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Coronavirus, il Comune di Bari incentiva il telelavoro dei dipendenti

Si tratta di particolari categorie: chi è esposto al contagio, chi usa i mezzi pubblici per spostarsi e chi cura i propri figli se le scuole dovessero chiudere

In tempi di Coronavirus, anche il Comune di Bari corre ai ripari. La giunta ha infatti approvato una normativa transitoria e urgente che consentirà a particolari categorie di dipendenti di passare a una modalità di lavoro "agile". Come previsto dal paragrafo 3 della direttiva 1/2020 "Emergenza epidemiologica COVID-2019", si tratta di dipendenti portatori di patologie che li rendono maggiormente esposti al contagio, di coloro che si avvalgono di servizi pubblici di trasporto per raggiungere la sede lavorativa o di lavoratori sui quali grava la cura dei figli a seguito dell'eventuale contrazione dei servizi di asilo nido e scuola dell'infanzia.

Quanti siano interessati ad avvalersi di questa opportunità potranno inoltrare domanda motivata al direttore della ripartizione di appartenenza, che entro 24 ore fornirà loro riscontro sulla possibilità di passare alla modalità di lavoro flessibile, verificate la compatibilità con le mansioni da svolgere e l'adeguatezza della strumentazione disponibile.
Ottenuta l'autorizzazione, i dipendenti comunali potranno quindi lavorare da casa, collegandosi con i propri dispositivi informatici (pc portatili, tablet, smartphone o quant'altro ritenuto opportuno) alle piattaforme in uso nel Comune di Bari per espletare la prestazione lavorativa, assicurando la reperibilità nella fascia oraria di compresenza lavorativa, vale a dire dalle ore 9 alle 14 e dalle ore 16 alle 18 per il solo giorno di rientro.
L'attestazione della presenza in servizio sarà effettuata attraverso l'utilizzo di apposita App per smartphone da installare sul dispositivo messo a disposizione del dipendente secondo le indicazioni contenute nell'accordo individuale.
I dipendenti che usufruiranno della modalità di lavoro "agile" saranno comunque soggetti a tutti i vincoli relativi alla riservatezza sui dati trattati e tenuti ad assumere un comportamento a maggior ragione diligente al fine di assicurare la corretta funzionalità delle attrezzature e dei collegamenti.
Questa misura sarà applicabile per un mese, fatta salva la possibilità di proroga in relazione all'evolversi della situazione epidemiologica: il Comune si riserva infatti la possibilità di prorogare la durata della prestazione lavorativa in modalità agile, sulla base delle indicazioni degli organi competenti al monitoraggio della situazione sanitaria e delle eventuali direttive impartire dagli organi competenti.
"Questo regolamento rappresenta uno strumento di prevenzione in caso ci dovessero essere situazioni di difficoltà da parte di alcuni dipendenti comunali legati alla propria condizione o a restrizioni di altri enti che complicherebbero la gestione della vita familiare - commenta l'assessore al Personale Vito Lacoppola -. Stiamo parlando di una modalità di lavoro che, seppur introdotta in una situazione di difficoltà come quella che il Paese sta vivendo in questi giorni, può rappresentare un valore e uno strumento utile per l'amministrazione pubblica e per alcuni lavoratori, anche in altre situazioni. È bene ribadire che i dipendenti che potranno aderire a questa forma flessibile di impiego sono esclusivamente coloro che non gestiscono situazioni in cui si richieda la presenza fisica per il tipo di prestazione offerta, così come è giusto assicurare che i loro doveri e diritti saranno garantiti e controllati dall'amministrazione, in modo che non si possa mai scambiare il lavoro flessibile con eventuali privilegi o permessi di alcun genere. L'amministrazione comunale in questo modo sta facendo tutto quello che è nelle sue possibilità per aderire alle misure nazionali indicateci in merito alla prevenzione e al contenimento del virus in circolazione".
  • Comune di Bari
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