vibonese bari. <span>Foto ssc bari</span>
vibonese bari. Foto ssc bari
Calcio

Il Bari sceglie la via della concretezza, minimo sforzo per sperare nel secondo posto

Il successo centrato a Vibo Valentia riaccende le ambizioni dei biancorossi, che però palesano poche idee e tanti limiti

Massimo risultato, minimo sforzo. Il Bari prosegue nel suo percorso terapeutico scegliendo la via del pragmatismo e della concretezza: basta un rigore di Antenucci per piegare 0-1 la Vibonese, ritrovare la vittoria esterna e rimettere nel mirino l'Avellino. Insomma, quanto lo stretto indispensabile per rimettere in moto una macchina che un paio di settimane fa sembrava irrimediabilmente inceppata.

Carrera bada al sodo: «Era importante vincere su un campo difficile, ci prendiamo i tre punti e pensiamo alla prossima». Nulla da aggiungere, il ragionamento ci sta. In questo momento solo i risultati possono ridare un po' di fiducia a una squadra che si era smarrita nel percorso a ostacoli fra le proprie incongruenze e i propri errori.

La notizia più gradita è il ritorno al goal di Antenucci dopo due mesi: al 34' il 7 calcia un rigore così così, ma tanto basta per piegare le mani di un imperfetto Marson. Suo è il tiro su punizione al 14' (di poco alto), suo è il mancino dal limite al 44' (fuori di un centimetro), sua è l'occasione dopo 85' di gioco, su bella imbucata di Marras, e ben disinnescata da Marson. Dieci minuti prima il destro dal limite di D'Ursi, ancora ben respinto dal portiere calabrese.

Nel mezzo? Il nulla. Fra Vibonese e Bari viene fuori una partita poverissima di contenuti tecnici, scarica anche dal punto di vista agonistico. Il Bari la vince con merito perché qualche volta, almeno, prova a dare un sussulto all'encefalogramma piatto del match. Dalla sua, la Vibonese di mister Roselli praticamente in campo non c'è: non un'iniziativa, non una folata, non un tentativo. Troppo poco per una squadra che deve salvarsi, e che invece dà al Bari tutto l'agio di controllare senza affanni il punteggio nella soporifera ripresa. Frattali esce dal campo con i guantoni immacolati.

Il Bari, dalla sua, si adegua: rischia nulla, quando può cerca di farsi vedere dalle parti dell'area avversaria. Ci riesce? I fatti direbbero di "ni". Il 4-3-3 di Carrera, dettato dalle tante assenze e dalle pesanti squalifiche di Cianci e De Risio, produce una quantità di gioco piuttosto esigua, al cospetto di un avversario rinunciatario anche dopo essere andato sotto per un minuto di follia di Laaribi, quello che dovrebbe essere il cervello del centrocampo rossoblù. L'unico biancorosso che prova ad andare al tiro, a creare qualcosa nella trequarti avversaria è Maita; non una notizia, vista l'importanza strategica e tattica dell'ex Catanzaro (bella la palla offerta a D'Ursi per il tiro alla mezz'ora della ripresa).

Il resto è un vivacchiare alla ricerca della soluzione più semplice, della giocata non rischiosa. Anche qui, ci può stare: una squadra che va alla ricerca della fiducia perduta è bene che non si lanci in giocate spericolate che, in passato, hanno prodotto più danni che benefici. La scelta di Carrera di effettuare soli due cambi (Rolando e il giovane Mané, per D'Ursi e Marras) solo all'80' e al 91', poi, non fa altro che confermare il disastro che è stato fatto di questa squadra a gennaio. Ma anche qui, è storia vecchia.

Va bene così? Per ora sì. Il Bari, senza convincere, senza incantare, con un bagaglio di idee ridotto all'osso, centra la sua seconda vittoria di fila e ritrova la speranza di un finale sensato di una stagione con pochissimo senso. L'Avellino si fa travolgere in casa della Ternana (promozione matematica, giù il cappello davanti a Lucarelli e ai suoi) e fra sette giorni ospiterà proprio i biancorossi con la pressione di chi deve difendere (e magari incrementare di nuovo) un vantaggio di 4 punti diventato improvvisamente esiguo. I galletti, dalla loro, potranno contare sulla forza di chi arriva allo scontro diretto con ormai poco da perdere e con l'insperata possibilità di agguantare il secondo posto a fine campionato. Sarà il passaggio fondamentale in vista dei playoff, con la consapevolezza che – agli spareggi promozione – il poco Bari visto a Vibo certamente non potrà bastare nemmeno per superare i primi turni.
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