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Ordinanza per non mandare gli studenti a scuola, è polemica politica in Puglia

L'opposizione attacca Emiliano. Gli psicologi avvertono: «Caccia all'untore danno per la comunità»

Il governatore della Regione Puglia ha emanato un'ordinanza con cui si consiglia alle famiglie di non mandare i figli a scuola per 15 giorni, così da evitare la diffusione del Covid-19. Un atto che ha scatenato una feroce polemica nella politica regionale, con accuse e attacchi da parte dell'opposizione all'operato del governatore.

«Il governatore Emiliano, verso il quale ci siamo posti con spirito collaborativo sin da subito, in conferenza stampa ha contribuito ad aumentare la confusione e l'incertezza anziché portare soluzioni - dichiara Marcello Gemmato, deputato terlizzese di Fratelli d'Italia e segretario commissione Affari sociali e sanità alla Camera dei deputati. I suoi dubbi e le sue perplessità avrebbe dovuto esternarli riservatamente in sede istituzionale e di dialogo col Ministero, col Governo e con l'Istituto Superiore di Sanità, non portarli al dibattito generale, in conferenza stampa, aumentando il sentimento di confusione e di incertezza dei pugliesi. Ad oggi i pugliesi non sanno se le scuole devono essere chiuse o no. Chieda quindi al Governo di emanare un'ordinanza valida per la Puglia e non lasci la regione nel caos totale e nel libero arbitrio, non scivoli nella tentazione di voler far campagna elettorale su di un tema che richiede atteggiamenti concreti e sobri».

«Siamo al ridicolo, Emiliano sta dimostrando tutta la sua inadeguatezza nel fronteggiare la questione del Coronavirus e la sua ordinanza rivolta a studenti e datori di lavoro, strampalata e ondivaga, ne è una chiara dimostrazione - dice Nino Marmo, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale. Emiliano se li immagina i bambini delle scuole elementari mentre fanno lezione in videoconferenza? Perché di questo parla nel suo provvedimento, laddove stabilisce il principio della valida attivazione, da parte delle scuole o dei datori di lavoro, di modalità di partecipazione a distanza. Ma cosa stiamo facendo?! La linea di comando deve essere unica, proveniente dal governo centrale, altrimenti faremo la fine della Lombardia. Emiliano deve avere il coraggio di parlare un linguaggio chiaro e adottare una linea coerente: si faccia autorizzare dal governo a chiuderle le scuole, allora. Perché questa ordinanza è fuori da ogni logica, dicendo a tutti, in sostanza, "fate come volete" in via precauzionale. O pensare di imporre la distanza di due metri a scuola... altra cosa impossibile che non può che suscitare ilarità. Emiliano, come Ponzio Pilato, ha deciso di non prendere decisioni e lavarsi le mani... ma non con l'amuchina».

«Abbiamo voluto come Fratelli d'Italia evitare strumentalizzazioni, polemiche e contrapposizioni nonostante ne avessimo ben donde: dall'impreparazione del sistema sanitario che Michele Emiliano ci lascia in dote, con penuria di posti letto di area critica e dell'area medica, e depauperamento dell'area della prevenzione, dai ritardi con il quale si è mosso, tutto preso dall'essere presente alla firma dei contratti degli stabilizzati a Foggia, per finire all'estemporaneità delle disposizioni emanate di volta in volta - dice Ignazio Zullo, capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio regionale. Ma oggi non si può assistere a ordinanze-comunicati stampa con i quali si lascia alla volontà di ogni genitore se mandare o non mandare i figli a scuola, ritenendoli giustificati. Se tale disposizione ha valenza scientifica utile alla prevenzione, dovremmo lasciare alla libera decisione del singolo docente se avviarsi la mattina a scuola per insegnare oppure se restare-giustificato da Emiliano-in via precauzionale a casa. E così per i dirigenti e per il personale Ata perché la diffusione eventuale del Covid19 in un contesto scolastico non ha preferenze per classi di età ossia solo per gli studenti. Si rasenta il ridicolo tanto da confermare ciò che noi abbiamo sempre sostenuto: Emiliano è inadeguato a gestire il ruolo di presidente della Regione Puglia. Una inadeguatezza che offende chi crede nel senso di responsabilità di chi è chiamato a gestire un'emergenza sanitaria come l'attuale. Noi continueremo ad essere responsabili e collaborativi ma qualcuno - e mi auguro lo faccia il premier Giuseppe Conte come ha già fatto per le Marche - richiami Emiliano ad essere più prudente e a soppesare quello che proclama e scrive e se questo qualcuno finalmente si rende conto dell'inadeguatezza di Emiliano lo commissari per questa emergenza perché atteggiamenti maldestri, superficiali e irrazionali che si compiono in Puglia condizionano anche altre parti geografiche dell'Italia e la confusione che si ingenera non aiuterà a controllare l'emergenza».

Sulla questione Coronavirus si è espresso anche l'ordine degli psicologi della Puglia, che in una nota del presidente Vincenzo Gesualdo scrive: «Oltre che rappresentare un reato, diffondere nomi, dati sensibili e foto tramite strumenti di messaggistica e social network, è dannoso per l'intera comunità. La nostra quotidianità è basata su certezze, in questo momento si è creato un vuoto all'interno del quale è fisiologico si annidino ansia e angoscia perché c'è qualcosa che non riusciamo a controllare, ma non possiamo perdere la certezza di riconoscere un senso di collettività. Se ci rendiamo protagonisti diretti o indiretti della caccia al nome dei contagiati, stiamo creando noi stessi i presupposti per spezzare quel patto di rispetto e fiducia che dovrebbe esserci in una comunità. Sentiamo urgente il bisogno di frenare la paura collettiva che sta travolgendo la cittadinanza pugliese. In questi tempi è necessaria una comunicazione efficace, che non sia frammentaria e non sia frammentata, una comunicazione univoca delle fonti ufficiali. Non possiamo cedere alla tentazione di passi autonomi pur di brandire l'effimero primato di aver lanciato per primi una notizia. Gli psicologi invitano tutti i cittadini pugliesi a non lasciarsi travolgere dal sovraffollamento delle informazioni. Bisogna affrontare questa situazione con un setaccio per permettere ai nostri pensieri e alle nostre emozioni di posarsi senza fretta».
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