bari catanzaro. <span>Foto Ssc Bari</span>
bari catanzaro. Foto Ssc Bari
Calcio

Pochi goal e troppi rimpianti. Bari, è ora di cambiare marcia

I galletti centrano contro il Catanzaro il terzo 1-1 consecutivo. Serve più concretezza

Il copione di un film già visto, una pellicola da mandare indietro ogni settimana che passa. Il Bari pareggia ancora, facendosi rimontare, e contro il Catanzaro al San Nicola mette insieme il terzo 1-1 consecutivo; il settimo risultato utile di fila, ma la vittoria latita per i galletti, ancora in mezzo alla palude dei personaggi in cerca d'autore. Con nove partite di campionato ormai già passate in cavalleria, i rimpianti per i biancorossi vanno di pari passo con i punti persi. Tanti applausi, molti complimenti; sì, ma non può più bastare.

Che il Bari abbia un'identità e sappia produrre un gioco anche gradevole per larghissimi tratti, ormai è un fatto. Così come un fatto è l'enorme fatica che la squadra di mister Longo fa a convertire in goal la mole di calcio prodotta. Qualcosa manca, e continua a mancare, negli ultimi metri. Così come è parso chiarissimo fin dalle prime battute della sfida contro il Catanzaro al San Nicola, quando Favasuli serve Lasagna nello spazio, ma l'ex Udinese si fa ipnotizzare da Pigliacelli quando ormai il grosso era fatto. Un leitmotiv che si ripete con frequenza per tutta la partita: il Bari fa gioco e, nonostante qualche imprecisione di troppo in appoggio, arriva spesso e volentieri in area. Ma non segna.

Anche dopo il goal faticosamente trovato da un monumentale Dorval, su assist di un Pucino in crescita dopo la svirgolata si Sibilli, decisamente non in serata. Ma quando, nella ripresa, è il momento di mettere la doppia mandata per chiudere una partita che sembrava in controllo, manca sempre un centesimo per fare un euro. Maita (inesauribile e sempre più centrale nel gioco di Longo) inventa un pallone visionario per mandare Sibilli nello spazio, ma il trequartista campano spreca malamente aprendo troppo il piattone. Quella del contropiede è, nei fatti, un'arma affilatissima nell'arsenale dei galletti, che però gettano occasioni su occasioni alle ortiche: prima con Falletti, poi un paio con Lasagna, poi con l'inesauribile Benali. Ma, c'è un ma… Sempre il solito, sempre più grande. Il pallone non entra, e la gara rimane pericolosamente in bilico.

Le assenze di Lella e Oliveri privano Longo di alternative di qualità dalla panchina, mentre mister Caserta spacca la partita e gli equilibri con gli ingressi di La Mantia e D'Alessandro, ex di turno che fa ammattire la retroguardia della squadra di casa, arrivata con le gomme sgonfie nel finale di gara. Ecco, quindi, che a un quarto d'ora dal termine Iemmello piazza il piattone vincente, che batte Radunovic e rivitalizza i calabresi, mantenuti in vita fin lì più dalle imprecisioni del Bari che dalla forza dei loro nervi. Le sostituzioni di Longo, ben lungi dal riportare il Bari avanti, rischiano anche di squilibrare eccessivamente la squadra, e il Catanzaro per poco non mette a segno il punto del colpaccio. La presenza contemporanea di Falletti, Manzari, Favilli e Novakovich lascia, nei fatti, il solo Benali a far filtro in mezzo; troppo poco, al cospetto dei calabresi che, con il passare dei minuti, iniziano a crederci sul serio. Se Pigliacelli dice di no in più occasioni ai biancorossi, nel finale è Radunovic a tenere a galla la squadra di Longo, opponendosi a Pontisso e D'Alessandro con parate decisive.

Insomma, ce n'è abbastanza tanto per mordersi i gomiti, quanto per gridare allo scampato pericolo. Rimane, però, il fatto che al Bari manchino dei punti; e stavolta non ci sono errori arbitrali a cui aggrapparsi per cercare degli alibi a cui, a onor del vero, Longo non ha mai fatto ricorso. Sul piatto della bilancia, alla fine, pesano tantissimo gli errori in fase di realizzazione, che rischiano di diventare il vero punto debole del Bari, che crea ma non incassa. E questo difetto, come giustamente sottolinea il tecnico, diventerà sempre più evidente con il passare delle gare, quando non si riuscirà a costruire un numero considerevole di occasioni, e ogni singolo goal varrà doppio o addirittura triplo.

È, quindi, arrivata l'ora di cambiare marcia, di metterci più cattiveria e di attingere a qualche sana dose di cinismo per dare la svolta a un campionato che per ora - classifica alla mano - si tinge di un anonimo grigio. Sfortunatamente, il calcio è un gioco in cui - per fare i punti - non basta vincere "ai punti", e non è neanche una disciplina matematica, in cui la ricerca è finalizzata all'ordine e alla misura. Tutti aspetti su cui, per carità, i galletti hanno dato più di una garanzia, ma adesso è il momento di iniziare a batter cassa. A cominciare dalla complicata trasferta di venerdì prossimo sul terreno dello Spezia, per poi passare alla doppia sfida interna contro Carrarese e Reggiana. Appuntamenti da non fallire, per dimostrare di essere sul sentiero della crescita e per riaccendere l'ambizione di poter concorrere per un ruolo da protagonista in un campionato che non aspetta nessuno.
  • ssc bari
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