La manifestazione a scuola
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Scuola e Lavoro

La proposta dei genitori in Puglia: «Lockdown totale e scuole aperte»

La risposta via social di La Scuola che vogliamo - Scuole diffuse in Puglia al presidente Michele Emiliano

Continua ad essere infiammato il discorso sulla scuola in Puglia. Da una parte il presidente della Regione, Emiliano, e l'assessore Lopalco che ritengono al momento la scuola non sicura, convinzione che ha portato all'ultima ordinanza dello scorso 5 gennaio che parla di 100% di DDI per le scuole di ogni ordine e grado con possibilità di optare per la presenza con formale richiesta. Dall'altra i genitori di Puglia divisi tra coloro che sono d'accordo con il presidente, e coloro che ritengono la scuola in presenza fondamentale anche in questo periodo storico.

Nel pomeriggio di oggi il presidente Michele Emiliano, utilizzando il mezzo che ormai sembra a lui più consono, ovvero Facebook, ha rivolto un invito ai genitori pugliesi, dato che da lunedì la nostra regione sarà di nuovo "gialla". «Siamo sempre in grave pericolo e non siamo affatto in sicurezza - scrive Emiliano - I reparti ospedalieri stanno tornando a riempirsi, pur essendo capienti e organizzati. La curva dei contagi va dunque tenuta comunque bassa anche se abbiamo le terapie intensive pronte ad accogliere tutti quelli che ne hanno bisogno. Rivolgo dunque l'appello di lavorare e studiare da casa a tutti coloro che possono fare a meno di uscire di casa e che possono operare a distanza attraverso la tecnologia. E di non uscire se non per stretta necessità. In particolare rivolgo un appello a tutto il mondo della scuola perché non spinga le famiglie ad andare a scuola in presenza. La mia non è una crociata contro la didattica in presenza, che anche per me e senza alcun dubbio è preferibile a quella a distanza. La nostra decisione è improntata a banalissima prudenza: se in questo modo dovessimo salvare anche un solo nonno/nonna o una sola insegnante o un papà/mamma con malattie che lo rendono fragile, avremmo già raggiunto il nostro scopo. La aule italiane medie sono piccole, anguste, piene zeppe di bambini, con insegnanti e personale scolastico anche in età a rischio. Col freddo pungente di questi giorni non sarà neanche possibile aprire le finestre e il pericolo di una saturazione dell'aria da parte dell'eventuale virus sarà altissimo. Ecco perché chiedo a tutte le famiglie che possono gestire da casa la didattica dei propri figli di preferirla a quella in presenza. È irresponsabile incoraggiare la scelta della didattica in presenza per gli studenti che potrebbero rimanere a casa. Nei prossimi giorni vedremo quanti studenti hanno chiesto la didattica in presenza e verificheremo se saremo stati capaci di valutare - con rispetto della privacy di ciascuno - le necessità di ogni studente nell'ambito della alleanza scuola famiglia senza sovraffollare le classi. Speriamo di superare anche questa prova nel migliore dei modi».

Lungo post che ha suscitato una quasi immediata risposta da parte di "La Scuola che vogliamo - Scuole Diffuse in Puglia", coordinamento di genitori attivi che da maggio scorso si battono per una scuola sicura in presenza. Che dopo diverse proposte ne lanciano oggi un'altra: «Noi crediamo che la Puglia e l'Italia tutta debba andare immediatamente in lockdown. Debba chiudere tutto lasciando aperte solo le scuole».

«Ancora una volta - scrivono - dobbiamo constatare come la Regione Puglia ignori il motivo più profondo della scelta di quelle famiglie che, pur non avendo figli con bisogni educativi speciali o affetti da disturbi dell'apprendimento, abbiano scelto di mandare i loro piccoli a scuola. I genitori sanno che per questi piccoli la scuola è salute e lo sanno bene, perché ne hanno sperimentato l'assenza per tre mesi e mezzo sulla propria pelle e soprattutto su quella dei propri bambini e dei propri ragazzi che, nella primissima, prima, seconda infanzia e preadolescenza soprattutto, ma anche in fase adolescenziale non possono avvalersi di una didattica a distanza in maniera esclusiva e protratta perché questa forma di didattica (ampi studi lo confermano) oltre le tre settimane è addirittura dannosa (qualora anche sia dimostrato che, soprattutto per le fasce d'età sino agli 11 anni, sia efficace sotto il profilo didattico). Quello che crediamo è che sia più semplice per chi governa i territori chiudere tutte le scuole indiscriminatamente piuttosto che: istituire zone rosse; fare screening mirati sui gruppi classe (così come avvenuto in Trentino o come avviene in taluni virtuosi comuni, anche della Puglia); organizzare servizi d'ordine davanti a tutti gli istituti; in ultima analisi sospendere l'attività didattica (quindi anche quella a distanza) e recuperare le settimane perdute a giugno pensando di far slittare il termine dell'anno scolastico il 30 Giugno così come già avviene per la scuola dell' infanzia (con la sola eccezione per le ultime classi che dovranno sostenere esami di fine ciclo o di maturità). Si chiede aiuto alle famiglie per garantire coesione sociale senza dare alle famiglie alcuno strumento per assicurare salute e tranquillità ai più piccoli e ai ragazzi. La Puglia è davvero una regione bellissima ma su questi presupposti riteniamo che non sia un posto per chi qui deve crescere dei bambini e dei ragazzi».
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