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Screening tumore cervice uterina, al via inviti al test per 300mila donne in provincia di Bari

Sanguedolce: «Una priorità assoluta per la Asl, puntiamo ad aumentare l’adesione per un obiettivo di salute esteso»

Partono oggi gli inviti per oltre 300mila donne in provincia di Bari ad eseguire gratuitamente l'HPV DNA test primario, la nuova metodica definita dal Protocollo operativo del programma organizzato regionale per lo screening del tumore della cervice uterina. Il centro aziendale Screening della ASL di Bari ha cominciato le procedure per la selezione della popolazione bersaglio e la spedizione degli inviti al 100 per cento delle donne che devono effettuare l'HPV test primario, ossia 38.930 donne di 25-30 anni e 298.051 di 31-64 anni: il primo gruppo sarà chiamato ogni 3 anni, le seconde ogni 5 in caso di esito negativo.

«La Asl – spiega il direttore generale Antonio Sanguedolce – ha riorganizzato, insieme al Dipartimento di prevenzione, i centri screening territoriali e ospedalieri per incentivare l'adesione della popolazione bersaglio. Gli inviti – continua – raggiungeranno il 100 per cento della platea di riferimento, ora stiamo puntando a far crescere l'adesione. Il test HPV è più sensibile del Pap test nelle donne di età superiore ai 30 anni, il che significa- conclude Sanguedolce - che si può diagnosticare in anticipo una lesione preinvasiva e fare quindi una più efficace prevenzione del cancro della cervice uterina».

Il programma di screening oncologico rientra nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), si rivolge alle donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni e prevede l'esecuzione gratuita di un PAP test ogni tre anni nelle donne con una età compresa tra i 25 e i 30 anni, mentre tra i 31 e i 64 anni l'esame di riferimento è diventato l'HPV test da ripetersi ogni cinque anni.

Da quando la ricerca scientifica ha dimostrato che il test HPV è più efficace del Pap test per la prevenzione del cervicocarcinoma, sono stati avviati i primi programmi di screening con test HPV, un esame molecolare di laboratorio che consente di individuare la presenza del virus prima che provochi alterazioni nelle cellule. In questo nuovo programma il Pap test è diventato un esame di completamento e viene letto solo nelle donne risultate positive al test HPV.

A spiegare come è organizzata l'attività nelle strutture della ASL, è la dottoressa Chiara Antonia Genco, responsabile della Unità Operativa Semplice a Valenza Dipartimentale "Screening Cervice Uterina", integrata nel Dipartimento di prevenzione.

«L'organizzazione aziendale dello screening è costituita dal primo livello che comprende i consultori familiari - dichiara la dottoressa Genco - dal secondo livello in cui rientrano gli ambulatori di Colposcopia Ospedalieri e Territoriali e dal terzo livello, rappresentato dagli ambulatori inseriti nelle strutture ospedaliere. La sede operativa della Unità Dipartimentale è presso il PTA di Conversano – aggiunge - punto di riferimento screening cervicale dove si erogano colposcopie, vulvoscopie e biopsie oltre a trattamenti ambulatoriali con radiofrequenza a fini diagnostici e terapeutici. Come attività complementare è attivo anche lo "Sportello HPV" per counseling su vaccini e screening».

Per raggiungere l'incremento della adesione al PAP test/HPV test, la ASL ha messo in atto una serie di azioni tra cui: il richiamo telefonico delle donne non rispondenti da parte dei Consultori Familiari; l'invito, oltre che con lettera, con comunicazione digitale multicanale come l' SMS e l'abilitazione di tutti gli ambulatori di ginecologia a erogare gratuitamente e senza prescrizione medica, alle donne aventi diritto, il PAP test/HPV test in occasione di prestazioni specialistiche ginecologiche.

Il potenziamento della rete screening prevede inoltre l'attivazione a breve di altri 2 centri di secondo livello (colposcopia) presso le sedi distrettuali di Bitonto e Santeramo in Colle, oltre al neoistituito centro di Grumo Appula, che andranno ad aggiungersi ai poliambulatori già esistenti in modo da garantire una più omogenea distribuzione sul territorio rispetto al fabbisogno.

Lo screening necessita di una formazione specifica e qualificata del personale coinvolto, pertanto sono stati organizzati nel mese di settembre tre incontri formativi – il 14, 19 e 21 settembre rispettivamente presso l'Ospedale Perinei Altamura, il PTA di Conversano e l'Ospedale San Paolo di Bari, dedicati a ginecologici, ostetriche, infermieri e psicologi.

Per conoscere meglio il programma di prevenzione, è possibile contattare il consultorio familiare più vicino o utilizzare il numero verde 800055955, attivo il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13. Si può, inoltre, consultare la pagina del portale al seguente link https://www.sanita.puglia.it/web/asl-bari/centro-screening.
  • Asl Bari
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