centro ludico melo da bari
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Servizi sociali

Centro ludico multiculturale "Melo da Bari", al via le attività. Pubblicate le graduatorie

Servizio rivolto ai piccoli tra 3 e 36 mesi. Bottalico: «Presto case della neogenitorialità a Carbonara, San Pio e San Paolo»

L'assessora al Welfare Francesca Bottalico rende noto che sono in partenza le attività per l'annualità 2022/23 del Centro ludico multiculturale per la prima infanzia "Melo da Bari" (in via Maggiore Turitto 13, nel quartiere Libertà), gestito da cooperative sociali individuate a seguito di procedura ad evidenza pubblica. In data odierna, infatti, sono state approvate le graduatorie ad esito dell'avviso per le nuove iscrizioni. In questi giorni il soggetto gestore contatterà le famiglie in vista dell'avvio del servizio, in partenza nei primi giorni di ottobre.

Il servizio è rivolto ai bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi, anche con disabilità, residenti nel Comune di Bari e che non frequentino asili pubblici, e a chi ha in carico la loro crescita e formazione (genitori, parenti, o altro). Il servizio propone percorsi didattici rivolti alla promozione dell'intercultura, grazie alla presenza di equipe specializzate multiculturali sottoposte a supervisione e formazione periodiche a garanzia della qualità del servizio reso.

Il centro intende promuovere il benessere dei bambini favorendo il loro sviluppo in un contesto a misura dei loro bisogni, capacità, aspirazioni e della loro specifica situazione, rappresentando un contesto di incontro e sperimentazione scandito da momenti di socializzazione, gioco e apprendimento. La struttura si pone, inoltre, come punto di riferimento per i genitori o gli adulti responsabili, cui offre la possibilità di conciliare al meglio i tempi di vita-lavoro e, soprattutto, di trovare ascolto qualificato e percorsi di sostegno alla genitorialità. Le attività prevedono la costituzione di gruppi o sottogruppi subordinati a progetti specifici studiati sulla base del processo di crescita.

«Siamo particolarmente felici di avviare un nuovo anno educativo e di potenziare ulteriormente l'offerta dei servizi per la prima infanzia e il sostegno alla genitorialità sul territorio comunale, specialmente in un quartiere come il Libertà - commenta Francesca Bottalico -. Parliamo di un servizio unico nel suo genere, insieme a quello omologo di Poggiofranco, in quanto a gestione pubblica e dotato di un'equipe socio-pedagogica e psicologica altamente qualificata che annovera competenze anche in ambito interculturale. Il Centro ludico per la prima infanzia, nato nel 2016 a livello sperimentale, è diventato nel tempo uno dei servizi maggiormente richiesti dai nuclei familiari e oggi propone programmi didattici, anche bilingue, momenti formativi e di sostegno per gruppi di genitori e famiglie di ogni cultura e provenienza sociale. Un importante percorso sociale, culturale, pedagogico e interculturale che, a partire dalla centralità dei bambini e delle bambine, si pone come obiettivo un lavoro educativo integrato e multidisciplinare con l'intera rete familiare, rispondendo a una visione di welfare attenta alla dimensione culturale ed educativa della famiglia nel suo complesso. Nelle prossime settimane inaugureremo le Case della neogenitorialità a Carbonara, San Pio e San Paolo per offrire sostegno ai genitori e alle mamme minorenni, e procederemo all'ampliamento della Casa dei bambini e delle bambine e dei Centri di ascolto per le famiglie disseminati sul territorio. Il nostro lavoro proseguirà in questa direzione affinché, specialmente in questo momento di grande difficoltà sociale-economica e psicologica, i genitori e le giovani coppie vengano sostenuti e accompagnati nella scelta del loro futuro».

Gli obiettivi del servizio rispondono alla necessità di promuovere i diritti del bambino definendone i bisogni in funzione del migliore sviluppo attraverso la realizzazione di un progetto individuale da strutturare assieme ai genitori e agli adulti di riferimento; di costruire un contesto che sostenga il benessere e lo sviluppo di ogni bambino; di affiancare i genitori, ascoltandoli, confrontandosi con loro e rinforzandone le risorse; di promuovere l'inclusione sociale della famiglia, favorendo la conoscenza e l'accesso alle risorse presenti; di garantire un approccio centrato sulla nozione di bisogni evolutivi piuttosto che sulle mancanze/inadeguatezze delle figure parentali.

Il servizio, attivo dal lunedì al venerdì, è strutturato in due turni (ore 9-13 e 15-19): ogni turno ospita 25 bambini, di cui due con disabilità. Nell'anno educativo in partenza sono 83 le domande pervenute per il turno mattutino e 11 quelle per il turno pomeridiano: quanti hanno fatto richiesta per il turno mattutino, e sono stati inseriti in lista d'attesa, potranno usufruire in alternativa del servizio pomeridiano.
  • Francesca Bottalico
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