Una scuola post Covid
Una scuola post Covid
Scuola e Lavoro

Ritorno a scuola in presenza, in Puglia mancano 5 mila unità

Non solo docenti ma anche personale Ata in deficit, Verga (Uil): «Siamo allo sbando, all’improvvisazione, al si salvi chi può»

La scuola riparte in presenza, ma con un deficit di 5 mila unità tra docenti e personale Ata. Inoltre i precari ancora al palo: le procedure delle nuove graduatorie allungano i tempi e li penalizzano.

«Sarebbe bastato un semplice sforzo di umiltà da parte di chi ci governa, magari per farsi spiegare come funziona la scuola da oltre un decennio, e comprendere che il personale precario ha consentito e tuttora consente il funzionamento della scuola statale. Un vero concorso straordinario semplificato avrebbe potuto almeno eliminare un problema aggiuntivo al Covid, ovvero quello di non avere i docenti in cattedra il primo settembre, causando problemi abnormi ai dirigenti scolastici e rendendo estremamente complicato l'avvio di un anno scolastico già di per sé reso difficoltoso dal diffondersi della pandemia».

Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia, commenta così i dati sulle carenze di personale nel sistema scolastico pugliese. Nella nostra regione sono, ad oggi, 3.713 le cattedre e 1.281 i posti di personale Ata ancora vacanti. A livello territoriale, 1.804 in provincia di Bari, 528 Brindisi, 1.060 Foggia, 745 Lecce e 857 Taranto.

«Al problema della pandemia si aggiunge quello dell'assenza di personale che, oggi più che mai, avrebbe dovuto rappresentare una forma di garanzia per le famiglie e gli studenti. Senza dimenticare – prosegue Verga - il numero dei posti vacanti di dirigente scolastico (21) e 40 scuole che non avranno un dirigente scolastico e un direttore amministrativo in quanto sottodimensionate e, quindi, con responsabilità, peraltro non di poco conto, raddoppiate per chi le prenderà in reggenza».

«Siamo allo sbando, all'improvvisazione, al si salvi chi può. Eppure – conclude Verga - il nostro grido di allarme lo avevamo lanciato un bel po' di tempo fa, ma come al solito la scuola, che dovrebbe rappresentare una priorità per la politica, il baluardo sul quale costruire il futuro, è l'ultimo dei problemi del Paese. Per i precari e gli assistenti amministrativi facenti funzione di dsga va trovata una soluzione politica immediata per il reclutamento e per un organico aggiuntivo attraverso un provvedimento legislativo, altrimenti non tentenneremo e torneremo nuovamente in piazza».
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