Un mezzo della polizia penitenziaria
Un mezzo della polizia penitenziaria
Cronaca

Tribunale di Bari, il detenuto perde le staffe durante l'udienza. Sei agenti in ospedale

La denuncia del sindacato di polizia penitenziaria: «Non siamo carne da macello per i carcerati»

Elezioni Regionali 2020
Dà in escandescenze durante un'udienza nel palazzo di giustizia di Bari, picchiando con violenza gli agenti della polizia penitenziaria. Il fatto ha visto protagonista ieri un detenuto sotto scorta, C.A. nepalese classe 1987, proveniente dal carcere di Lecce per un'udienza. L'uomo ha mandato in ospedale sei agenti: quattro di loro con prognosi di 7 giorni e due con prognosi da 10. L'uomo ha precedenti irruenti e irrispettosi avverso il personale di vigilanza e di custodia.

«Siamo poliziotti ,non carne da macello per galeotti», dichiara l'FS-CO.S.P., sindacato di polizia penitenziaria. Si ripetono e si susseguono atti di intolleranza, oltraggio e violenza fisica contro Agenti del Corpo della Polizia Penitenziaria, una situazione che a livello nazionale vede circa 3.500 unità di polizia vittime di aggressioni. A Lecce le situazioni estremamente critiche».

«Non sembra arrestarsi il vento aggressivo che travolge le carceri Italiane, una violenza che gli ospiti degli istituti circondariali, o gran parte di essi, continuano a manifestare contro i tutori dell'ordine e della sicurezza non solo all'interno delle carceri come siamo abituati da tempo a denunciare, ma nelle aule di giustizia - dichiara Domenico Mastrulli, segretario della sigla sindacale. Solo ieri al Tribunale di Bari un recluso cittadino straniero con un fine pena al 2021, nel tentativo di divincolarsi, ha impegnato numerose unità di agenti nel tentativo di riportare ordine in aula. L'emergenza di quel momento vissuto tra urla che provenivano dal piano superiore e inferiore al Palazzo di Giustizia, ha portato uomini della scorta di diverse circoscrizioni tra cui Taranto Notp, che in quel momento presidiavano per loro mandato istituzionale altri reclusi ad accorrere. I poliziotti sono usciti dalle aule di giustizia, tra le preoccupazioni del pubblico presente in quel momento nei corridoi, per raggiungere le celle di sicurezza del Tribunale dove, finalmente, è stato allertato il 118 a causa delle esagitate condizioni del recluso, su disposizione del medico poi trasportato sotto scorta dei poliziotti di Taranto all'ospedale a Bari, per poi in serata fare rientro nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce».

«Quello di ieri - prosegue Mastrulli - è stato un episodio che sottolinea la sua indole alla disattenzione dei regolamenti. La situazione delle 196 prigioni d'Italia, il sovraffollamento storico a quota 62mila detenuti e quella della Puglia e Basilicata oltre 4.300 reclusi contro una capienza di 2.300, le dotazioni in organico ai poliziotti D.M. 2001/ D.M: 2017 con una carenza di 12.000 unità, le oltre 130 suicidi nel corpo in questi ultimi 20 anni, le circa 3.500 aggressioni, e le pessime condizioni di qualità della vita dei lavoratori della sicurezza dello Stato, messe a dura prova da una politica del Ministero della Giustizia oramai al capolinea, sono state dalla Federazione sindacale Co.S.P. denunciate nel corso delle tre audizioni al Senato e alla Camera il 13 e 19 novembre scorso».

«In Puglia – continua Mastrulli - servirebbe un ulteriore 25% di personale rispetto alle attuali 2.350 unità così come richiesto con una specifica nota sindacale del 16 Novembre scorso indirizzata al vice presidente della commissione Giustizia, al direttore generale del personale e delle risorse del Dap Massimo Parisi e al provveditore regionale della Puglia dottor Giuseppe Martone».
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