Il carcere di Bari
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Eventi e cultura

Stagione teatrale 2025-26 Comune e Puglia Culture: in carcere l'appuntamento conclusivo

"guardARTI" è il Laboratorio Urbano realizzato all’interno della Casa Circondariale “F. Rucci” di Bari

Giunge alla sua fase conclusiva guardARTi, il Laboratorio Urbano realizzato all'interno della Casa Circondariale "F. Rucci" di Bari nell'ambito delle attività collaterali della Stagione teatrale 2025/26 del Comune di Bari "Umano Collettivo", promossa dall'assessorato comunale alle Culture e da Puglia Culture.

Il progetto, ideato e curato dall'associazione culturale Senza Piume ETS, è stato realizzato in collaborazione con il Liceo Scientifico "Gaetano Salvemini" di Bari e l'Accademia di Belle Arti di Bari, coinvolgendo detenuti, studenti delle scuole superiori e studenti universitari in un percorso di incontro, ascolto e creazione condivisa attraverso la narrazione autobiografica, la scrittura creativa e le arti figurative.

Oggi, mercoledì 10 giugno, alle ore 14.30, si terrà la lezione aperta che conclude idealmente il percorso laboratoriale.
Ancora una volta il teatro e le arti aprono la propria "cassetta degli attrezzi" per mettere i loro strumenti nelle mani delle persone temporaneamente private della libertà personale e dei più giovani, offrendo uno spazio di confronto autentico e di crescita reciproca. Le arti diventano così occasione per incrociare sguardi, esperienze e visioni che altrimenti non avrebbero avuto modo di incontrarsi, generando uno scambio umano prezioso alla base della costruzione di una comunità più consapevole e inclusiva.
Nel corso dei mesi gli studenti hanno incontrato i detenuti, ascoltandone storie e vissuti. Da questi incontri sono nati racconti e opere pittoriche che restituiscono immagini profonde e sincere di uomini che stanno attraversando l'esperienza della reclusione e della riflessione sul proprio percorso di vita, scegliendo di offrirsi con generosità allo sguardo delle nuove generazioni.

"Anche quest'anno abbiamo voluto portare un laboratorio di espressività artistica all'interno del carcere, nella convinzione che la cultura sia un diritto di tutti e uno strumento fondamentale nei percorsi di crescita personale e di reinserimento sociale - commenta l'assessora comunale alle Culture Paola Romano -. Le arti e la creatività consentono infatti di aprire spazi di riflessione, consapevolezza e relazione, offrendo nuove prospettive a chi sta vivendo l'esperienza della detenzione.
Progetti come guardARTi assumono, se possibile, un valore ancora più significativo perché mettono in dialogo mondi che raramente hanno occasione di incontrarsi: quello dei detenuti, quello delle giovani generazioni e quello della formazione artistica. Attraverso l'ascolto reciproco e la condivisione, si costruiscono occasioni concrete di conoscenza e si contribuisce a superare stereotipi e pregiudizi.
Nonostante il quadro normativo e organizzativo renda oggi sempre più complessa la realizzazione di attività culturali negli istituti penitenziari, il nostro impegno resta quello di continuare a promuovere percorsi che favoriscano il confronto tra il carcere e la comunità esterna. Crediamo infatti che l'arte possa essere un ponte capace di generare consapevolezza, restituire dignità alle persone e trasformare le storie individuali in occasioni di crescita collettiva".

L'appuntamento di oggi, 10 giugno, rappresenta un momento particolarmente significativo del percorso: per la prima volta detenuti, studenti delle scuole superiori e studenti dell'Accademia delle Belle Arti metteranno insieme gli elaborati realizzati, intrecciando scrittura, pittura e vita in una restituzione collettiva del lavoro svolto.

Sarà un incontro intimo e conclusivo in cui i confini tra artista e soggetto, narratore e materia narrata tenderanno a dissolversi definitivamente. Il progetto guardARTi si inserisce nelle azioni di contrasto allo stigma sociale attraverso lo storytelling e le arti. Il pregiudizio nei confronti delle persone che hanno incontrato il sistema dell'esecuzione penale può essere superato soltanto favorendo l'emersione dei vissuti e delle esperienze personali in chiave emotiva, creando le condizioni per un incontro autentico ed empatico. A questo si affianca un ulteriore obiettivo: restituire dignità e valore alla funzione educativa che ogni adulto può esercitare nei confronti delle nuove generazioni. La condivisione delle proprie storie e dei propri errori, riletti alla luce dell'esperienza e della consapevolezza maturata, può trasformarsi in uno strumento di crescita e orientamento per i più giovani.

guardARTi è infine un progetto che rimette l'arte al servizio della comunità: un'arte che ripara dove esistono fratture, costruisce relazioni dove ancora non ci sono e crea occasioni di incontro là dove sembravano impossibili.

Il progetto è realizzato nell'ambito dei Laboratori Urbani del Comune di Bari, promossi dall'assessorato alle Culture e da Puglia Culture. A cura dell'associazione culturale Senza Piume ETS. In collaborazione con il Liceo Scientifico "Gaetano Salvemini" e l'Accademia di Belle Arti di Bari.
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