
Attualità
Chirurgia robotica al Policlinico di Bari: in funzione il nuovo robot "Da Vinci Single Port"
Il robot consente l'inserimento di tre strumenti chirurgici articolati e di un endoscopio 3D HD
Bari - mercoledì 28 gennaio 2026
11.01 Comunicato Stampa
Una singola incisione di circa 2,5 centimetri consente, grazie alla chirurgia robotica di ultima generazione, di entrare nel campo operatorio con una visione tridimensionale altamente ingrandita e definita; ciò garantisce massima precisione e una libertà di movimento degli strumenti paragonabile a quella delle mani del chirurgo che, invece, opera a distanza dalla console, guidando l'intervento attraverso due controller che muovono gli strumenti su più assi.
Al Policlinico di Bari è entrato in funzione il nuovo robot chirurgico Da Vinci Single Port, un sistema innovativo di chirurgia robot-assistita che colloca l'Azienda ospedaliero-universitaria barese tra i primi ospedali in Italia a disporre di questa tecnologia.
Il robot consente l'inserimento, attraverso un'unica incisione di pochi centimetri, di tre strumenti chirurgici articolati e di un endoscopio 3D HD completamente snodato, migliorando in modo significativo la visualizzazione delle strutture anatomiche e la precisione dei gesti chirurgici.
Il primi interventi sono stati effettuati dal prof. Pasquale Ditonno, direttore dell'unità operativa di Urologia e del Centro Trapianti di Rene del Policlinico. Il robot è stato acquistato grazie a un finanziamento della Regione Puglia nell'ambito del FESR-FSE 2021-2027, Azione 8.4 "Rinnovo e potenziamento delle strutture ospedaliere e sviluppo della telemedicina".
«Abbiamo avviato il programma a dicembre con i primi interventi sulla prostata e da febbraio estenderemo l'utilizzo del robot single port anche alla chirurgia renale, sempre con accesso extraperitoneale», chiarisce il prof. Ditonno.
«Questa tecnologia – spiega – consente di accedere evitando completamente la cavità addominale, con un approccio extraperitoneale raggiungiamo direttamente prostata e rene attraverso un passaggio molto ridotto, realizzando una chirurgia realmente mininvasiva. I vantaggi per i pazienti sono concreti: in molti casi il dolore post-operatorio è quasi azzerato, la necessità di analgesici si riduce drasticamente, la ripresa intestinale è immediata e i tempi di degenza si accorciano sensibilmente, con dimissioni già in prima o seconda giornata».
La chirurgia urologica è caratterizzata da una fondamentale fase ricostruttiva, indispensabile per il recupero di funzioni delicate come la continenza urinaria e la sessualità, oltre che di funzioni vitali come il corretto funzionamento dei reni.
Questa tecnologia consente, tra le altre applicazioni, di rimuovere tumori renali di 8 -10 centimetri preservando il rene, di asportare la prostata salvaguardando continenza ed erezione e di correggere malformazioni congenite.
«L'introduzione del robot Da Vinci Single Port si inserisce in una strategia di innovazione tecnologica che il Policlinico di Bari sta portando avanti in modo strutturato e continuativo», sottolinea il direttore generale Antonio Sanguedolce.
«La chirurgia robotica rappresenta oggi uno degli ambiti di sviluppo dell'Azienda ospedaliero-universitaria e consente di migliorare la qualità e la sicurezza delle cure, riducendo l'impatto chirurgico per i pazienti e valorizzando al tempo stesso le competenze dei professionisti. Al Policlinico il programma di robotica assistita coinvolge anche la chirurgia generale e la ginecologia, con un investimento costante nella formazione delle équipe e nell'integrazione tra attività assistenziale, didattica e ricerca. Il percorso di sviluppo è destinato ad ampliarsi ulteriormente, con la prossima introduzione in chirurgia vertebrale e le prime sperimentazioni già avviate in ambito di chirurgia plastica», conclude Sanguedolce.
Al Policlinico di Bari è entrato in funzione il nuovo robot chirurgico Da Vinci Single Port, un sistema innovativo di chirurgia robot-assistita che colloca l'Azienda ospedaliero-universitaria barese tra i primi ospedali in Italia a disporre di questa tecnologia.
Il robot consente l'inserimento, attraverso un'unica incisione di pochi centimetri, di tre strumenti chirurgici articolati e di un endoscopio 3D HD completamente snodato, migliorando in modo significativo la visualizzazione delle strutture anatomiche e la precisione dei gesti chirurgici.
Il primi interventi sono stati effettuati dal prof. Pasquale Ditonno, direttore dell'unità operativa di Urologia e del Centro Trapianti di Rene del Policlinico. Il robot è stato acquistato grazie a un finanziamento della Regione Puglia nell'ambito del FESR-FSE 2021-2027, Azione 8.4 "Rinnovo e potenziamento delle strutture ospedaliere e sviluppo della telemedicina".
«Abbiamo avviato il programma a dicembre con i primi interventi sulla prostata e da febbraio estenderemo l'utilizzo del robot single port anche alla chirurgia renale, sempre con accesso extraperitoneale», chiarisce il prof. Ditonno.
«Questa tecnologia – spiega – consente di accedere evitando completamente la cavità addominale, con un approccio extraperitoneale raggiungiamo direttamente prostata e rene attraverso un passaggio molto ridotto, realizzando una chirurgia realmente mininvasiva. I vantaggi per i pazienti sono concreti: in molti casi il dolore post-operatorio è quasi azzerato, la necessità di analgesici si riduce drasticamente, la ripresa intestinale è immediata e i tempi di degenza si accorciano sensibilmente, con dimissioni già in prima o seconda giornata».
La chirurgia urologica è caratterizzata da una fondamentale fase ricostruttiva, indispensabile per il recupero di funzioni delicate come la continenza urinaria e la sessualità, oltre che di funzioni vitali come il corretto funzionamento dei reni.
Questa tecnologia consente, tra le altre applicazioni, di rimuovere tumori renali di 8 -10 centimetri preservando il rene, di asportare la prostata salvaguardando continenza ed erezione e di correggere malformazioni congenite.
«L'introduzione del robot Da Vinci Single Port si inserisce in una strategia di innovazione tecnologica che il Policlinico di Bari sta portando avanti in modo strutturato e continuativo», sottolinea il direttore generale Antonio Sanguedolce.
«La chirurgia robotica rappresenta oggi uno degli ambiti di sviluppo dell'Azienda ospedaliero-universitaria e consente di migliorare la qualità e la sicurezza delle cure, riducendo l'impatto chirurgico per i pazienti e valorizzando al tempo stesso le competenze dei professionisti. Al Policlinico il programma di robotica assistita coinvolge anche la chirurgia generale e la ginecologia, con un investimento costante nella formazione delle équipe e nell'integrazione tra attività assistenziale, didattica e ricerca. Il percorso di sviluppo è destinato ad ampliarsi ulteriormente, con la prossima introduzione in chirurgia vertebrale e le prime sperimentazioni già avviate in ambito di chirurgia plastica», conclude Sanguedolce.
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