.jpg)
Cronaca
Bancomat scassinati, altri cinque arresti. Nella banda un 23enne di Bari
Si tratta di Ivan Caruso. Il covo della banda individuato a San Gennaro Vesuviano. Recuperati circa 20mila euro
Bari - sabato 7 febbraio 2026
10.01
Un'altra "banda della marmotta" finisce in carcere: 5 le persone arrestate da Carabinieri e Polizia di Stato. In manette Ivan Caruso, 23enne di Bari. Con lui Gennaro Miranda e Giuseppe Nappo, 55enne e 44enne di San Gennaro Vesuviano, Michele Russo, 45enne di Cerignola, e infine Giuseppe Spalierno, 22enne di Modugno.
Una banda interregionale, con membri napoletani e pugliesi. Tutti sono ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso, oltre ad essere stati anche denunciati per ricettazione e deposito di materie esplodenti senza licenza dell'autorità e senza le prescritte cautele. Due i colpi che la banda avrebbe messo a segno: quelli a Casavatore e Agerola, in provincia di Napoli, attraverso la tecnica della marmotta. A mettere gli investigatori sulle tracce del gruppo, proprio il colpo ad Agerola.
Qui, la banda era scappata con circa 20mila euro a bordo di una vettura in direzione di Amalfi: dopo un inseguimento, durante il quale i ladri hanno lanciato chiodi a tre punte che hanno bucato gli pneumatici delle auto degli agenti, è intervenuta una nuova vettura, stavolta da Salerno. I ladri hanno così invertito la corsa, fino a Cetara dove hanno lasciato il veicolo e fatto perdere le proprie tracce. Dagli accertamenti, è emerso che le targhe dell'auto usata dai banditi erano state rubate.
Le indagini hanno consentito di risalire però al covo della banda, a San Gennaro Vesuviano. I cinque sono stati sorpresi con la refurtiva. In casa, trovati 10 ordigni esplosivi, torce frontali, chiodi a tre punte e attrezzature in metallo: tutto materiale per produrre le "marmotte" utilizzate poi per i colpi negli sportelli bancomat.
Una banda interregionale, con membri napoletani e pugliesi. Tutti sono ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso, oltre ad essere stati anche denunciati per ricettazione e deposito di materie esplodenti senza licenza dell'autorità e senza le prescritte cautele. Due i colpi che la banda avrebbe messo a segno: quelli a Casavatore e Agerola, in provincia di Napoli, attraverso la tecnica della marmotta. A mettere gli investigatori sulle tracce del gruppo, proprio il colpo ad Agerola.
Qui, la banda era scappata con circa 20mila euro a bordo di una vettura in direzione di Amalfi: dopo un inseguimento, durante il quale i ladri hanno lanciato chiodi a tre punte che hanno bucato gli pneumatici delle auto degli agenti, è intervenuta una nuova vettura, stavolta da Salerno. I ladri hanno così invertito la corsa, fino a Cetara dove hanno lasciato il veicolo e fatto perdere le proprie tracce. Dagli accertamenti, è emerso che le targhe dell'auto usata dai banditi erano state rubate.
Le indagini hanno consentito di risalire però al covo della banda, a San Gennaro Vesuviano. I cinque sono stati sorpresi con la refurtiva. In casa, trovati 10 ordigni esplosivi, torce frontali, chiodi a tre punte e attrezzature in metallo: tutto materiale per produrre le "marmotte" utilizzate poi per i colpi negli sportelli bancomat.



Ricevi aggiornamenti e contenuti da Bari 



j.jpg)
.jpg)

.jpg)