Giornata internazionale delle persone con disabilita oggi lincontro a Palazzo di citta JPG
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Territorio

Eliminazione delle barriere architettoniche, Galasso: «Pronto itinerario da stazione a Bari vecchia»

In Comune l'incontro per la giornata mondiale delle persone con disabilità. L'assessore: «Già investiti 200mila euro per interventi in tutta la città»

Bari si avvia a essere città senza barriere architettoniche. Ieri, nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, si è tenuto un incontro nel corso del quale Gianni Romito, consigliere incaricato alle Politiche di prevenzione del disagio sociale, Marco Livrea, consigliere incaricato alle Politiche di tutela del diritto dell'accessibilità urbana, Walter Albrizio, presidente dell'associazione Strada Facendo, e Luca Mazzone, campione paralimpico HandBike, hanno riflettuto sulle difficoltà che ancora oggi le persone con disabilità fisica e psichica affrontano per vedersi riconosciuti alcuni diritti essenziali.

All'incontro è intervenuto anche l'assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso, che nell'occasione ha fatto un punto sull'avanzamento degli interventi del PEBA - Piano per l'abbattimento delle barriere architettoniche comunale, il programma triennale finanziato per 900mila euro. «Abbiamo investito i primi 200mila euro del piano per realizzare una serie di interventi in tutta la città, da Loseto nuova, passando per via Amoruso, a Poggiofranco, mentre è in via di completamento l'itinerario accessibile che collega la stazione centrale con piazza Chiurlia, dove stiamo ultimando la rampa che consentirà alle persone in carrozzina di eludere la scalinata esistente. Sono stati appena finanziati altri 300mila euro che ci consentiranno di eseguire una serie di nuovi interventi puntuali in diversi quartieri della città, ma ciò che più conta, e che segna quel cambio di passo auspicato, è che tutti i nuovi cantieri in città riguardano opere con zero barriere. Nel caso dei lavori di via Amendola siamo stati in grado di anticipare alcuni interventi di abbattimento delle barriere proprio per accogliere le esigenze dei residenti con disabilità della zona che attraversavano le aree prossime al cantiere e che hanno ricevuto benefici dalle migliorie apportate. Ci vorrà del tempo per colmare il gap esistente, ma grazie anche al dialogo costante con Marco Livrea e Gianni Romito, che ringrazio per il loro impegno costante sui temi delle pari opportunità e dell'accessibilità, la nostra amministrazione dispone di progetti validi e delle necessarie coperture finanziarie per rendere la nostra città sempre più inclusiva e rispettosa dei diritti di tutti».


L'edizione 2019 della Giornata internazionale delle persone con disabilità è dedicata al tema del "durante e dopo di noi", con l'intento di riconoscere ai cittadini con disabilità il diritto a essere adulti con le proprie caratteristiche e con i supporti necessari. «Non vogliamo parlare solo oggi di disabilità né limitarci a celebrarla - ha detto Gianni Romito -. Vogliamo poter programmare e chiedere a tutte le istituzioni di assicurare la necessaria continuità dei servizi e delle azioni da realizzare, possibilmente in tempi certi. Anche qui nella nostra città ci sono ancora tante persone disabili che rischiano di vivere una condizione di isolamento istituzionale e sociale, perché non basta l'impegno delle associazioni ma ci vuole un cambio di passo significativo. Per questo, oggi, torniamo a chiedere un impegno diffuso per garantire alle persone disabili, e alle famiglie che se ne prendono cura, una vita migliore».

«Dal 1981 il 3 dicembre celebriamo le persone con disabilità fisiche e intellettive e tutte le persone che vivono difficoltà di varia natura - ha commentato Marco Livrea -. Ma è tempo di passare dalle parole ai fatti in tante dimensioni dell'esistenza, perché nessuno di noi ha una vita di ricambio e in questa vita il fattore tempo è fondamentale per migliorare concretamente le cose. È molto difficile lavorare senza avere riscontri rapidi, ed è dura aspettare anni per vedere realizzati gli interventi necessari a garantire diritti essenziali, a partire dall'abbattimento delle barrire architettoniche e di quelle sanitarie, che rendono un percorso a ostacoli anche l'esperienza della malattia. Abbiamo bisogno di un'organizzazione di regia che faccia muovere velocemente le cose. Il tema di questa giornata, non a caso, focalizza l'attenzione sul durante e dopo di noi, a riprova dell'importanza di un contesto che faciliti la vita del disabile adulto, anche al venir meno dei suoi riferimenti familiari e di cura».

«La dimensione della disabilità non deve restare un problema di pochi ma deve diventare un problema di tutti - ha proseguito Walter Albrizio -: perché questo accada è necessario un deciso cambio di scenario. Dobbiamo far crescere una cultura inclusiva, un'idea dell'accoglienza che non si concentri solo sul business ma guardi alla solidarietà e all'integrazione di tutte le persone con minore autonomia. Credo che questo aspetto sia fondamentale, perché prima ancora che investire sul piano realizzativo è necessario lavorare sul piano della consapevolezza civica, che si misura a partire dalle piccole cose, come il rispetto dei posti riservati ai disabili, per diffondere un nuovo approccio che sia realmente inclusivo».

Luca Mazzone, campione paralimpico di handbike, ha raccontato la sua esperienza dopo l'incidente che nel '90 lo ha costretto sulla sedia a rotelle a causa di una lesione cervico-midollare: la sua lunga riabilitazione in un centro specializzato a Marsiglia, all'avanguardia rispetto al nostro Paese, e poi, al ritorno in Puglia, la fatica e la tenacia necessarie per continuare il percorso riabilitativo, il valore dello sport, nonostante tutte le difficoltà legate all'assenza di personale formato per seguire persone disabili e la consapevolezza di quanto ancora ci sia da fare nelle nostre città per renderle effettivamente accessibili e inclusive.

Tutti i relatori hanno sottolineato come gran parte delle azioni e dei progetti dedicati al mondo della disabilità riguardino i minori, com'è giusto che accada, ma che così facendo i giovani adulti rischiano di scomparire dalle politiche di welfare, privi di riferimenti e di supporti concreti. Di qui la necessità di continuare a garantire sostegno non solo alle persone disabili, ma anche a chi se prende cura quotidianamente.
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  • barriere architettoniche
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