.jpg)
Cronaca
Svolta nella caccia alla "banda della marmotta": fermati in cinque, due sono baresi
I colpi messi a segno nell’intero sud Italia. In carcere è finita anche la presunta mente del gruppo, Cataldo Bartolo, 46enne di Bari
Bari - giovedì 5 febbraio 2026
8.41
Cinque fermi, due sono baresi, per una serie di assalti ai bancomat con la cosiddetta tecnica della marmotta tra la provincia di Taranto, la Basilicata, la Campania e pure il Lazio. Ad eseguirli sono stati i Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto. A disporre i provvedimenti è stato il pubblico ministero Francesca Colaci.
Sono stati i militari del Nucleo Investigativo di Taranto ad eseguire nella serata di ieri i cinque fermi smantellando una presunta banda che ha agito con la tecnica della marmotta tra la provincia ionica, la Basilicata, la Campania e anche il Lazio: in carcere è finita la presunta mente del gruppo, Cataldo Bartolo, 46enne barese conosciuto come «Dino», nato a Napoli e residente a Palo del Colle, e in passato ritenuto vicino al gruppo mafioso Parisi, egemone nel quartiere Japigia di Bari.
Nella rete anche tre tarantini e un altro barese, tre di loro sono poco più che ventenni. Si tratta di Rocco Fronza, 21enne di Castellaneta, Valentino Intini, 22enne di Massafra, Alessandro Longo, 28enne di Grumo Appula, e Simone Vinella, 20enne di Castellaneta. Tra le accuse figurano anche gli assalti con l'esplosivo avvenuti alle filiali di Montemesola, da cui è partita l'indagine, e Monteiasi avvenuti lo scorso anno, oltre ai colpi a Palagiano, Mottola e a Scanzano Jonico, ma non solo.
Secondo quanto emerge dal decreto di fermo sono stati numerosi i colpi eseguiti anche nelle province di Cosenza, Benevento, Frosinone, Caserta, Napoli, Salerno e Foggia. L'ultimo è stato messo a segno tra il 2 e il 3 febbraio presso la banca di Medio Credito Centrale di Margherita di Savoia, nella sesta provincia pugliese.
Sono stati i militari del Nucleo Investigativo di Taranto ad eseguire nella serata di ieri i cinque fermi smantellando una presunta banda che ha agito con la tecnica della marmotta tra la provincia ionica, la Basilicata, la Campania e anche il Lazio: in carcere è finita la presunta mente del gruppo, Cataldo Bartolo, 46enne barese conosciuto come «Dino», nato a Napoli e residente a Palo del Colle, e in passato ritenuto vicino al gruppo mafioso Parisi, egemone nel quartiere Japigia di Bari.
Nella rete anche tre tarantini e un altro barese, tre di loro sono poco più che ventenni. Si tratta di Rocco Fronza, 21enne di Castellaneta, Valentino Intini, 22enne di Massafra, Alessandro Longo, 28enne di Grumo Appula, e Simone Vinella, 20enne di Castellaneta. Tra le accuse figurano anche gli assalti con l'esplosivo avvenuti alle filiali di Montemesola, da cui è partita l'indagine, e Monteiasi avvenuti lo scorso anno, oltre ai colpi a Palagiano, Mottola e a Scanzano Jonico, ma non solo.
Secondo quanto emerge dal decreto di fermo sono stati numerosi i colpi eseguiti anche nelle province di Cosenza, Benevento, Frosinone, Caserta, Napoli, Salerno e Foggia. L'ultimo è stato messo a segno tra il 2 e il 3 febbraio presso la banca di Medio Credito Centrale di Margherita di Savoia, nella sesta provincia pugliese.



Ricevi aggiornamenti e contenuti da Bari 






