
Scuola e Lavoro
Tra Green Pass e incertezza, c'è preoccupazione per il ritorno a scuola in Puglia
Priorità alla Scuola ha deciso di inviare una lettera di diffida ad autorità nazionali e regionali
Puglia - giovedì 5 agosto 2021
8.45
Il rientro a scuola in Puglia e in tutta Italia sta diventando argomento caldo di questa estate. A poco più di un mese dalla prima campanella dell'anno scolastico 2021/2022 regna ancora l'incertezza, soprattutto legata a temi come il trasporto scolastico per le scuole superiori e l'obbligatorietà o meno del green pass per docenti, personale Ata e studenti. Nel pomeriggio di oggi, alle 16, si terrà un consiglio dei ministri che dovrebbe mettere nero su bianco alcune regole che potrebbero dirimere almeno i dubbi sul discorso Green Pass.
Intanto, il comitato Priorità alla Scuola ha deciso di inviare una lettera di diffida sul tema rientro a scuola al Governo nazionale e a quello regionale. Di seguito il testo della missiva.
«Le sottoscrittrici ed i sottoscrittori della presente diffida sono genitori o parenti di studenti delle scuole primarie e secondarie della Puglia, preoccupati per il prossimo anno scolastico 2021/2022.
Mancano meno di due mesi per l'inizio del nuovo anno scolastico; eppure, dopo ben un anno e mezzo dall'inizio della pandemia, incombe la più totale incertezza e confusione sulle possibili modalità di avvio delle attività per il prossimo anno.
Ad oggi sono ignote le regole di precauzione che saranno prescritte da settembre negli istituti scolastici. Assordante in proposito è il silenzio da parte di chi è istituzionalmente responsabile, in sede nazionale e regionale.
Non risulta che i referenti e i responsabili del corretto e proficuo svolgimento dell'attività scolastica – in sede nazionale, regionale ed ora anche locale – si stiano organizzando per affrontare i diversi scenari che da settembre potrebbero presentarsi. Nulla si sta approntando per la ipotesi - tutt'altro che remota e di fatto già paventata e esternata da taluni - che la regola del distanziamento resti operativa. Invece di individuare ulteriori spazi scolastici di cui ci potrebbe essere necessità, si assiste a clamorose riduzioni di questi, come sta ad esempio avvenendo a Bari (si veda ipotesi si chiusura della scuola Del Prete) con effetti del tutto insostenibili per gli Istituti che nell'anno scola-stico 2020/2021 ne hanno fruito.
Un'inaccettabile e colpevole insufficienza rispetto a quanto disposto per lo scorso anno scolastico emerge pure a proposito delle risorse finanziarie e materiali, così come del personale a disposizione degli Istituti scolastici. Nonostante i fasti retorici del PNRR e le sue vantate opportunità.
Né si sta predisponendo la regolamentazione della quarantena, che non costringa tutti gli studenti della classe ad ulteriori ed inaccettabili restrizioni o che non risulti discriminatoriamente affidata alla discrezionalità sanitaria o scolastica.
Le uniche iniziative proposte – per la verità, solamente in sede mediatica – attengono esclusivamente all'obbligo o comunque alla forte promozione della vaccinazione, anche per i minori. Eppure è evidente che sarà impossibile vaccinare tutti gli studenti di qui al prossimo mese di settembre. A prescindere dai dibattiti, diffusi in tutta Europa, sia sulla non opportunità di somministrare il vaccino in questa fascia di età, sia sulla legittimità della obbligatorietà vaccinale.
Allora, di nuovo, ci troviamo di fronte a mere enunciazioni. O, peggio, ad operazioni volte a distrarre l'attenzione dalla reale gestione dei problemi o a "scaricare" le responsabilità istituzionali sul colpevole di turno (ora i genitori dei minorenni).
Nel frattempo la DAD, la didattica a distanza, resta il grande e comodo "convitato di pietra", la soluzione cui pochi si riferiscono esplicitamente, ma su cui molti confidano in cuor loro, invece di provare a affrontare e superare i problemi organizzativi scolastici.
Ebbene, il diritto alla scuola è stato sacrificato per un anno e mezzo in questo Paese e si protrae di fatto da due anni scolastici: più di quanto avvenuto in qualunque altro Paese europeo e/o regione italiana. La regione puglia è stata più che mai sacrificata a causa delle ordinanze che consentivano la "didattica a scelta" laddove le altre regioni si limitavano a disporre rientri e riaperture per tutti. Un unicum, quello pugliese, che ha penalizzato tutti: studentesse e studenti, docenti e genitori.
La didattica a distanza ha provocato enormi danni a ragazze e ragazzi, alle loro conoscenze (come mostrano i disastrosi dati Invalsi appena pubblicati) ed al loro equilibrio psico-fisico (altro ele-mento ormai accertato, che tuttavia si preferisce ignorare). Per non parlare degli abbandoni scolastici: da moltissimi anni l'Italia è tra le maglie nere in Europa: recentemente due indagini (Sant'Egidio e Ip-sos) hanno aggiornato il dato alle conseguenze della pandemia, stimando la perdita di oltre 200 mila bambini e ragazzi tra settembre 2020 e gennaio 2021. Con il conseguente arruolamento di molti adolescenti nelle file della criminalità organizzata, costatato nei non pochi territori nazionali con grandi problemi e disagi.
Tale situazione è confermato dalla stessa Regione Puglia nel documento di strategia regionale per il contrasto delle povertà educative, a firma degli Assessori Sebastiano Leo (Istruzione, Formazione e Lavoro), Rosa Barone (Welfare) e Massimo Bray (Cultura) dello scorso marzo. A fronte di questi scenari, visibili già da tempo, ma irresponsabilmente ignorati, la sottovalutazione da parte della Governance nazionale, regionale e locale, è stata ed è imbarazzante, oltre che inaccettabile e colpevole.
Pertanto, le sottoscrittrici ed i sottoscrittori, formalmente diffidano i destinatari della presente:
- a non riproporre negli istituti scolastici, per l'anno scolastico 2021-2022, la didattica a distanza (più o meno a scelta) come modalità di gestione delle lezioni;
- ad apprestare tempestivamente tutti gli strumenti organizzativi necessari, quanto alla individuazione e predisposizione degli spazi scolastici; all'adeguamento dei trasporti; al tracciamento ed alle prestazioni sanitarie dando seguito peraltro alla delibera di giunta del 27 gennaio 2021; ad ogni ulteriore profilo connesso per il corretto inizio e svolgimento dell'attività scolastica, nell'anno 2021-2022, anche e soprattutto qualora resti ferma la regola del distanziamento;
- in generale a non posporre, come finora sistematicamente avvenuto, i bisogni e gli interessi degli studenti a quelli di tutti gli altri cittadini, lavoratori e non, di questo Paese.
In difetto le sottoscritte e i sottoscritti si riservano di agire in ogni sede giudiziale, civile e penale, per la responsabilità anche personale, oltre che istituzionale e politica, dei danni arrecati, da imputa-re a tutti coloro che abbiano omesso atti doverosi».
Intanto, il comitato Priorità alla Scuola ha deciso di inviare una lettera di diffida sul tema rientro a scuola al Governo nazionale e a quello regionale. Di seguito il testo della missiva.
«Le sottoscrittrici ed i sottoscrittori della presente diffida sono genitori o parenti di studenti delle scuole primarie e secondarie della Puglia, preoccupati per il prossimo anno scolastico 2021/2022.
Mancano meno di due mesi per l'inizio del nuovo anno scolastico; eppure, dopo ben un anno e mezzo dall'inizio della pandemia, incombe la più totale incertezza e confusione sulle possibili modalità di avvio delle attività per il prossimo anno.
Ad oggi sono ignote le regole di precauzione che saranno prescritte da settembre negli istituti scolastici. Assordante in proposito è il silenzio da parte di chi è istituzionalmente responsabile, in sede nazionale e regionale.
Non risulta che i referenti e i responsabili del corretto e proficuo svolgimento dell'attività scolastica – in sede nazionale, regionale ed ora anche locale – si stiano organizzando per affrontare i diversi scenari che da settembre potrebbero presentarsi. Nulla si sta approntando per la ipotesi - tutt'altro che remota e di fatto già paventata e esternata da taluni - che la regola del distanziamento resti operativa. Invece di individuare ulteriori spazi scolastici di cui ci potrebbe essere necessità, si assiste a clamorose riduzioni di questi, come sta ad esempio avvenendo a Bari (si veda ipotesi si chiusura della scuola Del Prete) con effetti del tutto insostenibili per gli Istituti che nell'anno scola-stico 2020/2021 ne hanno fruito.
Un'inaccettabile e colpevole insufficienza rispetto a quanto disposto per lo scorso anno scolastico emerge pure a proposito delle risorse finanziarie e materiali, così come del personale a disposizione degli Istituti scolastici. Nonostante i fasti retorici del PNRR e le sue vantate opportunità.
Né si sta predisponendo la regolamentazione della quarantena, che non costringa tutti gli studenti della classe ad ulteriori ed inaccettabili restrizioni o che non risulti discriminatoriamente affidata alla discrezionalità sanitaria o scolastica.
Le uniche iniziative proposte – per la verità, solamente in sede mediatica – attengono esclusivamente all'obbligo o comunque alla forte promozione della vaccinazione, anche per i minori. Eppure è evidente che sarà impossibile vaccinare tutti gli studenti di qui al prossimo mese di settembre. A prescindere dai dibattiti, diffusi in tutta Europa, sia sulla non opportunità di somministrare il vaccino in questa fascia di età, sia sulla legittimità della obbligatorietà vaccinale.
Allora, di nuovo, ci troviamo di fronte a mere enunciazioni. O, peggio, ad operazioni volte a distrarre l'attenzione dalla reale gestione dei problemi o a "scaricare" le responsabilità istituzionali sul colpevole di turno (ora i genitori dei minorenni).
Nel frattempo la DAD, la didattica a distanza, resta il grande e comodo "convitato di pietra", la soluzione cui pochi si riferiscono esplicitamente, ma su cui molti confidano in cuor loro, invece di provare a affrontare e superare i problemi organizzativi scolastici.
Ebbene, il diritto alla scuola è stato sacrificato per un anno e mezzo in questo Paese e si protrae di fatto da due anni scolastici: più di quanto avvenuto in qualunque altro Paese europeo e/o regione italiana. La regione puglia è stata più che mai sacrificata a causa delle ordinanze che consentivano la "didattica a scelta" laddove le altre regioni si limitavano a disporre rientri e riaperture per tutti. Un unicum, quello pugliese, che ha penalizzato tutti: studentesse e studenti, docenti e genitori.
La didattica a distanza ha provocato enormi danni a ragazze e ragazzi, alle loro conoscenze (come mostrano i disastrosi dati Invalsi appena pubblicati) ed al loro equilibrio psico-fisico (altro ele-mento ormai accertato, che tuttavia si preferisce ignorare). Per non parlare degli abbandoni scolastici: da moltissimi anni l'Italia è tra le maglie nere in Europa: recentemente due indagini (Sant'Egidio e Ip-sos) hanno aggiornato il dato alle conseguenze della pandemia, stimando la perdita di oltre 200 mila bambini e ragazzi tra settembre 2020 e gennaio 2021. Con il conseguente arruolamento di molti adolescenti nelle file della criminalità organizzata, costatato nei non pochi territori nazionali con grandi problemi e disagi.
Tale situazione è confermato dalla stessa Regione Puglia nel documento di strategia regionale per il contrasto delle povertà educative, a firma degli Assessori Sebastiano Leo (Istruzione, Formazione e Lavoro), Rosa Barone (Welfare) e Massimo Bray (Cultura) dello scorso marzo. A fronte di questi scenari, visibili già da tempo, ma irresponsabilmente ignorati, la sottovalutazione da parte della Governance nazionale, regionale e locale, è stata ed è imbarazzante, oltre che inaccettabile e colpevole.
Pertanto, le sottoscrittrici ed i sottoscrittori, formalmente diffidano i destinatari della presente:
- a non riproporre negli istituti scolastici, per l'anno scolastico 2021-2022, la didattica a distanza (più o meno a scelta) come modalità di gestione delle lezioni;
- ad apprestare tempestivamente tutti gli strumenti organizzativi necessari, quanto alla individuazione e predisposizione degli spazi scolastici; all'adeguamento dei trasporti; al tracciamento ed alle prestazioni sanitarie dando seguito peraltro alla delibera di giunta del 27 gennaio 2021; ad ogni ulteriore profilo connesso per il corretto inizio e svolgimento dell'attività scolastica, nell'anno 2021-2022, anche e soprattutto qualora resti ferma la regola del distanziamento;
- in generale a non posporre, come finora sistematicamente avvenuto, i bisogni e gli interessi degli studenti a quelli di tutti gli altri cittadini, lavoratori e non, di questo Paese.
In difetto le sottoscritte e i sottoscritti si riservano di agire in ogni sede giudiziale, civile e penale, per la responsabilità anche personale, oltre che istituzionale e politica, dei danni arrecati, da imputa-re a tutti coloro che abbiano omesso atti doverosi».


Ricevi aggiornamenti e contenuti da Bari 


.jpg)



.jpg)