bari Calcio o perché avete militato in serie A o B. La sudditanza psicologica che i giocatori e i dirigenti del Bari hanno messo in atto dal primo all'ultimo minuto non rappresenta la Società del Bari, che è guidata da dirigenti di tutto rispetto, dotati di grande professionalità. Mi auguro che chi di dovere nel Bari Calcio ne prenda atto e declassi queste figure alle "categorie" che veramente meritano. Non Vi permettiamo nel modo più assoluto di inveire contro la nostra Società, una società piccola si, ma sana, rispettosa e che da sempre il benvenuto a tutti e nel migliore dei modi. Non accettiamo il fatto che, solo perché siete il Bari Calcio, dobbiamo gettarci ai vostri piedi come se foste una divinità. Questo a casa nostra non esiste e non esisterà mai», concludono prima di ribadire la superiorità mostrata dalla loro squadra in campo, al cospetto del Bari capolista.
  • ssc bari
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