cesar falletti bari palermo. <span>Foto Ssc Bari </span>
cesar falletti bari palermo. Foto Ssc Bari
Calcio

Il Bari si ritrova quando conta di più. Per i playoff ci sono anche i galletti

I biancorossi centrano il successo nel big match con il Palermo. È il momento di dare continuità

Fino al minuto 89' sembrava il copione di un (brutto) film già visto. Bari in vantaggio a freddo, neanche il tempo di realizzare che il Palermo pareggia. Era un segno X (sarebbe stato il 18mo in 33 partite) già scritto, al termine di un'ennesima gara di "vorrei ma non posso": il Bari finalmente torna a giocare bene, a concedere poco e a creare, senza concretizzare. Il goal fallito da Lasagna, che dopo il contropiede magistralmente condotto da Falletti spara addosso ad Audero in uscita bassa, appariva come l'ennesima occasione sprecata. E, invece, allo scadere Simic ci mette il testone, il pallone fa un mezzo flipper fra traversa, linea di porta e il fondo della rete, e i galletti portano a casa (con pieno merito) quel successo che - forse - potrebbe coincidere con il salto di qualità del campionato, fin qui sempre intravisto e mai mantenuto.

La squadra di Longo conduce la partita con personalità, andando anche oltre l'imprevisto del forfait di Benali, sostituito alla grande da Maiello, ripescato dalla naftalina per offrire una prestazione tentacolare come nei tempi migliori. I galletti riescono ad andare a contrasto uomo su uomo contro i rosanero di Dionisi, portandosi immediatamente in vantaggio con Maggiore che sfrutta il pressing congiunto di Lasagna e Favasuli su Ranocchia, e con freddezza olimpica fulmina Audero.

Tutto bello, sì; peccato, però, che duri poco. Pohjanpalo fa la meteora per quasi tutta la partita, tranne quando (18') approfitta dell'unico mezzo svarione della difesa di casa, e infila alle spalle di Radunovic andando a concretizzare un'azione nello stretto dei siciliani. A dire il vero, il finlandese ci metterebbe anche la testa in un altro goal, successivamente annullato dall'arbitro Bonacina e dal Var, per un motivo che rimane ancora ignoto (non sembra esserci nessuna carica su Radunovic). Ma, dopo le topiche del signor Giua a Catanzaro, stavolta è il Bari a ringraziare per la svista arbitrale, e a far tesoro dell'episodio favorevole.

I galletti nella ripresa partono subito con il piede schiacciato sull'acceleratore e, anche senza impressionare più di tanto, tolgono ritmo alla manovra dei rosanero, praticamente ingabbiati nella morsa di un centrocampo che lavora come un meccanismo sincronizzato. Ecco, finalmente il Bari torna a giocare da squadra, al cospetto di un Palermo in cui le tante individualità fanno fatica ad amalgamarsi e a conciliarsi. I cambi di Longo, poi, fanno per una volta la differenza: Favilli rileva Lasagna (fischiato, forse ingenerosamente, per l'ennesimo errore sotto porta), Bonfanti entra per Falletti, a centrocampo Bellomo e Oliveri prendono il posto di Favasuli e Maita. Longo rischia, abbandonando la sua prudenza in favore di uno spregiudicato 3-4-1-2, e i risultati arrivano. Favilli lotta e scalpita, Bonfanti si fa pericoloso, dal piede di Bellomo parte l'angolo telecomandato sulla testa di Simic, proteso in tuffo per dare la stoccata definitiva al match.

Insomma, i biancorossi portano a casa il jackpot nel momento in cui conta di più, con la posta più alta. Lo scontro diretto vinto a discapito dei rosanero riporta Longo e i suoi in zona playoff, nell'attesa che il Cesena dell'ex Mignani risponda nella (non facile) sfida contro il Frosinone. Per il momento, comunque, è già un'ottima notizia aver nuovamente risucchiato il Palermo nella bagarre per gli spareggi promozione, togliendo un po' di certezze e fiducia a una squadra alla ricerca di entusiasmo per accreditarsi come favorita nella corsa al terzo slot promozione.

Un traguardo simbolico, per ora, non c'è dubbio; ma comunque si tratta di un'iniezione di fiducia (non scontata) in una squadra travolta dal secondo tempo horror di Carrara, e altalenante nella sfida recuperato all'ultimo respiro contro il Catanzaro. Longo riabbraccia elementi importanti come Maiello, Maggiore e Falletti, capace di fare la differenza in termini di qualità dopo un lungo periodo di appannamento, e si gode le ricostruite certezze in difesa, dove il trio Mantovani-Simic-Obaretin convince e rassicura, e sulle fasce, presidiate da Favasuli e Dorval in grande crescita.

È, quindi, il momento di dare quella continuità che fin qui è quasi sempre mancata, nelle prestazioni e nei risultati, tanto da determinare un campionato perennemente a metà del guado. Raggiunta quota 44 punti, e con un lungo stuolo di squadre nel mezzo, probabilmente lo spauracchio playout è alle spalle. Ci sono, quindi, tutte le premesse per avanzare la propria candidatura ai playoff, e provare a dare l'assalto a quello che - nominalmente - è stato indicato dalla proprietà come l'obiettivo stagionale. Un traguardo che, di per se stesso, non accontenterebbe la tifoseria, in sempre più plateale stato di agitazione nei confronti della famiglia De Laurentiis, ma che almeno proverebbe a conferire un brivido finale al campionato del Bari, e a ridare quella speranza di lottare per la posta piena che alla scalpitante piazza barese manca come l'ossigeno sott'acqua.
  • ssc bari
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