12 luglio - la cerimonia a bari
12 luglio - la cerimonia a bari
Vita di città

Bari ricorda le vittime del 12 luglio a 2 anni dal disastro ferroviario

Una targa con i 23 nomi in piazza Moro. Decaro: «Abbiamo scelto questa fontana perché l'acqua è simbolo di vita». Sul luogo dell' incidente il ministro Toninelli

Due anni sono passati da quel tragico 12 luglio del 2016, ma il tempo non è medicina sufficiente a rimarginare la ferita lasciata aperta dall'incidente ferroviario sulla tratta Andria-Corato della Bari Nord. 23 vittime che ancora reclamano giustizia; la prima udienza preliminare del processo è infatti prevista per lunedì prossimo 16 luglio. Ne resta vivo il ricordo, non solo nel cuore della Puglia ma di tutta l'Italia.

Anche Bari, in qualità di capoluogo di regione e di snodo ferroviario centrale per tutta la regione, ha voluto commemorare stamattina quei morti innocenti, i cui nomi da oggi resteranno incisi su una targa depositata davanti alla fontana di piazza Aldo Moro, nei pressi della stazione. Una cerimonia sobria, a cui hanno partecipato il sindaco metropolitano Antonio Decaro, il presidente della Regione Michele Emiliano, i sindaci dei comuni coinvolti e le famiglie di chi ha perso la vita in quel funesto giorno. Non ha retto all'emozione e al forte caldo la madre di una delle vittime, che ha accusato un malore. Immediatamente soccorsa dall'ambulanza, la signora è stata trasportata in ospedale per ulteriori accertamenti quando già aveva ripreso conoscenza.

«Ricorderemo quelle 23 persone per sempre - dice il sindaco di Bari prima di leggere i 23 nomi. A loro abbiamo voluto dedicare oggi una targa; un modo per abbracciare le famiglie delle vittime e i superstiti di quella tragedia ferroviaria. Il luogo è fortemente simbolico: la stazione delle stazioni pugliesi, da cui passano ogni giorno migliaia di convogli e di pendolari. Anche la fontana ha un forte valore simbolico, perché l'acqua è simbolo della vita, il bene più prezioso che abbiamo».

«23 ulivi - continua Michele Emiliano - ricorderanno sempre che cosa è accaduto quel giorno a tutti coloro che nel tempo assumeranno la responsabilità delle nostre vite. Questi ulivi sono stati piantati davanti all'ingresso della Regione Puglia, perché il 12 luglio è una data che dobbiamo legare non solo al ricordo di queste persone, ma anche all'impegno di ognuno di noi. Tutti svolgiamo delle funzioni, molte delle quali legate alla vita degli altri; le scelte possono portarci a fare un errore gravissimo. Con l'aiuto delle associazioni dei parenti delle vittime continueremo a ricordare che vogliamo vivere con pienezza, utilizzando la tecnologia, viaggiando e incuriosendoci, guardando la meraviglia di questa regione bellissima. Conservo ancora nel mio ufficio un libro rosa che apparteneva a uno dei passeggeri, dedicato alla maternità, insieme alla bandiera rossa del capotreno. Queste vittime hanno diritto di essere ricordate come un gruppo di cittadini inermi, lasciati da soli davanti a scelte sbagliate che qualcuno dovrà pagare. La verità aiuta a metabolizzare questo dolore infinito».

«Per le nostre città - dice Nicola Giorgino, sindaco di Andria - è cambiata la storia. La nostra comunità ne è venuta fuori lacerata; è difficile ripartire senza chiedersi "perché a me?". Credo che il processo farà la sua parte, stabilirà verità e giustizia individuando i responsabili. Quelle che possiamo fare è ricominciare cercando di essere vicini a queste persone la cui vita si è trasformata, così come si è trasformata per tutte le nostre comunità». Sul luogo dell' incidente anche il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. "I livelli di sicurezza delle reti ferroviarie italiane - spiega- hanno standard molto elevati, invidiabili a livello europeo. Questo non sempre accade per le linee di proprietà regionale, e dove non accade e dove si mette a repentaglio la qualità del servizio i presidenti di regione dovrebbero assumersi la responsabilità di disinteressarsi di alcuni luoghi di potere, trasferire i binari a reti ferroviarie italiane non rinnovando la concessione a chi non ha adempiuto come da contratto alla qualità del servizio e alla sicurezza del servizio".
 
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