rendiconto di gestione 2018
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Rendiconto di gestione, 198 milioni nelle casse del Comune di Bari a fine 2018

Presentato il documento contabile che sarà approvato dal Consiglio comunale. Crescono i ricavi dalla lotta all'evasione, diminuiscono i debiti

È stato presentato questa mattina in una conferenza pubblica il rendiconto di gestione del Comune di Bari relativo all'annualità 2018, il documento contabile che dimostra lo svolgimento della programmazione finanziaria deliberata dal Consiglio comunale, cui spetterà il compito nelle prossime sedute di approvare il nuovo documento relativo al bilancio 2018-2020. Nello schema di rendiconto approvato dalla giunta comunale spicca la disponibilità di cassa al 31 dicembre 2018, pari a 198 milioni di euro, con un incremento del 12% rispetto al 2017 (quando il fondo di cassa era di 177 milioni) e del 23% rispetto al 2016 (161 milioni).

«Questa voce rappresenta una dimostrazione della solidità del Comune di Bari, che può contare su risorse da destinare ai investimenti» - spiega Giuseppe Ninni, responsabile della ripartizione Ragioneria del Comune di Bari. Il risultato di amministrazione, la componente finanziaria rappresentata dalla liquidità più i crediti meno i debiti, ammonta a 360 milioni, con una crescita del 7% rispetto al 2017. «Nell'ambito di questo risultato di amministrazione - continua Ninni - sono conteggiati i risparmi che servono per fronteggiare rischi futuri laddove dovessero manifestarsi».

Capitolo crediti non riscossi: anche in questo caso si registra una crescita rispetto al 2017, con relativa diminuzione dei crediti immobilizzati, migliorando la capacità di riscossione tributaria ed extratributaria. «Per quanto riguarda i crediti tributari - spiega Ninni - ammontano a 156 milioni, quelli del titolo terzo si attestano a 97 milioni a fine 2018». Dalla lotta all'evasione fiscale sono arrivati 6 milioni di euro in più nelle casse comunali.

Sul versante delle spese, per quel che attiene agli investimenti avviati nell'esercizio 2018 esse ammontano a 98 milioni, che hanno interessato i settori viabilità, trasporti, patrimonio e tutte le altre missioni dell'ente. «Un dato dimostrativo della volontà dell'ente di preservare il proprio patrimonio comunale», commenta Ninni. Secondo i dati forniti dal Comune diBari, l'ente anche nel 2018 non è dovuto ricorrere a indebitamento. Il responsabile della Ragioneria comunale illustra la situazione: «Il Comune è riuscito a cantierizzare questi interventi attraverso l'utilizzo di risorse di Stato, Regione e proprie. In particolare, gli oneri di urbanizzazione e i mutui assunti in anni precedenti e non integralmente utilizzati». A fine 2018, inoltre, risulta conseguito il saldo di finanza pubblica, l'obiettivo fissato ogni anno con la legge di Bilancio. Tale rispetto risulta certificato dal ministero Economia e finanze.

Da ultimo, i parametri di deficitarietà strutturale, gli indicatori della situazione critica o meno dell'ente pubblico. «Gli otto parametri stabiliti per il 2018 dal ministero dell'Interno risultano integralmente rispettati. Anche questa rispetto al passato è una notizia che dà tranquillità all'ente, dal momento che negli anni precedenti un paio di parametri non venivano conseguiti al termine dell'esercizio», ricorda Ninni.

Scendendo un po' più nel dettaglio, le entrate tributarie sono pari a 236 milioni. I trasferimenti correnti da Stato e Regione ammontano a 56 milioni, le entrate extratributari (proventi dei servizi, multe e sanzioni, dividendi delle partecipate) sono 46 milioni. I trasferimenti in conto capitale per il finanziamento di spese d'investimento sono, invece, 33 milioni di Euro. Sul versante delle spese per il funzionamento della macchina amministrativa, esse si attestano a 313 milioni, mentre le spese in conto capitale sono 41 milioni, a cui vanno aggiunti i 60 milioni contabilizzati nel 2018 ma esigibili nel 2019.

Il rimborso di mutui pagati nel 2018 è di 6 milioni 408mila euro; l'indebitamento del Comune di Bari scende dai 92 milioni del 2017 a 86 milioni nel 2018 «Con un'incidenza di interessi passivi pro capite di circa 12 euro per cittadino. La più bassa d'Italia dopo Bologna», spiega Ninni. In ultimo, l'avanzo di competenza è di circa 92 milioni di euro.
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