Policlinico di Bari
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La Puglia si prepara all'emergenza, pronti a gestire 2 mila casi simultanei di COVID-19

Per fronteggiare il picco si sta predisponendo una rete di strutture sanitarie riservate esclusivamente al trattamento dell'epidemia

La Puglia si sta preparando a fronteggiare l'atteso picco di contagi. Pronta una rete di strutture sanitarie riservate esclusivamente al trattamento degli ammalati da COVID 19. Un modo per evitare la diffusione del virus a personale sanitario, e gente comune, in strutture di degenza ordinaria e concentrare in poche strutture dedicate i trattamenti riservati per la cura dei pazienti contagiati.

Il piano è tarato per circa 2 mila contagi simultaneamente si basa sull'esperienza delle regioni maggiormente colpite, in cui circa il 50% dei soggetti positivi ha necessità di ospedalizzazione e circa un 10% necessita della terapia intensiva.

La prima struttura che sarà attivata è il "Miulli" di Acquaviva con un'ala intera, completamente indipendente, da 300 posti letto dedicati all'emergenza Coronavirus. Un blocco completate autonomo dal resto della struttura sanitaria in cui 48 posti saranno destinati alla terapia intensiva (in cui sono trattati i pazienti affetti da polmonite intersrtiziale, ovvero i casi con comorbilità) e 14 alla rianimazione. Lo stesso vale per altri presidi ospedalieri, tra cui due in Salento ovvero il Dea di Lecce (con 50 posti letto) e l'ospedale di Copertino.

A Bari, invece, sarà il padiglione Asclepios, come anticipato ieri, ad essere interamente dedicato al COVID-19: anche questa struttura, assolutamente indipendente e con corsie autonome di accesso, disporrà di posti letto di terapia intensiva.

Per quanto riguarda la terapia intensiva, la rete dei posti letto in tutta la regione consta di 289 posti letto, inclusi quelli della rete privata accreditata. Una parte di questi saranno staccati (almeno una cinquantina) e messi a disposizione della rete COVID unitamente ad altri 209 letti di terapia intensiva che la Regione ha programmato di attivare ex novo. L'obiettivo è garantire comunque l'assistenza ai pazienti affetti da altri patologie che necessitano comunque di assistenza intensiva o Rianimazione.

Programmata anche una rete di letti "post acuzie" in cui dirottare i "guariti", ma con il virus attivo, o coloro i quali necessitano di un periodo di riabilitazione polmonare post fase acuta, è il caso, ad esempio, del militare barese guarito da giorni ma rimasto in ospedale per precauzione pur avendo ormai neutralizzato il virus. Alcune di queste strutture individuate sono, ad esempio, il presidio di Triggiano (100 posti letto) di Terlizzi (50 letti) e San Pietro Vernotico, così come altri in fase di organizzazione su base territoriale.
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