raffaele fitto
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Politica

Regionali, Fitto: «Durante l’emergenza Covid la Puglia fra le peggiori regioni d’Italia»

Il candidato del centrodestra: «Pochi tamponi e alto tasso di mortalità. Un errore mettere un uomo solo al comando»

Raffaele Fitto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia nelle elezioni del 20-21 settembre, scaglia l'attacco sull'emergenza Covid-19 alla giunta uscente. Durante una conferenza stampa, questa mattina Fitto a detto: «Ci auguriamo che la situazione non degeneri dobbiamo essere pronti ad affrontarla in tutte le sue diverse tipologie. È inevitabile partire da quello che è accaduto: la Puglia non ha gestito bene l'emergenza Covid, alla Puglia è andata bene che è una cosa diversa. Il tentativo del racconto che le cose siano andate bene si scontra con i numeri ufficiali».

Fitto incalza: «Quando parliamo di ciò che è accaduto nei mesi scorsi il termine di paragone non può che essere quello delle regioni del centro Sud. La Puglia ha purtroppo il più alto tasso di mortalità nelle regioni del centro-sud. La Puglia nei mesi scorsi ha effettuato pochi tamponi, perché c'è stato chi ha spiegato che era un errore fare molti tamponi. Dai dati rilevati durante i mesi dell'emergenza veniva fuori che la Puglia era una regione che aveva effettuato un numero di tamponi molto più basso delle altre regioni d'Italia, e che aveva dei dati problematici e preoccupanti sul terreno della mortalità. La Puglia è, insieme all'Umbria, l'ultima regione in termini di capacità tempistica di dare l'esito di un tampone; tempo medio di 11 giorni.

Per l'eurodeputato di Fratelli d'Italia, «La Puglia è stata l'ultima regione in termini di attivazione delle Usca. Lo ha fatto tardi e male ed è stata una delle prime regioni a chiuderle, perché siamo passati dalla fase preoccupante alla fase della Puglia covid free nella quale si invitavano tutti e venire in Puglia. C'è stata un'esclusione totale nei confronti dei medici che dovevano essere le sentinelle sul territorio per costruire con le Usca un sistema di prevenzione territoriale e domiciliare fondamentale, e che invece sono stati completamente esclusi. La terza questione è altrettanto importante: sono state bloccate tutte le altre tipologie di visite specialistiche e gli interventi, come se il Covid potesse interrompere l'avanzare di tutto il resto. C'è stata questa seconda fase nella quale si è entrati in campagna elettorale; Emiliano e Lopalco sono scesi in campagna elettorale con buona pace del Covid, della serietà e della competenza tecnico-scientifica. Sono iniziate delle situazioni imbarazzanti, dichiarazioni, incontri, tavoli per fare delle ordinanze senza un messaggio su come sono state messe in campo delle azioni che hanno creato grande confusione. Si è fatta una comunicazione totalmente sbagliata, con cui si è spiegato che non c'è nessun problema, che la Puglia è una regione Covid free. Io penso che sia stato un grave errore esagerare nell'ottimismo. Oggi la Puglia finalmente ha iniziato a fare un maggior numero di tamponi rispetto a quelli che si facevano prima; sempre, però, insufficienti rispetto a quelli che si dovrebbero fare».

Fitto prosegue: «Per fortuna nelle terapie intensive non ci sono numeri che destano preoccupazione. Questo non vuol dire abbassare la guardia ma capire cosa fare nei prossimi mesi. Noi abbiamo ragionato con diversi tecnici, abbiamo lavorato seriamente perché sappiamo che questo è il primo tema che deve essere amministrato con serietà, con responsabilità e con competenza. Il primo grande errore che noi non compiremo è stato quello che ha visto Emiliano scegliere una persona sola a quale attribuire lo scettro del comando senza confronto con nessuno».

In conclusione, Fitto ha aggiunto: «Il coinvolgimento dei medici è decisivo rispetto a tutto ciò che sarà caratterizzante nell'azione da portare avanti. Riprende la normalità del sistema sanitario di questa regione anche su tutte le altre malattie e visite specialistiche. Dobbiamo definire percorsi chiari che indichino le strutture dentro le quali poter gestire eventualmente un eventuale ritorno della pandemia con numeri importanti e soprattutto essere attenti a gestire una fase molto delicata, con l'apertura delle scuole e l'arrivo delle influenze ordinarie che rischiano di creare molta confusione. Dobbiamo capire come organizzarci per prevenire, per avere un sistema immediato, per affrontare questa questione. Non è un lavoro facile perché non troviamo un sistema organizzato e dobbiamo affrontare il tema dei dispositivi di sicurezza evitando di fare sceneggiate con aerei che arrivano dalla Cina portando dispositivi che per la maggior parte dei casi non sono a norma e per cui si sono spese decine di milioni di euro. Dobbiamo creare le condizioni per poter anche su questo mettere in rete un sistema di piccole medie imprese che sia in grado di poter fornire parte di questo materiale per poter mettere in campo una filiera che possa funzionare».
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