
Nuove aiuole infestate da erbacce alte sul lungomare di Santo Spirito
Ancora degrado, ancora cantiere aperto, ancora troppi aspetti da sistemare anche sotto l'aspetto del senso civico individuale
martedì 24 febbraio 2026
iReport
Metti una domenica mattina soleggiata, la prima dopo diversi fine settimana caratterizzati da piogge. Mettici anche che, nonostante il vento di Traversone che rende il mare mosso, tanta gente ha voglia di uscire, alcuni con bimbe e bimbi ancora vestiti in maschera in una sorta di tempi supplementari del Carnevale in piena Quaresima.
Lungomare Cristoforo Colombo, a Santo Spirito, domenica 22 febbraio sul nuovo "water front", come dicono quelli bravi.
Le aiuole (o alvaretti) delle alberature piantate lo scorso anno sono sostanzialmente invase da erbacce. Erbacce e specie di vario tipo alte anche mezzo metro. Piccoli orti botanici spontanei figli della sciatteria amministrativa, una sorta di monumento vegetale al tempo che passa senza che l'opera sia completata davvero. Un santuario verde alla burocrazia dei rimpalli tra uffici per nascondere inadeguatezza nello svolgere anche le più elementari mansioni.
Almeno nella parte ripavimentata - chiedono i santospiritesi - che si manutengano verde e arredo urbano. Sul primo, l'intervento dell'amministrazione comunale (pungolata a dovere dagli amministratori municipali) aiuterebbe a ridare decoro ad un passeggio che finalmente sembra diventato un po' meno da mordi e fuggi; sul secondo aspetto, quello riguardante la salvaguardia del nuovo arredo urbano, bisognerebbe tenere corsi accelerati di senso civico, ma nell'ex marina nord di Bari non è semplicissimo, vista la geografia umana composita.
Pressoché inutile ribadire che con motociclette (anche se fa figo incontrarsi nei pressi di un noto locale di piazza Roma) ed automobili (quanto dura la spesa all'interno degli esercizi?) non si può parcheggiare: le aree predisposte sono a sud, nei pressi del punto di primo intervento della ASL, e verso nord in via Udine. Altrimenti ci sono parcheggi in altre strade, ma non di certo sul mattonato.
In attesa dello sfalcio primaverile delle erbacce, Santo Spirito resta una terra di mezzo dove tutto - o quasi - è possibile.
Lungomare Cristoforo Colombo, a Santo Spirito, domenica 22 febbraio sul nuovo "water front", come dicono quelli bravi.
Le aiuole (o alvaretti) delle alberature piantate lo scorso anno sono sostanzialmente invase da erbacce. Erbacce e specie di vario tipo alte anche mezzo metro. Piccoli orti botanici spontanei figli della sciatteria amministrativa, una sorta di monumento vegetale al tempo che passa senza che l'opera sia completata davvero. Un santuario verde alla burocrazia dei rimpalli tra uffici per nascondere inadeguatezza nello svolgere anche le più elementari mansioni.
Almeno nella parte ripavimentata - chiedono i santospiritesi - che si manutengano verde e arredo urbano. Sul primo, l'intervento dell'amministrazione comunale (pungolata a dovere dagli amministratori municipali) aiuterebbe a ridare decoro ad un passeggio che finalmente sembra diventato un po' meno da mordi e fuggi; sul secondo aspetto, quello riguardante la salvaguardia del nuovo arredo urbano, bisognerebbe tenere corsi accelerati di senso civico, ma nell'ex marina nord di Bari non è semplicissimo, vista la geografia umana composita.
Pressoché inutile ribadire che con motociclette (anche se fa figo incontrarsi nei pressi di un noto locale di piazza Roma) ed automobili (quanto dura la spesa all'interno degli esercizi?) non si può parcheggiare: le aree predisposte sono a sud, nei pressi del punto di primo intervento della ASL, e verso nord in via Udine. Altrimenti ci sono parcheggi in altre strade, ma non di certo sul mattonato.
In attesa dello sfalcio primaverile delle erbacce, Santo Spirito resta una terra di mezzo dove tutto - o quasi - è possibile.


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