Il camper del CAPS
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Servizi sociali

Maltempo in arrivo su Bari, via al piano di emergenza per i più deboli

Presentati servizi che l'assessorato al welfare metterà in campo dal 10 dicembre al 31 marzo

Sta arrivando il freddo su Bari e per le persone più fragili il periodo forse più difficile di tutto l'anno. E come ogni anno, l'assessorato al Welfare ha predisposto e coordinato un piano operativo integrato per il periodo che va dal 10 dicembre al prossimo 31 marzo, che si aggiunge a quello offerto dai servizi sociali professionali, dai servizi socio-sanitari e dalla rete dei servizi del Welfare comunale, della Caritas Diocesana e del volontariato laico e cattolico.

L'obiettivo resta quello di fronteggiare l'emergenza freddo, le problematiche e i disagi vissuti dalle persone in situazione di estrema fragilità, solitudine e in condizione di abbandono sociale e relazionale, che si aggravano nei periodi di festa. Il piano è stato preparato a seguito di una serie di incontri e intese programmatiche tra tutte le realtà della rete cittadina. Quest'anno, per la prima volta, nel piano operativo è compresa l'attività dell'Unità per il contrasto alla povertà estrema (UPE), che seguirà i casi più complessi da un punto di vista socio-sanitario, in collaborazione con il P.I.S. e l'unità di strada "Care for People". Quest'ultima nella notte del 17 dicembre effettuerà, per conto dell'assessorato al Welfare, un monitoraggio sull'intero territorio cittadino al fine di individuare eventuali persone senza dimora, in arrivo da altri Comuni e non ancora censite dal Comune di Bari, da accompagnare all'accesso ai servizi del Welfare.

«Attraverso un lavoro coordinato e integrato - ha spiegato questa mattina l'assessora Francesca Bottalico illustrando il piano - da qualche anno non affrontiamo più i mesi invernali con interventi in emergenza. Grazie all'impegno costante della rete composta da oltre 80 realtà pubbliche e private, tra cui la Caritas diocesana e il volontariato laico e cattolico, il piano promosso dall'assessorato al Welfare per fronteggiare le situazioni più complesse è diventato quotidiano, con azioni e sforzi più frequenti in periodi particolari, come quando si abbassano le temperature. Un piano straordinario e complesso che attiviamo anche per fronteggiare l'arrivo di persone senza dimora dall'intera area metropolitana, e a volte dalla regione, specialmente negli ultimi mesi per effetto del decreto Salvini, in quanto il sistema di offerta dei servizi e la professionalità dei volontari sono diventati una sorta di attrattori per il nostro territorio. A tal proposito il 17 dicembre, nelle ore serali, effettueremo un monitoraggio delle persone senza dimora presenti in città per verificare eventuali nuove presenze sul territorio, sconosciute ai servizi sociali. Lo scorso anno, durante il quale il solo centro diurno comunale Area 51 ha assicurato, nei tre mesi più freddi, oltre 17.700 prestazioni, tantissimi interventi sono stati legati essenzialmente alla condizione di anziani soli, privi di relazioni familiari e amicali, che chiedevano semplicemente di parlare o di essere ascoltati. La novità di questa edizione del piano è rappresentata dall'introduzione dell'UPE, un'equipe speciale che da qualche mese segue e orienta le persone multiproblematiche, che spesso portano con sé difficoltà socio-sanitarie, disagi psichici e problemi sanitari complessi. A breve renderemo noti i risultati di un avviso pubblico per la creazione di strutture in grado di accogliere temporaneamente questa tipologia di utenti, in attesa della presa in carico del servizio sanitario nazionale».

«L'impegno ordinario della Caritas diocesana - ha sottolineato don Vito Piccinonna, direttore della Caritas diocesana - non si arresta durante le festività natalizie. Continueremo a garantire pasti caldi per il pranzo e per la cena, quasi tutti i giorni, così come prosegue il nostro impegno al fianco della cooperativa Equal Time nella gestione del centro di accoglienza don Vito Diana. In questa occasione, però, vorrei rimarcare l'attenzione delle 126 comunità parrocchiali della nostra diocesi, metà delle quali sono a Bari, che programmano ordinariamente delle iniziative perché tante realtà e persone fragili possano vivere momenti di relazione e di incontro più forti. Mi riferisco soprattutto alle persone anziane che sentono maggiormente la solitudine ed è bello che vengano affiancate da una relazione di prossimità coltivata nei diversi gruppi parrocchiali. Ad esempio, insieme alle parrocchie, stiamo cercando di coinvolgere, nel periodo natalizio, le famiglie più in difficoltà e le persone particolarmente vulnerabili. A questo proposito vorrei chiedere ai cittadini baresi di testimoniare la solidarietà prestando attenzione al vicinato, invitando chi si sente solo o vive una condizione di disagio. Le grandi manifestazioni di cuore possono mettere a tacere le grandi solitudini che, per negligenza di nessuno, talvolta non vengono viste nonostante esistano».
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